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Concetti Chiave

  • Il 26 aprile 1478, durante una messa a Firenze, i Pazzi tentarono di assassinare Lorenzo e Giuliano de’ Medici, rivali nel settore bancario.
  • Il complotto inizialmente prevedeva un avvelenamento il giorno precedente, ma fu rinviato a causa di un'improvvisa indisposizione di Giuliano.
  • Durante l'attacco, Giuliano fu ucciso, mentre Lorenzo riuscì a salvarsi grazie all'intervento di un amico.
  • Il fallimento della congiura suscitò l'ira del popolo, che si rivoltò contro i Pazzi, linciando e impiccando alcuni congiurati.
  • Dopo l'attentato, il potere dei Medici si consolidò ulteriormente e Lorenzo continuò a governare Firenze per altri 14 anni.

La congiura dei Pazzi

Il 26 aprile del 1478, domenica di Pasqua, nella cattedrale di Firenze erano riunito numerosi fedeli per assistere alla celebrazione di una messa solenne. Nella prima fila della navata centrale si sedevano Lorenzo e Giuliano de’ Medici, la potente famiglia dei banchieri che da anni governava la città. Da tempo due famiglie di banchieri concorrenti, cioè i Pazzi e i Salviati covavano un grande odio contro i Medici ed avevano scelto proprio questa domenica per mettere in atto la loro congiura. Veramente, era stato previsto che i due fratelli fossero avvelenati il Sabato Santo, 25 aprile, durante un banchetto organizzato nella villa Medici di Fiesole per festeggiare l’elezione a cardinale di Raffaele Riario, nonostante avesse appena 18 anni. Quel giorno, però, un'indisposizione improvvisa di Giuliano fece saltare l'impresa, che fu rimandata al giorno successivo, durante la messa in Santa Maria del Fiore.

Nei giorni precedenti, i Pazzi si erano assicurati il tacito accordo sia del vescovo di Pisa, un Salviati, che avrebbe celebrato la messa il giorno di Pasqua ed anche dello stesso papa Sisto V. Fra l’altro, il vescovo di Pisa vedeva di buon occhio l’eliminazione dei fratelli Medici perché gli era stata assegnata la cattedra di Pisa anziché quella di Firenze come egli, invece, avrebbe voluto.

Il fallimento del complotto

Al momento convenuto (non è chiaro se all’elevazione o alla fine della cerimonia) i congiurati colpirono. Il primo a cadere fu Giuliano, ucciso da una pugnalata inferta da un certo Bernardo Baroncelli. Nello stesso momento, due preti armati circondarono Lorenzo e riuscirono a ferirlo al collo; tuttavia egli fu abbastanza abile da parare i colpi prima che un amico lo aiutasse a rifugiarsi nella sagrestia.

La reazione del popolo

Fu allora chiaro che la congiura era fallita, ragion per cui i congiurati non furono in grado di ottenere l’appoggio delle guardie cittadine. In breve tempo, il sentimento generale del popolo si rivoltò contro i Pazzi; alcuni vennero catturati, spogliati, linciati da una folla fortemente inferocita, impiccati e appesi sulla facciata di Palazzo Vecchio. Alcuni testimoni affermarono che addirittura ci fu che affondò i denti nei loro cadaveri.

A seguito della congiura, il potere dei Medici si rafforzò Lorenzo poté continuare a governare Firenze per alteri 14 annui, mantenendo così il titolo di “Magnifico”.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la motivazione principale dietro la congiura dei Pazzi contro i Medici?
  2. La congiura dei Pazzi, avvenuta il 26 aprile 1478, è stata motivata dall'odio accumulato da due famiglie di banchieri, i Pazzi e i Salviati, nei confronti dei Medici, che governavano Firenze. I congiurati volevano eliminare Lorenzo e Giuliano de’ Medici per ottenere il potere e il controllo sulla città.

  3. Qual è stato l'esito del tentativo di assassinio durante la messa di Pasqua?
  4. Durante la messa di Pasqua, Giuliano de’ Medici fu ucciso da Bernardo Baroncelli, mentre Lorenzo fu ferito ma riuscì a salvarsi grazie all'intervento di un amico. Il fallimento della congiura portò a una rivolta del popolo contro i Pazzi, che furono catturati e linciati.

  5. Quali furono le conseguenze della congiura per il potere dei Medici a Firenze?
  6. Dopo il fallimento della congiura, il potere dei Medici si rafforzò ulteriormente. Lorenzo de’ Medici, noto come “Magnifico”, continuò a governare Firenze per altri 14 anni, consolidando la sua influenza e il controllo sulla città.

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