Concetti Chiave
- Condillac riconosce l'esistenza del mondo esterno percepito tramite il tatto, senza però definirne l'essenza come materiale o spirituale, ritenendo che la questione superi le capacità umane.
- L'anima, secondo Condillac, è immateriale, semplice e immortale, e rappresenta il centro delle attività psichiche, facilitando il passaggio dalla sensazione alla memoria, al giudizio e agli atti volitivi.
- Nel suo "Trattato delle sensazioni", Condillac descrive l'io come la coscienza di ciò che si è, legata al ricordo di ciò che si è stati, evidenziando l'importanza della memoria nella costruzione della personalità.
- La coscienza del proprio essere è vista come un sentimento fondamentale che guida le attività psichiche e il processo di cambiamento dell'io nel tempo.
- Condillac utilizza l'analogia della statua per illustrare come l'io possa essere consapevole di sé attraverso il ricordo e il cambiamento, mantenendo la continuità dell'esistenza.
Qual è la natura della realtà secondo Condillac?
Condillac, pure ammettendo l’esistenza del mondo esterno che si avverte mediante il tatto, non determina la natura di questa realtà, cioè non dice se la sua essenza sia materiale o spirituale, affermando che questo è un problema che oltrepassa le capacità conoscitive dell'uomo.
L'anima e le sue funzioni
Accetta l'esistenza dell'anima, dotata di un sentimento fondamentale (la coscienza del proprio essere), che costituisce il centro di riferimento di tutte le attività psichiche e consente il passaggio dalla semplice sensazione iniziale alla memoria, al giudizio, agli atti volitivi. L'anima, che possiede la funzione di pensare, è sostanza semplice, immateriale e immortale.
Il concetto di io nel trattato
Scrive nel suo "Trattato delle sensazioni":" Poiché la statua è capace di memoria, non può essere un odore senza ricordare di essere stata un altro odore. Ecco la sua personalità: se potesse dire io, lo direbbe in tutti i momenti della sua esistenza, e ogni volta il suo io comprenderebbe tutti i momenti di cui conserva il ricordo. Finché non muta, esiste senza riflettere su se stesso; ma, appena muta, giudica di essere attualmente lo stesso di quel che era prima, e dice io. L'io è la coscienza di ciò che esso è e, insieme, il ricordo di ciò che è stato e non è più.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Condillac riguardo alla natura della realtà?
- Qual è il ruolo dell'anima secondo Condillac?
- Come viene definito il concetto di "io" nel "Trattato delle sensazioni"?
Condillac riconosce l'esistenza del mondo esterno percepito attraverso il tatto, ma non definisce la sua essenza, affermando che tale questione supera le capacità conoscitive umane.
L'anima, per Condillac, è una sostanza semplice, immateriale e immortale, dotata di coscienza e funzioni psichiche che permettono il passaggio dalla sensazione alla memoria, al giudizio e agli atti volitivi.
Nel "Trattato delle sensazioni", Condillac descrive l'io come la coscienza di ciò che si è, unita al ricordo di ciò che si è stati, evidenziando che l'io si manifesta nel riconoscimento della continuità della propria esistenza attraverso i cambiamenti.