Concetti Chiave
- Il Congresso di Vienna, tenutosi tra novembre 1814 e giugno 1815, mirava a ripristinare l'ordine sociale e politico in Europa dopo la sconfitta di Napoleone.
- I principi fondamentali del congresso erano l'equilibrio, per ridisegnare i confini senza rafforzare potenze, e la legittimità, per restituire il potere ai sovrani pre-napoleonici.
- Inizia l'età della Restaurazione, un periodo di ritorno all'Antico regime, contrapposta alle aspirazioni liberali emerse dalla rivoluzione francese.
- In Francia, il trono fu restituito a Luigi XVIII, che concesse una monarchia costituzionale, mantenendo gran parte della legislazione napoleonica.
- Le decisioni del congresso delusero le aspirazioni democratiche e nazionalistiche, negando i principi repubblicani e frustrando i sogni di autonomia delle nazionalità mobilitate.
La sconfitta di Napoleone e il congresso di Vienna
Dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, le monarchie vittoriose vollero ricostruire in Europa l'ordine sociale e politico che era stato sconvolto dalla rivoluzione francese prima e dalle armate napoleoniche poi. Fra il novembre del 1814 e il giugno del 1815 i rappresentanti delle potenze vincitrici, più il primo ministro della Francia, in cui era tornata la monarchia dei Borbone, si riunirono in congresso a Vienna.
Principi del congresso di Vienna
Le decisioni del congresso si ispirarono a due principi fondamentali:
- il principio di equilibrio, in base al quale i confini degli stati europei dovevano essere "ridisegnati", senza rafforzare nè indebolire eccessivamente alcuna potenza, quale garanzia per prevenire future guerre;
- il principio di legittimità, il quale stabiliva che, per quanto possibile, la sovranità venisse restituita ai legittimi sovrani che regnavano sui vari stati prima delle conquiste napoleoniche.
All'epoca del congresso di Vienna si definiva legittimo il potere delle dinastie che i trattati internazionali avevano riconosciuto in base alla tradizione e al diritto di eredità.
L'età della Restaurazione
Con il congresso di Vienna inizia la cosiddetta età della Restaurazione, periodo che si conclude con le rivoluzioni del 1848. Il termine "restaurazione", contrapposto a "rivoluzione", sta a indicare la volontà di un ritorno al passato, all'Antico regime.
Nella gran parte dei paesi europei in cui Napoleone aveva rovesciato i vecchi regimi fu restaurato l'assolutismo monarchico negando non solo i principi repubblicani che erano emersi nella rivoluzione francese, ma anche qualsiasi forma di limitazione costituzionale del potere sovrano. Queste decisioni delusero completamente le aspirazioni liberali e democratiche delle popolazioni e frustarono i sogni di indipendenza e autonomia delle nazionalità che nel periodo napoleonico si erano mobilitate.
Restaurazione in Francia e in Europa
Anche in Francia fu applicato il principio di legittimità e il trono fu restituito a Luigi XVIII, il fratello minore di Luigi XVI, ma non tornò l'assolutismo: il re concesse infatti una costituzione ispirata al modello inglese e mantenne in gran parte la legislazione civile e penale napoleonica. La Francia "restaurata" era dunque una monarchia costituzionale, sia pure con una costituzione concessa dal sovrano e non redatta dal popolo in un'Assemblea costituente. Si scelse tale soluzione perchè si ritenne impossibile e insensato pretendere di restaurare un governo assoluto proprio nel paese dove era scoppiata la rivoluzione. Il ritorno ad un ordine precedente la rivoluzione risultò incompleto anche in molte altre parti d'Europa occidentale, dove le innovazioni napoleoniche, come la riforma dei codici, non vennero cancellate.
Domande da interrogazione
- Quali erano i principi fondamentali che guidarono le decisioni del congresso di Vienna?
- Che cosa si intende per "età della Restaurazione"?
- Come fu restaurata la monarchia in Francia dopo il congresso di Vienna?
- Quali furono le conseguenze della Restaurazione per le aspirazioni liberali e nazionali in Europa?
Le decisioni del congresso di Vienna si ispirarono al principio di equilibrio, per ridisegnare i confini senza rafforzare o indebolire eccessivamente alcuna potenza, e al principio di legittimità, che mirava a restituire la sovranità ai legittimi sovrani pre-napoleonici.
L'età della Restaurazione, che inizia con il congresso di Vienna e termina con le rivoluzioni del 1848, rappresenta un periodo di ritorno all'Antico regime, caratterizzato dal ripristino dell'assolutismo monarchico e dalla negazione dei principi repubblicani emersi durante la rivoluzione francese.
In Francia, il trono fu restituito a Luigi XVIII, che concesse una costituzione ispirata al modello inglese, creando una monarchia costituzionale, pur mantenendo gran parte della legislazione napoleonica.
Le decisioni della Restaurazione delusero le aspirazioni liberali e democratiche delle popolazioni, frustrando i sogni di indipendenza e autonomia delle nazionalità che si erano mobilitate durante il periodo napoleonico.