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Concetti Chiave

  • Le pòleis greche, autonome e circondate da mura, si svilupparono dalla fine del VII secolo a.C., con l'acropoli come centro religioso principale.
  • L'asty, o città bassa, ospitava attività commerciali e artigianali, con l'agorà come fulcro di scambi e incontri civili.
  • A partire dal VII secolo, l'urbanistica delle pòleis si evolve con schemi ortogonali, adattati ai terreni, promuovendo una pianificazione regolare delle città.
  • La concezione democratica della polis si riflette nell'organizzazione urbana, con aree distinte per diverse funzioni e edifici pubblici simbolo della collettività.
  • In età ellenistica, l'architettura urbana continuò a seguire schemi ortogonali, enfatizzando effetti scenografici e monumentali negli edifici pubblici.

Le pòleis greche

A partire dalla fine dell’VII secolo a.C. si diffondono in tutta la Grecia le pòleis, città autonome che governano sul loro territorio. Le città sono circondate da mura e dominate dall’acropoli, posta su un’altura. Questa, che in età micenea era sede del sovrano, dal VII secolo a.C. ospita gli edifici di culto. Le attività commerciali e artigianali sono concentrate nella città bassa, l’asty. Suo fulcro è l’agorà, piazza porticata, luogo di mercato e di riunione civile.

Edifici pubblici e urbanistica

Nel X-IX secolo sono definite forma e funzioni degli edifici pubblici, come il teatro, la palestra e il ginnasio, o quelli per lo svolgimento delle attività politiche e amministrative.

Il disegno della città: In origine l’abitato non aveva un disegno preordinato; a partire dall’VII secolo, però, la fondazione di nuove colonie lungo le coste dell’Asia Minore e dell’Italia meridionale determinò l’affermazione di un tracciato vario regolare. Poiché le città sorsero su terreni liberi, vennero applicati schemi urbanistici a pianta ortogonale, adattandoli comunque al sito naturale. Nel V secolo tale schema, che la tradizione lega a Ippodamo da Mileto, è applicato con assiduità anche in Grecia: lo ritroviamo a Mileto, a Rodi, a Pireo.

Urbanistica e concezione democratica

Questa organizzazione urbana esprime la concezione democratica della polis: essa è suddivisa in zone omogenee (produttive, commerciali, abitative, direzionali) e al suo interno si distinguono gli edifici pubblici, espressione della collettività. Tale organizzazione ortogonale delle strade venne utilizzata anche in Étà ellenistica, ma gli edifici pubblici erano disposti in modo da creare effetti scenografici e monumentali. Esemplari sono i casi di Priene e di Pergamo.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le caratteristiche principali delle pòleis greche?
  2. Le pòleis erano città autonome, circondate da mura e dominate da un'acropoli, che ospitava edifici di culto. Le attività commerciali si svolgevano nell'asty, con l'agorà come fulcro di mercato e riunione civile.

  3. Come si è evoluta l'urbanistica delle pòleis nel tempo?
  4. Inizialmente, le città non avevano un disegno preordinato, ma dal VII secolo si adottarono schemi urbanistici a pianta ortogonale, influenzati dalla fondazione di nuove colonie, come dimostrato da esempi a Mileto e Rodi.

  5. In che modo l'organizzazione urbana rifletteva la concezione democratica della polis?
  6. L'organizzazione urbana delle pòleis, suddivisa in zone omogenee e con edifici pubblici rappresentativi della collettività, esprimeva una concezione democratica, evidenziando l'importanza della partecipazione civica e della vita comunitaria.

Domande e risposte

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