Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • I comuni erano associazioni di cittadini impegnati a gestire il governo locale, la giustizia e le imposte, cercando autonomia dalle autorità centrali.
  • Federico I, dopo la lotta per le investiture, cercò di affermare il suo potere in Italia, ma i comuni lombardi si ribellarono e ottennero autonomia con la pace di Costanza.
  • La battaglia di Bouvines portò alla vittoria della Francia e all'elezione di Federico II come imperatore d'Italia, unificando temporaneamente l'impero germanico e il regno di Sicilia.
  • Dopo la morte di Federico II, l'impero si divise tra i suoi figli, portando a nuove lotte di potere e all'intervento francese nel regno di Sicilia.
  • La Bolla d'oro del 1356 stabilì un nuovo sistema di elezione dell'imperatore, riducendo il potere dei nobili e prevenendo situazioni di vuoto di potere.

Origine e sviluppo dei comuni

Comuni: associazioni volontarie di cittadini che si impegnano con un giuramento a garantire il governo della città. Tramite l'amministrazione della giustizia, la riscossione delle imposte e il battere moneta. A causa di un bisogno di autonomia cercavano di espandere il proprio controllo sulle zone circostanti, chiamate contado.

Federico I e la dieta di Roncaglia

Dopo la lotta per le investiture la situazione in Germania era instabile e gli imperatori non controllavano la penisola italiana. Per questo di favorirono i comuni. In Germania nacque una rivalità fra la casata di Svevia e quella di Baviera, che si risolse con l'elezione di Federico I di Svevia come imperatore, poiché imparentato con entrambe le famiglie.

Federico I si fa incoronare da Eugenio III che gli era grato per averlo fatto tornare a Roma dopo la rivolta di Arnaldo da Brescia.

Lotte per il potere in Italia

Nel frattempo Milano e altre città si erano alleate per rivendicare l'autonomia ma Federico I impone le proprie condizioni e abolisce i comuni con la dieta di Roncaglia. Ma poi i comuni lombardi si ribellano di nuovo con l'aiuto di Alessandro III (che forma la lega Lombarda).

Il Papa ed i comuni vincono nella battaglia di Legnano (1176) e con la pace di Costanza tornano autonomi.

A questo punto i poteri universali erano svuotati di contenuto e si necessitava di strutture politiche più stabili. Si vengono così a formare le monarchie feudali, che prefigurano i futuri stati nazionali.

Nello stesso periodo il sud Italia era sotto il controllo dei Normanni, il cui re Ruggero II era stato riconosciuto anche re di Sicilia dal papa. Ruggero II aveva istituito come capitale del suo regno Palermo. Le repubbliche marinare (Amalfi, Pisa, Genova e Venezia) sono soffocate.

Per stipulare un'alleanza fra i due regni, Federico I fa sposare il figlio Enrico VI con Costanza d'Altavilla, erede dei Normanni. Enrico VI vuole unificare i due regni ma alla sua morte prematura sorgono nuove lotte fra coloro che parteggiavano per il papa e coloro che parteggiavano per l'imperatore.

Federico II e la battaglia di Bouvines

Queste lotte si risolvono con la battaglia di Bouvines, con la quale Innocenzo III e il re di Francia Filippo Augusto vincono contro Giovanni Senzaterra (Inghilterra, voleva far eleggere imperatore Ottone di Brunswick) e eleggono imperatore d'Italia Federico II.

Con la vittoria di Bouvines la Francia rafforza il proprio potere.

Innocenzo III bandisce una crociata contro i conti di Tolosa (Francia meridionale), accusati di aver protetto i Catari.

Divisione dell'impero e la Bolla d'oro

Alla morte del papa Innocenzo III l'impero germanico e il regno di Sicilia vengono unificati da Federico II, che per questo viene a scontrarsi con il papato.

Alla sua morte l'impero viene diviso nuovamente fra i suoi due figli.

Corrado IV: impero germanico;

Manfredi: regno di Sicilia.

Manfredi viene poi ucciso nella battaglia di Benevento e il regno di Sicilia va ai francesi di Carlo d'Angiò.

Intanto in Germania il trono rimane vacante per venti anni, fin quando fu scelto Rodolfo d'Asburgo poiché ritenuto innocuo e quindi non in grado di ostacolare l'operato dei nobili.

Però per evitare che potesse accadere di nuovo una situazione simile fu emanata nel 1356 la Bolla d'oro, secondo cui l'imperatore non doveva essere scelto dai principi ma da un collegio di sette elettori: tre ecclesiastici e quattro laici.

Crisi dell'universalismo e nuove eresie

A questo punto l'universalismo è ormai in crisi. Bonifacio VIII scomunica il re di Francia poiché non gli si voleva sottomettere ma egli lo mette agli arresti nel suo palazzo e lo punisce con il gesto simbolico dello schiaffo di Anagni. Alla morte del papa l'imperatore si occupa di fargli succedere Clemente V e trasferisce la curia ad Avignone.

In questo periodo vengono a formarsi delle nuove eresie, non dogmatiche ma di comportamento poiché seguivano sempre la dottrina del cristianesimo ma la interpretavano e professavano in modo diverso.

Patari: denunciano la corruzione del clero e considerano privi di valore i sacramenti amministrati da preti indegni.

Valdesi : vengono chiamati anche “poveri di Lione” e furono fondati da Pietro Valdo.

Domenicani e Francescani: vengono riconosciuti dal papato.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dei comuni nell'amministrazione delle città medievali?
  2. I comuni erano associazioni volontarie di cittadini che si impegnavano a garantire il governo della città, amministrando la giustizia, riscuotendo imposte e battendo moneta, cercando anche di espandere il proprio controllo sulle zone circostanti, chiamate contado.

  3. Come influenzò Federico I la situazione dei comuni in Italia?
  4. Federico I, dopo la lotta per le investiture, favorì i comuni in un contesto di instabilità, ma successivamente impose le proprie condizioni e abolì i comuni con la dieta di Roncaglia, scatenando una ribellione dei comuni lombardi.

  5. Quale fu l'esito della battaglia di Legnano nel 1176?
  6. Nella battaglia di Legnano, i comuni lombardi, supportati dal Papa Alessandro III, sconfissero Federico I, portando alla pace di Costanza che ripristinò l'autonomia dei comuni.

  7. Cosa accadde dopo la morte di Federico II riguardo all'impero?
  8. Alla morte di Federico II, l'impero fu diviso tra i suoi due figli, Corrado IV e Manfredi, e successivamente il regno di Sicilia passò ai francesi di Carlo d'Angiò dopo la morte di Manfredi nella battaglia di Benevento.

  9. Quali nuove eresie emersero durante il periodo di crisi dell'universalismo?
  10. Durante la crisi dell'universalismo, emersero nuove eresie come i Patari, che denunciavano la corruzione del clero, e i Valdesi, fondati da Pietro Valdo, che professavano una visione alternativa del cristianesimo pur mantenendo la dottrina cristiana.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community