Concetti Chiave
- Sei uomini su una barca a remi simboleggiano i soldati romani in partenza per la campagna militare della prima Guerra di Dacia, con Traiano al centro come figura principale.
- L'anfiteatro a sinistra è identificabile come quartier generale dell'imperatore, mentre l'arco trionfale in primo piano presenta una quadriga, esprimendo la grandezza romana.
- I tre piani prospettici compressi deformano gli edifici e influenzano la percezione dello spazio, conferendo alla scena un aspetto compatto e meno realistico.
- I volumi poco evidenti dei soggetti, eccetto per l'imperatore e l'arco, rendono le figure umane meno realistiche, enfatizzando l'importanza di questi elementi.
- L'intento dell'autore è rappresentare la realtà storica piuttosto che l'estetica, esaltando le gesta di Traiano e la supremazia tecnologica di Roma attraverso un aspetto pittorico.
Descrizione della scena
In primo piano vediamo sei uomini su una barca a remi, tutti rivolti verso sinistra tranne quello a destra. Sulla terra ferma c’è un gruppo di uomini, tutti rivolti verso la figura centrale di un uomo maggiormente particolareggiato. Indossano tutti delle tuniche. Tre uomini verso sinistra in secondo piano sorreggono delle alte aste decorate. A sinistra di quest’ultimi c’è un anfiteatro, con volte in muratura nella parte inferiore, aperture quadrangolari nella zona superiore e una divisione in settori nella parte interna. Dietro agli uomini a destra, che sono rivolti a sinistra, c’è un grande edificio quadrangolare, del quale se ne intravede solo una piccola parte della facciata e del tetto. A destra ci sono due archi, uno dei quali, quello in primo piano, è sormontato da un carro trainato da cavalli.
Dettagli della campagna militare
Gli uomini rappresentati sono soldati dell’esercito romano, che si stanno imbarcando per l’imminente campagna militare della prima Guerra di Dacia, guidata dall’imperatore Traiano, che è qui raffigurato nella figura centrale maggiormente particolareggiata, mentre sorveglia l’imbarco, accompagnato da collaboratori e portatori di insegne militari romane. L’anfiteatro a sinistra potrebbe essere identificato come il quartier generale dell’imperatore. L’arco in primo piano è sormontato da una quadriga, secondo l’usanza romana di decorare gli archi con monumentali gruppi in bronzo di questo tipo. Gli edifici vogliono sottolineare la supremazia tecnologica romana.
Prospettiva e proporzioni
Sono presenti tre piani prospettici: il primo è occupato dagli uomini, dalla barca che contiene quest’ultimi e da uno degli archi, il secondo dall’imperatore e dai collaboratori e il terzo dallo sfondo con gli edifici. I piani sono compressi, andando cosi a deformare gli edifici. Infatti la posizione degli archi risulta molto ravvicinata e l’anfiteatro non presenta una forma perfettamente ellittica. Le proporzioni sono poco naturali. Infatti possiamo notare le dimensioni relativamente maggiori dell’imperatore rispetto alla barca. Gli uomini in piedi, le aste e gli archi conferiscono un ritmo regolare e verticale, interrotto in basso dai remi posti in diagonale.
I piani compressi rendono meno realistica la scena, cosicché la percezione dello spazio diviene difficile e la scena risulta unita e compatta. Le proporzioni conferiscono meno realismo alle figure umane. Il ritmo verticale e regolare dà equilibrio alla scena.
Realismo e volumi
Il volume è poco presente, dato che si tratta di un bassorilievo. I volumi dei soggetti sono poco evidenti e assumono un aspetto pittorico, ad eccezione dell’imperatore, che presenta dei chiaroscuri leggermente più marcati ma ancora lievi. Gli edifici in terzo piano si fondono quasi con lo sfondo, come il resto delle figure umane. L’arco trionfale in primo piano, invece, presenta un forte chiaroscuro, divenendo così l’elemento più volumetrico della scena.
I volumi poco marcati rendono meno realiste le figure umane. Invece i volumi più evidenti dell’imperatore e dell’arco vogliono porre l’attenzione su questi due elementi importanti della scena, in modo particolare sul secondo, che va così a sottolineare la supremazia romana in campo tecnologico rispetto agli altri popoli. Le figure meno particolareggiate assumono un aspetto pittorico in quanto l’autore vuole sottolineare gli eventi storici che si stanno svolgendo.
Intento dell'autore
La scena presenta caratteristiche poco naturali, che non fanno sembrare le figure realiste e proporzionate. Questo perché l’autore non voleva dare tanta importanza all’aspetto esteriore, non mirava al “bello”, ma voleva rappresentare i fatti storici come erano effettivamente accaduti, per esaltare le gesta di Traiano durante le campagne in Dacia. Per fare questo si serve anche di una tecnica che conferisce alle figure un aspetto pittorico, marcandone i contorni con una linea. Inoltre si pone molto l’attenzione sugli edifici e sulla loro struttura, che vogliono così esaltare la supremazia tecnologica dei romani e magnificare la grandezza e la potenza di Roma.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico rappresentato nella scena?
- Qual è il significato dell'anfiteatro presente nella scena?
- Come sono rappresentati i volumi e le proporzioni nella scena?
- Qual è l'intento dell'autore nella rappresentazione delle figure?
- In che modo il ritmo verticale contribuisce alla composizione della scena?
La scena ritrae soldati romani che si imbarcano per la prima Guerra di Dacia, guidati dall'imperatore Traiano, evidenziando l'importanza storica dell'evento.
L'anfiteatro, situato a sinistra, potrebbe rappresentare il quartier generale dell'imperatore, sottolineando la sua autorità e il contesto militare.
I volumi sono poco evidenti, conferendo un aspetto pittorico alle figure, mentre le proporzioni risultano deformate, in particolare quella dell'imperatore rispetto alla barca, per enfatizzare la sua importanza.
L'autore non mira a un realismo estetico, ma a rappresentare fedelmente gli eventi storici, esaltando le gesta di Traiano e la supremazia tecnologica romana.
Il ritmo verticale e regolare, creato da uomini, aste e archi, conferisce equilibrio alla scena, nonostante le proporzioni poco naturali delle figure umane.