Concetti Chiave
- Il Congresso di Vienna del 1814/1815 stabilì i principi di legittimità e equilibrio tra le potenze europee, mirando a prevenire il rafforzamento eccessivo di uno stato.
- Dopo il congresso, la Francia e la Spagna tornarono ai rispettivi sovrani, mentre la Confederazione Germanica e altri cambiamenti territoriali segnarono una nuova Europa, lasciando l'Italia divisa.
- L'età della Restaurazione, fino al 1848, portò a un ritorno ai valori tradizionali, con una crescente enfasi sull'autorità monarchica e la riduzione delle libertà popolari.
- I movimenti rivoluzionari si svilupparono in risposta alla Restaurazione, con società segrete come la Carboneria e insurrezioni in varie regioni europee durante gli anni '20.
- Le ipotesi per l'unità d'Italia emersero dopo i moti del 1820, includendo visioni repubblicane, federaliste e monarchiche, con Cavour che giocò un ruolo chiave nei successi territoriali del Regno di Sardegna.
Che cos'è il congresso di Vienna?
Le potenze che sconfissero Napoleone (Inghilterra, Austria, Prussia e Russia) vollero dare inizio al Congresso di Vienna (1814/1815). Ad esso vi parteciparono tutti gli stati d'Europa che decisero di seguire due principi:
Legittimità: ogni stato doveva essere restituito al proprio sovrano;
Equilibrio: nessuno Stato doveva rafforzarsi troppo da diventare un pericolo per un altro.
Nuova Europa post-congresso
Dopo il congresso, trovammo una nuova Europa:
La Francia tornò ai Borboni;
La Spagna tornò a Ferdinando VII;
Il Regno di Prussia di Federico Guglielmo III acquistò Sassonia e Renania;
L'Olanda acquistò il Belgio dando origine ai Paesi Bassi;
Nacque la Confederazione Germanica formata da 39 stati;
La Russia acquistò Finlandia e Polonia.
L'Italia rimase invece divisa in molti Stati: il Regni di Sardegna, il Lombardo-Veneto, il Granducato di Toscana, lo Stato della Chiesa e i Ducati di Parma, Modena, Lucca e Massa.
Dopo aver stabilito la pace in Europa, su proposta dello zar di Russia Alessandro I, venne stabilita la Santa Alleanza, fondata sul principio di intervento.
Principi della Restaurazione
Con il Congresso iniziò l'età della Restaurazione che caratterizzò l'Europa fino al 1848.
Per Restaurazione si intende un completo ritorno al passato e si affermarono:
Al posto di libertà, obbedienza all'autorità;
Al posto di idea di progresso, rispetto per la tradizione;
Al posto di sovranità popolare, sovranità assoluta del monarca.
Di pari passo assunse maggior forza l'idea di nazione e il bisogno di rendersi indipendenti dagli stranieri. Questi principi venivano sostenuti da liberali, democratici e patrioti:
i liberali volevano una monarchia costituzionale con il suffragio censitario;
i democratici lottavano per una repubblica con il suffragio universale;
i patrioti rivendicavano l'indipendenza nazionale.
Il Romanticismo è un movimento letterario, artistico e culturale, sorto in e in Inghilterra negli ultimi anni del Settecento e quindi diffusosi in tutta l’Europa nel corso del 19° secolo. E' stato un movimento caratterizzato dal sentimento, dalla fantasia, dalla forza, dalla libertà creatrice e maggiormente da un forte amore verso la patria.
Movimenti rivoluzionari e società segrete
Nell'età della Restaurazione non si poteva però svolgere attività politica alla luce del sole per questo, le forze dell'opposizione furono costrette ad organizzarsi in società segrete. Queste erano associazioni di cui gli obiettivi venivano tenuti segreti. La più importante, affermatasi in Italia, era la Carboneria. Inoltre, negli anni '20 l'Europa fu toccata da un'ondata rivoluzionaria. I principali moti avvennero in Spagna, a Napoli, a Palermo, in Piemonte, nel Regno di Sardegna e in Grecia.
Rivoluzione industriale e sociale
Il ritorno al passato al quale aspiravano i teorici della restaurazione era impossibile, infatti nel 1780, in Inghilterra, inziò la prima rivoluzione industriale. All'origine di questa rivoluzione ci fu un cambiamento radicale con l'invenzione della macchina a vapore a opera di un ingegniere scozzese, James Watt, nel 1769. Questa usava come forza motrice il vapore che veniva prodotto bruciando carbone. A seguito di questa rivoluzione troviamo la rivoluzione agricola e demografica:
Con rivoluzione agricola troviamo l'abolizione degli obblighi dei contadini dei confronti dei nobili, il cambiamento della tecnica di coltura (rotazione quadriennale) e nuovi prodotti da coltivare (mais, patata e barbabietola da zucchero).
