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Concetti Chiave

  • Prima della rivoluzione industriale, i lavoratori erano contadini e seguivano un ritmo di lavoro legato ai cicli naturali del giorno e delle stagioni.
  • Con l'industrializzazione, i proletari affrontarono condizioni di vita difficili, con orari di lavoro di 15 ore in fabbriche malsane e pericolose.
  • Le fabbriche di cotone e le miniere di carbone presentavano ambienti di lavoro estremamente faticosi e insalubri, aumentando il rischio di malattie.
  • I proletari vivevano in alloggi affollati e malsani, con molti costretti a vivere in cantine senza luce naturale e con scarse condizioni igieniche.
  • Le condizioni abitative erano così precarie che migliaia di persone vivevano in cantine, senza comunicazione con le abitazioni normali, aggravando il loro stato di vita.

Vita prima della rivoluzione industriale

Prima che la rivoluzione industriale si diffondesse, le condizioni di vita dei lavoratori non erano facili. Essi erano in genere contadini e il lavoro della terra era molto duro, a volte drammatico, soprattutto quando le carestie rendevano vana la loro fatica. Tuttavia il ritmo del lavoro era scandito dal ciclo diurno del sole e dal succedersi delle stagioni. L’alba segnava l’inizio della giornata lavorativa e il tramonto il suo termine; il lavoro era sempre diverso, a seconda dei periodi dell’anno.

Condizioni di lavoro durante l'industrializzazione

Tutto ciò mutò radicalmente con l’industrializzazione. La vita dei proletari, come venivano chiamati gli operai, era difficile e squallida. La loro esistenza non era facile. L’orario lavorativo, anche per le donne e i bambini, era di 15 ore giornaliere: 15 ore da trascorrere tra i rumori assordanti delle macchine, negli ambienti malsani delle fabbriche di cotone, mantenuti umidi perché i fili non si rompessero. Ancora peggiori erano le condizioni nelle miniere di carbone dove i minatori lavoravano in cunicoli strettissimi e bui nel costante pericolo di crolli. I giorni festivi erano trascorsi perlopiù a letto, nel tentativo di smaltire la stanchezza, se non la febbre. La sera prima della domenica, l’unico svago dei proletari era trascorrere il tempo nelle osterie ad ubriacarsi.

Vita quotidiana dei proletari

Interminabili file di casette schiacciate tra loro erano destinate alla massa dei proletari. L’alta concentrazione di case e di altri tipi di strutture rendeva l’ambiente particolarmente buio, umido e malsano. Solo alcuni però vivevano in alloggi, altri vivevano in cantine. Lo storico francese Faucher scriveva che più di ventimila persone vivevano in cantine, che ospitavano dalle tre alle cinque persone. Le cantine non avevano nessuna comunicazione con l’interno delle case: si aprivano sulle strade e vi si accedeva per mezzo di una scala che serviva sia da porta sia da finestra. La luce del giorno arrivava un’ora dopo che per gli altri e la notte un’ora prima.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le condizioni di vita dei lavoratori prima della rivoluzione industriale?
  2. Prima della rivoluzione industriale, i lavoratori, principalmente contadini, affrontavano un lavoro duro e drammatico, influenzato dalle carestie e scandito dal ciclo del sole e delle stagioni.

  3. Come cambiò la vita dei proletari con l'industrializzazione?
  4. Con l'industrializzazione, la vita dei proletari divenne difficile e squallida, con orari di lavoro di 15 ore giornaliere in ambienti malsani, come fabbriche di cotone e miniere di carbone, dove il pericolo era costante.

  5. Qual era la situazione abitativa dei proletari durante l'industrializzazione?
  6. I proletari vivevano in condizioni precarie, in casette sovraffollate o addirittura in cantine, con ambienti bui e malsani, come descritto dallo storico Faucher, che riportava che oltre ventimila persone abitavano in cantine senza comunicazione con l'esterno.

Domande e risposte

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