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Concetti Chiave

  • Italo Calvino, autore di "Le città invisibili", è nato a Santiago de Las Vegas nel 1923 e ha trascorso gran parte della sua vita in Italia, scrivendo per vari giornali e riviste.
  • Il romanzo si basa sui racconti di Marco Polo che descrive città immaginarie al suo interlocutore, l'Imperatore Kublai Khan, esplorando il confine tra realtà e invenzione.
  • Le città descritte esistono solo nella mente di Marco Polo, enfatizzando la soggettività della percezione e la loro natura allegorica attraverso dettagli vividi e fantasiosi.
  • Il concetto di tempo e spazio nel romanzo è insignificante; l'accento è posto sulle descrizioni delle città e sull'esperienza di chi le visita, piuttosto che sulla loro collocazione temporale.
  • Lo stile autoriflessivo di Calvino invita il lettore a interpretare il testo in molteplici modi, rendendo "Le città invisibili" un esperimento letterario ricco di spunti di riflessione.

Titolo del libro: Le città invisibili

Autore: Italo Calvino

Prima edizione (anno e luogo) ed eventuale titolo originale:

1972, fu scritto da Calvino durante il suo soggiorno a Parigi

Genere: Romanzo

Informazioni sull'autore

Brevi notizie sull’autore: Italo Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, presso l’Avana, da genitori italiani. A due anni ritornano in Patria. Dopo aver terminato gli studi all’Università di Torino e di Firenze si iscrive al P.C.I. Dal 1945 inizia a collaborare con vari giornali e riviste dove vengono pubblicati alcuni dei suoi racconti. Le sue opere principali sono:

in seguito ad emorragia cerebrale nella notte tra il 18 e il 19 settembre 1985 muore a Siena.

Chi sono i protagonisti e qual è la trama?

Il protagonista è Marco Polo, voce narrante degli eventi, e l’Imperatore Kublai Khan, presso la cui corte si trova Marco Polo. All’inizio Marco Polo per descrivere le città visitate, si esprime a gesti e versi, non parlando la lingua dell’Imperatore. In seguito pure esprimendosi in maniera più fluida avvertirà maggiore difficoltà ad esprimersi in un modo mediato e non più diretto. Il Khan è terrorizzato dalla vastità del suo impero su cui non riesce a dettare un ordine. Il khan ascoltando i racconti di Marco Polo, non sa se credere o meno alle sue parole e fino a che punto i discorsi di Marco Polo sfocino nella pura invenzione.

Le città invisibili: un viaggio tra realtà e immaginazione articolo

Descrizioni delle città

Marco Polo fornisce, attraverso i suoi dispacci a Kublai Khan, le descrizioni delle città che vengono toccate dai suoi viaggi all’interno del suo sconfinato Impero. In queste narrazioni si parla degli uomini che l’hanno costruite, della forma delle città stesse, delle relazioni tra la gente che vi abitano. Perciò queste città esistono solo nella fantasia di Marco Polo, infatti le descrive nei più minuziosi dettagli che ad altri appaiono invisibili. È Marco Polo stesso che le crea mentre le racconta.

Tempo e spazio nel romanzo

Tempo, Spazio: Il concetto di tempo e spazio è molto insignificante. Essi sono particolari di scarsa importanza. Calvino ci trasporta in un Oriente da Mille una notte, tuttavia vi sono molti cenni di modernità. Non sono importanti il tempo e lo spazio ma la descrizione stessa delle città e di come esse si presentano al visitatore.

Le città invisibili è un tipico romanzo autoriflessivo, cioè che induce a riflettere su se stesso. La definizione di “invisibile” attribuita a città che vengono sistematicamente descritte induce a riflettere sul significato nascosto del racconto, quasi ad un senso allegorico che il lettore è spinto a ricercare.

Motiva la risposta riferendoti allo stile utilizzato dall’autore e ai temi trattati.

Stile e temi del libro

Il libro, anche se di difficile lettura, risulta molto interessante in quanto non si tratta di un romanzo tradizionale, in cui viene descritta una storia con un principio ed una fine, bensì una sorta di esperimento letterario che si presta ad innumerevoli chiavi di lettura. Le città descritte in questo libro non sono veramente reali ma sono descritte dalla mente del protagonista che riesce a dipingere la realtà delle cose in modo diverso da come appaiono agli altri. Di qui il nome di Città invisibili. “Invisibile”è una metafora e come tale va considerata. Lo consiglierei a chiunque in quanto si tratta di una lettura molto particolare che induce alla riflessione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Marco Polo nel romanzo "Le città invisibili"?
  2. Marco Polo è il protagonista e voce narrante, che descrive le città del suo viaggio all'Imperatore Kublai Khan, inizialmente attraverso gesti e versi, e successivamente con parole, affrontando la difficoltà di esprimere la vastità delle sue esperienze (come indicato nel testo).

  3. Come vengono descritte le città nel romanzo?
  4. Le città sono descritte nei minimi dettagli attraverso le narrazioni di Marco Polo, ma esistono solo nella sua fantasia, rendendole "invisibili" agli altri, poiché sono create mentre lui le racconta (come evidenziato nel testo).

  5. Qual è il significato del concetto di tempo e spazio nel romanzo?
  6. Nel romanzo, il tempo e lo spazio sono considerati insignificanti; ciò che conta è la descrizione delle città e l'esperienza del visitatore, suggerendo una riflessione più profonda sul significato del racconto (come sottolineato nel testo).

  7. In che modo "Le città invisibili" è un romanzo autoriflessivo?
  8. Il romanzo induce il lettore a riflettere su se stesso e sul significato nascosto delle città descritte, che sono metafore della realtà, spingendo a cercare un senso allegorico nel racconto (come indicato nel testo).

  9. Qual è lo stile di scrittura di Italo Calvino in "Le città invisibili"?
  10. Lo stile di Calvino è complesso e non tradizionale, presentando un esperimento letterario che offre molteplici chiavi di lettura, rendendo la lettura stimolante e riflessiva (come descritto nel testo).

Domande e risposte

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