Con la rivoluzione demografica invece, troviamo un forte aumento della popolazione che era diminuita precedentemente con le carestie.
Con l'industrializzazione la vita dei proletari (operai) era difficile: erano costretti a lavorare anche 15 ore al giorno negli ambienti malsani e umidi delle industrie.
Inizialmente i proletari si ribellarono lasciando il loro posto di lavoro e con il fenomeno del luddismo, 'ideato' da Ned Ludd, che consisteva nella distruzione dei telai e delle macchine da parte dei lavoratori. Successivamente esplose la questione sociale guidata da chi lottava per una maggiore giustizia sociale (socialisti). Nel 1792 a Londra venne fondata la prima associazione di lavoratori con finalità politiche. Inoltre nacquero le società di mutuo soccorso, società che avevano lo scopo di sostenere i lavoratori.
Crisi economica e rivoluzioni del 1848
Dal 1846 alle insurrezioni si aggiunse una grave crisi economica che provocò povertà e sfiducia nella popolazione. A causa di questa crisi nel 1848 ci fu un'ondata rivoluzionaria:
Il Regno delle due Sicilie insorse e per placare il popolo, Re Ferdinando II concesse la Costituzione;
Parigi si riempì di barricate e fu proclamata repubblica;
L'Impero Austriaco insorse e l'imperatore fu costretto a convocare un'assemblea per scrivere una Costituzione;
Boemia, Moravia, Slovacchia ed Ungheria proclamarono l'indipendenza dall'impero;
La Germania insorse e fu convocata un'assemblea costituente;
Il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno di Sardegna insorsero e gli fu concessa la Carta Costituzionale;
Venezia insorse e costrinse gli austriaci a lasciare la città;
Milano insorse anch'esso per cacciare gli austriaci con le famose giornate.
Scoppiò successivamente la prima guerra d'indipendenza che fu combattuta dal Regno di Sardegna e da volontari italiani contro l'Impero austriaco.
Ipotesi per l'unità d'Italia
La riflessione sui moti del '820 aprì un dibattito sul modo per liberare l'Italia dagli stranieri. Queste riflessioni diedero luogo a tre principali ipotesi:
l'ipotesi repubblicana, sostenuta da Mazzini e Garibaldi;
l'ipotesi federalista, da Cattaneo e Gioberti;
l'ipotesi monarchica, da Camillo Benso Conte di Cavour.
Quest'ultimo, dopo la prima guerra di indipendenza seppe risollevare il Regno di Sardegna. Applicò inoltre le idee di libero commercio e in pochi anni il commercio triplicò. Questo strinse degli accordi con la Francia nei quali si prevedeva che se l'Austria avesse dichiarato guerra al regno di Sardegna, Napoleone III sarebbe intervenuto e in caso di vittoria Cavour avrebbe ceduto Nizza e la Savoia alla Francia.
Cavour provocò l'Austria inviando ai confini truppe dell'esercito. L'Austria sentendosi aggredita dichiarò guerra al Regno di Sardegna e scoppiò così la seconda guerra di indipendenza che finì con l'annessione al Regno di Sardegna della Lombardia, della Toscana e dell'Emilia.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principi fondamentali stabiliti durante il Congresso di Vienna?
- Quali cambiamenti territoriali avvennero in Europa dopo il Congresso di Vienna?
- Come si manifestò l'idea di Restaurazione in Europa?
- Quali furono le conseguenze sociali della Rivoluzione Industriale?
- Quali furono le principali ipotesi per l'unità d'Italia emerse dopo i moti del 1820?
Durante il Congresso di Vienna, le potenze europee stabilirono i principi di legittimità, restituendo ogni stato al proprio sovrano, e di equilibrio, per evitare che uno stato diventasse un pericolo per un altro.
Dopo il Congresso, la Francia tornò ai Borboni, la Spagna a Ferdinando VII, e la Russia acquisì Finlandia e Polonia, mentre l'Italia rimase divisa in vari stati, come il Regno di Sardegna e il Lombardo-Veneto.
L'idea di Restaurazione si manifestò con un ritorno al passato, enfatizzando l'obbedienza all'autorità, il rispetto per la tradizione e la sovranità assoluta del monarca, mentre si rafforzava il concetto di nazione.
La Rivoluzione Industriale portò a condizioni di vita difficili per i proletari, costretti a lavorare lunghe ore in ambienti malsani, e scatenò movimenti di ribellione come il luddismo e la nascita di associazioni per la giustizia sociale.
Le principali ipotesi per l'unità d'Italia includevano l'ipotesi repubblicana di Mazzini e Garibaldi, l'ipotesi federalista di Cattaneo e Gioberti, e l'ipotesi monarchica di Cavour, che alla fine portò a significativi progressi per l'unità nazionale.