Concetti Chiave
- Durante l'illuminismo, si sviluppa una critica all'interpretazione teologica della storia, enfatizzando il ruolo attivo degli uomini nel suo corso.
- Il "Candido" di Voltaire esplora il pessimismo storico attraverso il terremoto di Lisbona, interrogandosi sull'assenza di Dio in momenti di crisi.
- Il medioevo è visto come un'epoca di barbarie, mentre l'unica civiltà giustificata è quella primitiva, rappresentata da una visione primitivistica della storia.
- Rousseau distingue tra uomo naturale e uomo artificiale, esaltando il mito del buon selvaggio come simbolo di una vita autentica in armonia con la natura.
- I rivoluzionari francesi rifiutano la storia illuminata, vedendola come un passato da dimenticare, mentre mantengono un ottimismo sulla civilizzazione attraverso la ragione.
L'interpretazione storica illuminista
Durante il periodo illuminista ci sono state diverse accuse di antistoricismo. Prima degli illuministi c'era stato un interpretazione in termini teologici, giudaici della storia. Il punto di riferimento era il De Civitate Dei di Sant'Agostino e benché Machiavelli e Guicciardini avessero provato a laicizzare la storia i più l'avevano interpretata il rapporto alla mano segreta di Dio. Secondo gli illuministi sono gli uomini a determinare il corso della storia, la storia il rapporto all'evoluzione umana.
Il pessimismo storico di Voltaire
Il Candido di Voltaire tratta del terremoto di Lisbona del 1755. Candido, il protagonista dell'opera, e l'emblema dell'interpretazione umana della storia. In questa catastrofe viene da chiedersi dove fosse Dio che non interviene in termini provvidenzialistici e pertanto si parla di pessimismo storico.
Critica al medioevo e primitivismo
Aspra è anche la critica contro il medioevo inteso come l'età delle barbarie.
L'unica civiltà che viene giustificata è quella primitiva e si orienta verso una storia detta primitivistica.
Rousseau e il buon selvaggio
Importante anche la differenza tra l'uomo naturale e l'uomo artificiale, il primo vive a contatto con la natura e trova la sua massima espressione nel mito del buon selvaggio a opera di Rousseau.
Rivoluzionari francesi e storia
Alcuni critici hanno giustificato gli illuministi che consideravano periodi come quelli di Cesare, Pericle e Luigi XIV onorevoli. I rivoluzionari francesi si appellarono al rifiuto della storia illuminata e imposero il divieto dell'insegnamento della storia perché era un passato che non doveva essere ricordato ma il pessimismo storico si accompagna una forma di ottimismo in quanto la storia assume comunque valore in termini di civilizzazione attraverso la ragione.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra l'interpretazione illuminista e quella teologica della storia?
- Come si manifesta il pessimismo storico di Voltaire nel suo "Candido"?
- Qual è la visione di Rousseau riguardo all'uomo naturale e all'uomo artificiale?
Gli illuministi sostenevano che gli uomini determinano il corso della storia, contrariamente all'interpretazione teologica che vedeva la storia come guidata dalla mano di Dio, come evidenziato nel De Civitate Dei di Sant'Agostino.
Nel "Candido", Voltaire affronta il terremoto di Lisbona del 1755, ponendo interrogativi sulla provvidenza divina e sul ruolo di Dio nella storia, evidenziando così un pessimismo storico che critica l'idea di un intervento divino.
Rousseau distingue tra l'uomo naturale, che vive in armonia con la natura e rappresenta il mito del buon selvaggio, e l'uomo artificiale, suggerendo che la civiltà primitiva è l'unica giustificabile rispetto al medioevo, considerato un'epoca di barbarie.