Concetti Chiave
- Le figure nel bassorilievo sono delineate da linee incise che evidenziano le ombre e rendono le forme riconoscibili, con prevalenza di linee curve per i personaggi e rette per gli edifici.
- Il fregio, pur essendo realizzato da più scultori, mantiene un'unità compositiva con effetti chiaroscurali morbidi e un uso di colori che accentua la visibilità delle figure.
- La profondità delle scene non segue una prospettiva tradizionale, ma è enfatizzata tramite contrasti di luce e spessori variabili delle figure, che risultano sproporzionate rispetto agli edifici.
- Le figure in movimento mostrano una grande varietà di posizioni e angolazioni, con teste spesso di profilo e corpi in diverse angolazioni, evidenziando il loro ruolo simbolico e spaziale.
- La colonna centenaria, alta 100 piedi romani, presenta un fregio a spirale che rappresenta le guerre daciche, con ritmi compositivi che alternano scene di marcia, accampamenti e battaglie.
Linee e forme nel bassorilievo
Ogni figura è delimitata da una linea incisa sul piano, che accentua le ombre degli spessori e rende più facilmente riconoscibili le forme viste da lontano. Prevalgono le linee curve e mosse, nei rilievi più modellati e sporgenti dei personaggi, quelle rette e geometriche, nei volumi appiattiti degli edifici e dello sfondo. Anche la linea che divide una fascia dall’altra è mossa e ondulata, con delle irregolarità, che in alcuni punti coincidono con quelle del terreno delle singole scene.
Unità compositiva e chiaroscuro
Il fregio, realizzato da più scultori, ma con una sostanziale unità compositiva, è un bassorilievo con effetti chiaroscurali uniformi e morbidi, più contrastati nei primi piani. Nei particolari scenografici e nelle figure sullo sfondo, dove il volume è appena accennato, la luce si diffonde uniformemente interrotta dai solchi incisi dei contorni. Sono ancora visibili in più punti del bassorilievo le tracce di colore che ricoprivano le superfici e i volumi, accentuandone la visibilità.
Prospettiva e profondità delle scene
La modellazione e l’ambientazione degli episodi non rispettano la visione prospettica. La profondità delle scene è ottenuta soprattutto mediante il contrasto chiaroscurale e la luminosità dei piani dello sfondo, che aumenta l’effetto di lontananza. Le figure, sproporzionate rispetto alle architetture, sono sovrapposte e rese con vari spessori che suggeriscono i diversi piani di profondità. Alcuni personaggi, posizionati sullo sfondo, hanno dimensioni uguali o poco ridotte rispetto a quelli in primo piano.
Movimento e posizioni delle figure
Le figure, colte in movimento, sono scolpite con una grande varietà di posizioni scorciate, che valorizzano la naturalezza degli atteggiamenti. Le teste sono rappresentate prevalentemente di profilo, diversamente dai corpi mostrati per lo più di tre quarti, di spalle e di fronte. La loro dimensione, maggiore o minore, risulta influenzata, oltre che dalla diversa collocazione spaziale, anche dall’importanza dei ruoli o dei simboli che rappresentano.
Descrizione della colonna centenaria
La colonna, chiamata centenaria, perché alta 100 piedi romani, pari a 29,78 m, si eleva su un alto basamento a forma di ara, ornato sulle quattro facce da bassorilievi con trofei di armi barbariche. Il fregio, realizzato come una fascia lunga 200 m, inizia in basso, dalla base scolpita come una corona di alloro, e si avvolge a spirale, lungo il fusto da sinistra verso destra, per 23 giri. Per correggere la distorsione ottica, dovuta all’osservazione da terra, l’altezza delle fasce aumenta man mano che si procede verso l’alto, passando da 90 a 125 cm.
Narrazione delle guerre daciche
Le scene sono continue e si sviluppano, dal basso verso l’alto, senza evidenziare particolari episodi. Solo la figura di una Vittoria alata tra trofei, che scrive su uno scudo il nome di Traiano, divide il fregio nei due cicli che raccontano la prima e la seconda guerra contro i Daci. Le superfici piene, affollate di figure, sono scandite da ritmi compositivi diversi, corrispondenti allo sviluppo degli eventi e alle azioni dei personaggi. Ritmi ordinati di elementi ripetitivi come elmi, teste, corazze, scudi, delle scene di marcia e di trasferimenti di truppe, si alternano a quelli più liberi e articolati dei gruppi di figure che costruiscono accampamenti e fortificazioni e a quelli drammatici, convulsi e scomposti, delle battaglie. L’effige dell’imperatore Traiano è riconoscibile, in alcune scene, alla testa delle colonne di soldati in marcia, in altre per lo sguardo dei personaggi secondari che convergono su di essa.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle linee nel bassorilievo?
- Come viene realizzata l'unità compositiva nel fregio?
- In che modo viene rappresentata la profondità delle scene?
- Quali sono le caratteristiche del movimento delle figure nel bassorilievo?
- Come si sviluppa la narrazione delle guerre daciche nel fregio?
Le linee incise sul piano accentuano le ombre e rendono le forme più riconoscibili, con prevalenza di linee curve nei personaggi e rette negli edifici, creando un effetto visivo distintivo.
Il fregio, pur essendo realizzato da più scultori, presenta una sostanziale unità compositiva con effetti chiaroscurali uniformi, mentre i dettagli più contrastati si trovano nei primi piani.
La profondità è ottenuta attraverso il contrasto chiaroscurale e la luminosità dei piani dello sfondo, con figure sovrapposte che suggeriscono diversi livelli di profondità, nonostante la sproporzione rispetto alle architetture.
Le figure sono scolpite in posizioni dinamiche e naturali, con teste prevalentemente di profilo e corpi di tre quarti, la cui dimensione varia in base alla collocazione spaziale e all'importanza dei ruoli.
La narrazione si sviluppa in modo continuo dal basso verso l'alto, con una figura di Vittoria alata che segna la divisione tra i due cicli delle guerre, alternando ritmi compositivi diversi che riflettono le azioni e gli eventi.