Concetti Chiave
- Carlo Goldoni è un'importante figura della drammaturgia che rappresenta un nuovo intellettuale nella società borghese dell'Ottocento, scrivendo per un teatro commerciale fiorente a Venezia.
- Goldoni integra i principi dell'Illuminismo, promuovendo pragmatismo e collaborazione tra classi sociali, senza spingere verso un cambiamento radicale della società.
- Critica la Commedia dell'Arte per la sua comicità scaduta e la rigidità delle maschere, proponendo una riforma che mira a una commedia più verosimile e naturale.
- La riforma di Goldoni incontra resistenze da parte di pubblico, attori e impresari, abituati alla tradizionale comicità e preoccupati per i rischi economici del cambiamento.
- Goldoni si inserisce nel contesto dell'Illuminismo italiano, riflettendo valori borghesi come socialità e sincerità, e rifiutando l'autorità e l'antico in favore della ragione.
Carlo Goldoni e la società borghese
Tra i massimi esponenti della drammaturgia, dal punto di vista della commedia, troviamo Carlo Goldoni che rappresenta un nuovo tipo di intellettuale che andrà ad imporsi sulla società borghese dell’Ottocento. Goldoni decide di scrivere per il teatro in quanto già dal Settecento era nato un vero e proprio commercio attorno ad esso, particolarmente vivace a Venezia dove egli svolgerà gran parte della sua attività.
Illuminismo e riforma teatrale
Goldoni fa suoi i principali aspetti dell’Illuminismo quali il pragmatismo, la polemica contro i vizi della nobiltà e il senso della socialità come valore. Tuttavia egli non incita ad un cambiamento radicale della società ma bensì ad una collaborazione fra i ceti che permettano un continuo e significante progresso.
Commedia dell'Arte e riforma
Nella seconda meta del Settecento il palcoscenico italiano era dominato dalla Commedia dell’Arte: "gli attori recitavano (improvvisando sulla base di un canovaccio) con delle maschere che rendevano immediatamente riconoscibili i personaggi fissi impersonati" [1].
La comicità della Commedia dell’Arte era ritenuta da Goldoni scaduta e buffonesca inoltre l’autore criticava la rigidità delle maschere e la ripetizione delle azioni. È per questi motivi che decide di attuare una riforma sul teatro. Tutto ciò era in perfetta sintonia con il clima della cultura arcadica che ispirava all'ordine, al buon gusto e alla naturalezza nei confronti del Barocco.
Per attuare la riforma Goldoni dice che:" due libri su’ quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono Mondo e Teatro" [2]. Con ciò egli intende dire è che vuole rappresentare opere che rappresentino una commedia verosimile e produrre testi che piacciano ed intrighino il pubblico. Quindi in conclusione "per rappresentare sulla scena un’illusione di realtà che ne facesse riconoscere agli spettatori gli aspetti veri, occorreva studiare non tanto trattati od opere esemplari, quanto […] il libro del Mondo e insieme il libro del Teatro" [3].
Resistenze alla riforma di Goldoni
I cambiamenti che Goldoni apportò alla Commedia dell’Arte crearono inizialmente forti resistenze da parte del pubblico che era abituato ad un’altra tipologia di comicità, da parte degli attori che erano ancora legati al metodo dell’improvvisazione e infine anche da parte degli impresari che consideravano questo nuovo metodo di far teatro rischioso per la loro economia.
"I borghesi veneziani costituiscono la condizione necessaria della riforma di Goldoni, assolvendo rispetto alle commedie il duplice ufficio di ispiratori e di destinatari, di protagonisti e di pubblico" [4].
I borghesi chiedevano al teatro "non più un’evasione dalla vita quotidiana di cui non avevano bisogno, ma piuttosto di un ragionevole specchio dei loro problemi, dei loro meriti, e perfino dei loro difetti" [5] è per queste ragioni che l’autore decide di ambientare le sue commedie fuori dalla città di Venezia in quanto i Borghesi avrebbero potuto riconoscersi all’interno della critica dello stesso autore.
Influenza dell'Illuminismo su Goldoni
Goldoni e la sua riforma si collocano perfettamente all’interno del clima Illuministico italiano. Innanzitutto nei primi decenni del Settecento Venezia assorbe la cultura europea più moderna e illuminata ciò dovuto è ai viaggi dei commercianti che si fecero i portatori di questi nuovi pensieri. A Venezia inoltre era attiva anche un’intesa produzione letteraria che diffondeva le opere illuministiche più importanti. Goldoni risentì di questo clima di cambiamento in quanto oltre ad essere veneziano era anche un borghese. Nell’autore possiamo notare un fortissimo senso di apparenza alla socialità, alla trasparenza, alla fedeltà e alla sincerità che sono valori tipici della civiltà borghese e mercantile. Si delinea cosi la figura dell’uomo dabbene che si contrappone all’antipatia nei confronti dei nobili riguardo la loro superbia, la loro prepotenza e la loro inutilità all’interno della società. Il teatro che ci viene proposto in questa epoca è coerente ai principi dell’illuminismo quali la critica e il rifiuto dell’antico e dell’autorità e la fiducia nella ragione che comporta quindi le trasformazioni.
Bibliografia:
[1] Maschere della Commedia dell’Arte, XVI sec., incisione, Stoccolma, Nationalmuseum;
[2] C. Goldoni, Prefazione dell'autore alla prima raccolta di commedie (1750), in Opere, I, a cura di G. Ortolani, Mondadori, Milano 1935-56;
[3] A. Stussi, Goldoni e l'ambiente veneziano, in Storia della Letteratura Italiana, Il Settecento.
Il secondo Settecento, diretta da E. Malato, Il Sole 24 ore, Milano 2005;
[4] F. Fido, Guida a Goldoni, Einaudi, Torino 1977;
[5] F. Fido, Guida a Goldoni, Einaudi, Torino 1977;
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Carlo Goldoni nella drammaturgia del Settecento?
- Come si collega Goldoni all'Illuminismo?
- Quali critiche Goldoni muove alla Commedia dell'Arte?
- Quali resistenze ha incontrato Goldoni nella sua riforma teatrale?
- In che modo i borghesi veneziani influenzano le opere di Goldoni?
Carlo Goldoni è considerato uno dei massimi esponenti della drammaturgia, rappresentando un nuovo tipo di intellettuale che si impone sulla società borghese dell’Ottocento, scrivendo per un teatro commerciale vivace, specialmente a Venezia.
Goldoni fa propri i principi dell'Illuminismo, come il pragmatismo e la critica ai vizi della nobiltà, promuovendo una collaborazione tra i ceti per un progresso significativo, senza incitare a cambiamenti radicali.
Goldoni critica la Commedia dell'Arte per la sua comicità scaduta e buffonesca, la rigidità delle maschere e la ripetizione delle azioni, decidendo di attuare una riforma per rappresentare una commedia più verosimile.
Goldoni ha affrontato forti resistenze da parte del pubblico, degli attori legati all'improvvisazione e degli impresari, che consideravano rischioso il nuovo metodo di far teatro, abituati a una comicità diversa.
I borghesi veneziani, come ispiratori e destinatari delle commedie di Goldoni, chiedevano un teatro che rispecchiasse i loro problemi e difetti, spingendo l'autore a ambientare le sue opere al di fuori di Venezia per favorire il riconoscimento da parte del pubblico.