Indice

  1. Contesto: perché si arriva al Congresso di Vienna
  2. Il Congresso di Vienna (settembre 1814 – giugno 1815)
  3. Principi guida
  4. L’età della Restaurazione (1815-1848): caratteristiche
  5. Perché la Restaurazione era destinata a entrare in crisi
  6. L’Italia sotto la Restaurazione
  7. Il bilancio storico della Restaurazione
  8. Schema riassuntivo

Contesto: perché si arriva al Congresso di Vienna

Dopo venticinque anni di guerre quasi ininterrotte (1792-1815), l’Europa è stremata. Napoleone è stato sconfitto definitivamente a Waterloo (18 giugno 1815), ma già dall’aprile 1814, con la sua prima abdicazione, le potenze vincitrici avevano deciso di riunire un grande congresso a Vienna per ridisegnare l’ordine europeo.
Obiettivi dichiarati:
restaurare i sovrani “legittimi” cacciati dalla Rivoluzione e da Napoleone;
impedire che la Francia tornasse a essere una minaccia;
creare un equilibrio di potenza (balance of power) che evitasse nuove egemonie;
combattere le idee rivoluzionarie (liberalismo, nazionalismo, sovranità popolare).
In realtà non si trattò di un semplice “ritorno al 1789”: troppe cose erano cambiate (codici, amministrazioni, coscienze nazionali, economia) perché si potesse cancellare tutto.

Il Congresso di Vienna (settembre 1814 – giugno 1815)

Sede e protagonisti
Vienna, capitale dell’Impero austriaco.
I veri padroni del tavolo furono le quattro grandi potenze vincitrici:
Austria → principe Klemens von Metternich (il vero “regista”)
Gran Bretagna → lord Castlereagh (poi Wellington)
Russia → zar Alessandro I
Prussia → cancelliere Hardenberg e re Federico Guglielmo III
La Francia, sconfitta, fu rappresentata con grande abilità da Talleyrand, che riuscì a farla riammettere tra le grandi potenze.

Principi guida

Legittimità: tornano i sovrani “di diritto divino” (Borbone in Francia, Spagna, Napoli; papa a Roma; Savoia in Piemonte, ecc.).
Equilibrio: nessuna potenza deve diventare troppo forte.
Contenimento della Francia: si creano stati-cuscinetto intorno ad essa.
Compensi territoriali: chi ha perso qualcosa da una parte viene “risarcito” dall’altra.
Principali decisioni territoriali
Francia: torna ai confini del 1792 (poi leggermente ridotti dopo i Cento Giorni). Ottiene però di non essere umiliata.
Olanda e Belgio uniti nel Regno dei Paesi Bassi (stato-cuscinetto a nord).
Prussia ottiene la Renania e parte della Sassonia → diventa una potenza tedesca occidentale.
Austria rinuncia ai Paesi Bassi austriaci ma ottiene Lombardia e Veneto (Regno Lombardo-Veneto) e un forte controllo sull’Italia.
Russia ottiene gran parte della Polonia (Regno di Polonia, in unione personale con lo zar).
Germania: al posto del Sacro Romano Impero nasce la Confederazione Germanica (39 stati), presieduta dall’Austria.
Italia: resta divisa in vari stati (Regno di Sardegna, Ducati, Stato Pontificio, Regno delle Due Sicilie), tutti sotto influenza austriaca diretta o indiretta.
Svizzera: neutralità perpetua riconosciuta.
Norvegia unita alla Svezia; Finlandia alla Russia.
Strumenti di controllo
Santa Alleanza (1815): Russia, Austria e Prussia (poi quasi tutti i sovrani) si impegnano a governare secondo i principi cristiani e a intervenire contro le rivoluzioni.
Quadruplice Alleanza (poi Quintuplice con la Francia): le grandi potenze si impegnano a consultarsi periodicamente (sistema congressuale).

L’età della Restaurazione (1815-1848): caratteristiche

Non fu un semplice ritorno al passato, ma un tentativo di costruire un ordine nuovo basato su:
sovranità assoluta o quasi dei monarchi;
repressione di ogni idea liberale e nazionale;
censura, polizia politica, spionaggio (specialmente in Austria e negli stati italiani);
alleanza tra trono e altare (Chiesa come strumento di controllo sociale).
Metternich diventò il simbolo di questa politica. Il suo sistema si basava sull’idea che l’ordine potesse essere mantenuto solo con la forza e con la collaborazione tra le grandi potenze.

Perché la Restaurazione era destinata a entrare in crisi

Anche se all’inizio sembrò stabile, il sistema presentava contraddizioni profonde:
Le idee non si possono cancellare. Liberalismo, costituzionalismo e sentimento nazionale avevano messo radici. Molti ex-soldati napoleonici, studenti, borghesi e ufficiali continuavano a pensare in termini di diritti e di nazione.
I nuovi confini non rispettavano le nazionalità. Italiani, tedeschi, polacchi, belgi, ungheresi si trovarono divisi o sotto dominio straniero. Il principio di legittimità entrò in conflitto con il principio di nazionalità.
Trasformazioni economiche e sociali. Mentre i governi guardavano all’indietro, l’Europa (soprattutto quella nord-occidentale) entrava nella Rivoluzione industriale. Nasceva una borghesia che chiedeva potere politico e una classe operaia che cominciava a organizzarsi.
Le rivolte e i moti. Già negli anni Venti e Trenta scoppiarono moti in Spagna, Napoli, Piemonte, Grecia, Polonia, Francia (1830), Belgio. Alcuni furono repressi (grazie anche agli interventi della Santa Alleanza), altri ebbero successo (indipendenza greca e belga, monarchia di luglio in Francia).

L’Italia sotto la Restaurazione

L’Italia uscì dal Congresso di Vienna più divisa e più controllata dall’Austria di quanto non fosse prima di Napoleone.
Il Regno Lombardo-Veneto era provincia austriaca a tutti gli effetti.
Gli altri stati erano legati all’Austria da trattati e da una fitta rete di polizia.
I Savoia, tornati in Piemonte, adottarono una politica molto reazionaria nei primi anni.
Nacquero le società segrete (Carboneria prima, poi Giovine Italia di Mazzini) che prepararono i moti degli anni Venti e Trenta.
Questo periodo è fondamentale per capire perché il Risorgimento prese la forma che prese: non solo lotta contro i sovrani “legittimi”, ma soprattutto contro l’egemonia austriaca.

Il bilancio storico della Restaurazione

Cosa riuscì a fare:
Garantì all’Europa quasi quarant’anni senza una grande guerra generale tra le potenze (1815-1854).
Creò un sistema di consultazione diplomatica che, in forma diversa, sopravvive ancora oggi.
Cosa non riuscì a fare
Fermare le idee liberali e nazionali.
Risolvere la questione delle nazionalità.
Capire che la società stava cambiando in modo irreversibile a causa dell’industria e dell’urbanizzazione.
Per questo nel 1848 l’intero sistema andò in crisi quasi contemporaneamente in tutta Europa.

Schema riassuntivo

Quando: 1814-1815 (Congresso) → 1815-1848 (Restaurazione)
Protagonista principale: Metternich
Principi: legittimità + equilibrio
Strumenti: Santa Alleanza + congressi
Italia: divisa e sotto controllo austriaco
Limite fondamentale: non poteva cancellare le idee del 1789 e le trasformazioni economiche in corso
Esito: apparente stabilità → crisi generale del 1848

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community