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Concetti Chiave

  • I coni e i bastoncelli sono recettori visivi che differiscono sia morfologicamente che funzionalmente, con i bastoncelli più sensibili alla luce e i coni più capaci di discriminare i colori.
  • I bastoncelli contengono una sola molecola di rodopsina altamente sensibile alla luce, mentre i coni possiedono tre molecole di opsina, ognuna sensibile a diverse lunghezze d'onda.
  • Nella fovea, dove è richiesta una visione dettagliata e a colori, prevalgono i coni; mentre i bastoncelli sono maggiormente distribuiti verso la periferia della retina.
  • I coni si collegano a un neurone in un rapporto 1:1 per una trasmissione dettagliata delle informazioni, mentre più bastoncelli si collegano a un neurone, trasmettendo segnali in modo generalizzato.
  • I bastoncelli permettono di percepire variazioni di luce in ambienti poco illuminati, senza definire esattamente le caratteristiche degli oggetti.

Indice

  1. Coni e bastoncelli
  2. Distribuzione e funzioni di coni e bastoncelli

Coni e bastoncelli

Bene, abbiamo detto che il passaggio della luce con le sue componenti diverse deve arrivare sui recettori. Ma quali sono questi recettori? I recettori visivi sono i coni e i bastoncelli.
Questi coni e bastoncelli sono differenti fra di loro, non soltanto morfologicamente, ma anche nella funzione. Diciamo subito che i bastoncelli sono i più sensibili alla luce, sono quelli che riescono a cogliere anche minime quantità di luce, mentre i coni sono meno sensibili alla luce, ma hanno maggiori capacità discriminative e, soprattutto, possono cogliere differenti lunghezze d’onda dei colori. Tant’è che nel bastoncello c’è una sola molecola: rodopsina, e c’è in quantità enorme, 10⁹ molecole di rodopsina in un bastoncello, e questa rodopsina è sensibile anche a un solo fotone di luce.

Distribuzione e funzioni di coni e bastoncelli

I coni invece hanno tre differenti molecole di opsina, quindi tre molecole sensibili alle variazioni di frequenza della luce, e già questo vi fa capire che se ne ha tre, vuol dire che ognuna risponde a una determinata frequenza, che poi è la chiave di volta per leggere i colori. Ma lo vedremo dopo. Questi due recettori differenti tra di loro sono distribuiti in che modo? Nella fovea, dove la luce viene raccolta principalmente quando noi guardiamo un oggetto, prevalgono nettamente i coni, dato che è necessario avere la massima acuità visiva. Quindi noi vediamo i dettagli minimi, abbiamo una vista accuratissima, attraverso i coni, ma questo oggetto lo vediamo bene se abbiamo una luce sufficiente, perché i coni, sebbene siano capaci di un’alta discriminazione e di vedere i colori, hanno bisogno di luce per questo.
Allora, introduciamo ora un concetto: per avere la massima definizione di una qualunque funzione del sistema nervoso è importante che chi raccoglie l’informazione, qualunque recettore esso sia, se il recettore è collegato a una singola cellula nervosa, che poi fa il suo percorso, il rapporto è 1:1, cioè quello che raccolgo lo trasmetto. Se il recettore è collegato a più cellule nervose, che vuol dire questo? Che io posso mandare questo segnale in maniera più generalizzata, però contemporaneamente più generica, poco raffinata. E questo è tipico nell’occhio: il cono si collega a un neurone, più bastoncelli si collegano a un neurone. Però qual è la controparte? Il bastoncello con questa sua distribuzione non 1:1, più generalizzata, è in grado di trasmettere una quantità minima di luce, ma non mi sa definire al meglio la forma, le caratteristiche dell’oggetto che sto vedendo.
Volendo fare una considerazione ancora più globale, se io guardo con la fovea posso vedere minimi dettagli, perché li vedo? Perché ci sono tutti i coni in questa regione. E perché lo vedo colorato? Proprio perché ci sono i coni. Se io devo dire se in questa stanza buia o semibuia ci sono dei mobili, ma senza sapere se sono tondi, quadrati o circolari, senza sapere se è legno chiaro o legno scuro, senza sapere se sopra a quei mobili ci sono dei libri o non ci sono, io mi affido ai bastoncelli, i quali anche in un ambiente buio mi sanno dire che quella parete è buia di qua, ma un po’ meno buia dall’altra parte: c’è un mobile là. Lo posso sapere, non ne posso definire le caratteristiche esattamente, ma i bastoncelli mi dicono che c’è una variazione di luce. Quindi, man mano che noi dalla fovea ci allontaniamo dal centro della retina e andiamo alla periferia prevalgono i bastoncelli, man mano che noi ci concentriamo verso la fovea, abbiamo coni.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale differenza funzionale tra coni e bastoncelli?
  2. I bastoncelli sono più sensibili alla luce e possono rilevare anche minime quantità di luce, mentre i coni, meno sensibili, hanno una maggiore capacità discriminativa e possono percepire diverse lunghezze d'onda dei colori.

  3. Dove si trovano principalmente i coni nella retina e perché?
  4. I coni si trovano principalmente nella fovea, dove la luce viene raccolta quando guardiamo un oggetto, poiché è necessario avere la massima acuità visiva per vedere i dettagli minimi e i colori.

  5. Come si differenzia il collegamento dei coni e dei bastoncelli con le cellule nervose?
  6. I coni sono collegati a una singola cellula nervosa in un rapporto 1:1, permettendo una trasmissione dettagliata dell'informazione, mentre più bastoncelli si collegano a un neurone, trasmettendo segnali in modo più generalizzato.

  7. In che modo i bastoncelli aiutano la visione in ambienti poco illuminati?
  8. I bastoncelli, anche in ambienti bui, possono rilevare variazioni di luce, permettendo di percepire la presenza di oggetti senza definirne esattamente le caratteristiche.

  9. Come varia la distribuzione di coni e bastoncelli dalla fovea alla periferia della retina?
  10. Nella fovea prevalgono i coni per una visione dettagliata e a colori, mentre man mano che ci si allontana verso la periferia della retina, prevalgono i bastoncelli, che sono più adatti a rilevare variazioni di luce in condizioni di scarsa illuminazione.

Domande e risposte

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