Concetti Chiave

  • Cola di Rienzo, figlio di un oste, divenne un influente politico e riformatore nella Roma del XIV secolo, ispirato dall'antichità.
  • Il suo sogno di restaurare Roma si concretizzò con la proclamazione come "tribuno del popolo" dopo una sommossa popolare, ottenendo un governo democratico.
  • Cola di Rienzo ridusse le tasse e cercò di amministrare la giustizia in modo equo, guadagnandosi il supporto di personalità come Francesco Petrarca.
  • Tuttavia, le sue ambizioni lo portarono sulla strada della sconfitta, culminando in una scomunica e nella perdita del consenso popolare.
  • Dopo un esilio e un breve ritorno, Cola di Rienzo fu ucciso in un tumulto popolare al Campidoglio, segnando la fine della sua carriera politica.

L'ascesa di Cola di Rienzo

Cola di Rienzo (abbreviazione di Nicola) è stata una singolare figura di popolano, diventato un politico e riformatore nella Roma della prima metà del XIV secolo. Figlio di un oste di Trastevere di una lavandaia, ebbe la possibilità di studiare e di diventare notaio.

Il sogno di restaurare Roma

Fin dall’inizio, era appassionato dello studio dell’antichità; gli piaceva osservare i monumenti ormai in rovina dell’antica Roma e la lettura dei classici suscitarono in lui l’entusiasmo per l’antica civiltà e il desiderio di rinnovarla, sognando soprattutto il ritorno al periodo della Repubblica.

Le insurrezioni e il governo romano

In quel tempo, Roma era in preda alle interne fra le famiglie più in vista come gli Orsini, i Colonna, i Caetani, i Savelli e i Vitelleschi. I soprusi erano talmente tanti che si ebbero due insurrezioni popolari nel 1337 e nel 1343. Il papa era prigioniero ad Avignone e lo Stato Pontificio si stava disgregando in tante signorie locali.

Il tribuno del popolo

A seguito della sommossa del 1343, furono incaricati del governo di Roma 13 ”buoni uomini”, capi delle 13 regioni, i quali si dichiararono rettori della città, in nome de papa Clemente VII. Cola di Rienzo, fu inviato ad Avignone per giustificare tale decisione di fronte al papa. Il papa, dopo aver manifestato perplessità sui possibili sviluppi della sommossa romana, decise di affidare il governo di Roma a due senatori, nominando Cola di Rienzo “notaio della Camera Urbana”. Nel suo nuovo incarico, egli cominciò a propagandare le sue idee e far conoscere il suo sogno di restaurare l’antica sovranità del popolo romano ai tempi della repubblica. In pratica, il governo era passato in mano a Stefano Colonna e nel 1347, Cola di Rienzo ne approfittò per abbattere i nobili, incitando il popolo alla rivoluzione. Assunse, allora, il titolo di “tribuno del popolo”, ottenendo la signoria della città unitamente al vicario pontificio. Quest’ultimo si recò ad Avignone per chiedere l’approvazione del pontefice, il quale dette il parere favorevole.

Il governo democratico e la caduta

Il governo di Cola di Rienzo ebbe un aspetto molto democratico: egli diminuì le tasse dei ceti popolari e amministrò la giustizia tenendo presente che tutti, nobili compresi, erano uguali di fronte alla legge. Parecchi principi o personalità mostrarono simpatia per lui e fra questi anche Francesco Petrarca.

L'esilio e il ritorno a Roma

Nel 1348, in occasione della festa delle Pentecoste, Cola di Rienzo invitò i signori e i Comuni ad inviare a Roma i loro rappresentanti per eleggere un italiano alla carica di imperatore.

Ma nel suo sogno, egli si spinse troppo oltre quando dichiarò pubblicamente che a Roma sarebbe spettata la giurisdizione su tutto il mondo, come un tempo. A seguito di tale dichiarazione, il Papa lo sconfessò ed alcuni Stati italiani si opposero al suo progetto, primo fra tutti Firenze. Fu così che la sua posizione cominciò ad indebolirsi; a fargli perdere il consenso popolare fu anche il lusso con cui amava circondarsi. I nobili romani ne approfittarono per far insorgere il popolo contro di lui. Fu obbligato fuggire dalla città anche perché colpito dalla scomunica papale. Pere alcuni anni, egli visse esule in Europa, finche non fu fatto prigioniero e condotto ad Avignone. Qui fu condannato alla pena di morte, ma alla morte del papa Clemente VI fu liberato, grazie all’intercessione di Francesco Petrarca. Il papa successivo, Innocenzo VI, pensando di servirsene per restaurare il dominio pontificio, lo inviò a Roma col titolo di Senatore. Il popolo lo accolse con entusiasmo perché la città era di nuovo piombata nell’anarchia più totale. Tuttavia, invece di governare con moderazione, si dimostrò velleitario e fornì l’occasione ai nobili per riprendere il potere, i quali, infatti, incitarono il popolo alla riscossa. Nel 1354, Cola di Rienzo fu ucciso in un tumulto popolare al Campidoglio, mentre cercava di fuggire travestito.

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Domande da interrogazione

  1. Chi era Cola di Rienzo e quale ruolo ha avuto nella Roma del XIV secolo?
  2. Cola di Rienzo, figlio di un oste e di una lavandaia, divenne un politico e riformatore nella Roma della prima metà del XIV secolo, sognando di restaurare l'antica sovranità del popolo romano.

  3. Qual era il sogno di Cola di Rienzo riguardo a Roma?
  4. Cola di Rienzo desiderava riportare Roma al periodo della Repubblica, ispirato dallo studio dell'antichità e dai monumenti in rovina, cercando di rinnovare l'antica civiltà.

  5. Quali eventi portarono Cola di Rienzo al potere?
  6. Dopo le insurrezioni popolari del 1337 e del 1343, Cola di Rienzo fu nominato "notaio della Camera Urbana" e, approfittando della situazione, si proclamò "tribuno del popolo" nel 1347, abbattendo i nobili.

  7. Quali furono le caratteristiche del governo di Cola di Rienzo?
  8. Il governo di Cola di Rienzo si distinse per un aspetto democratico, riducendo le tasse per i ceti popolari e amministrando la giustizia in modo equo, guadagnandosi anche il supporto di figure come Francesco Petrarca.

  9. Quali fattori portarono alla caduta di Cola di Rienzo?
  10. La caduta di Cola di Rienzo fu causata dalla sua ambizione eccessiva, in particolare la dichiarazione della giurisdizione di Roma su tutto il mondo, che portò alla sua scomunica e alla perdita di consenso popolare, culminando nella sua morte nel 1354.

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