Concetti Chiave

  • Il Cinque Maggio è un'ode civile scritta tra luglio 1821 e pubblicata nel 1823, in memoria di Napoleone dopo la sua morte.
  • L'ode si articola in tre momenti: la morte di Napoleone, i suoi ricordi e la celebrazione del trionfo divino su di lui.
  • La poesia riflette sulla grandezza e le ambiguità della figura di Napoleone, tra gloria e invidia, vittoria ed esilio.
  • Il testo evoca la solitudine e il peso dei ricordi che Napoleone porta, anche nei suoi ultimi momenti di vita.
  • La mano di Dio appare come elemento di speranza, guidando l'anima di Napoleone verso un premio eterno al di sopra dei desideri terreni.

redir: https://www.skuola.net/manzoni/manzoni-vita-opere/cinque-maggio-2x.html

Il cinque Maggio è un’ode civile (cioè carattere politico e storico) composta tra il 18 e il 20 luglio 1821 a Milano dopo che fu divulgata la notizia della morte di Napoleone, fu stampato nel 1823 per la prima volta. La struttura dell’ode si divide in tre momenti:
• La prima sequenza parla di Napoleone morto e delle sue eroiche imprese;
• La seconda presenta l’accavallarsi dei ricordi nella mente di Napoleone;
• La terza celebra il trionfo di Dio su Napoleone.

Parafrasi
Morto. Così come il suo cadavere stette immobile dopo aver dato il suo respiro immemore di tutto e privato di una tale anima, così colpito e attonito rimase il mondo intero a quella inattesa notizia, la terra muta pensando all’ultima ora al quale possa essere stata fatale al destino. Ne sa quando un altro individuo altrettanto grande verrà a calpestare la polvere calpestata di sangue. Il mio genio poetico, vide in lui sfolgorante in trono e tacque; quando egli con alterne vicende fu sconfitto a Lipsia, risorse, e fu definitivamente sconfitto a Waterloo. Tuttavia non ha mai mescolato all’eco di chi lo adulava. Sorge ora commosso l’improvvisa scomparsa, di una così grande figura, davanti alle spoglie terrene di Napoleone e compare per la tomba una poesia che forse sarà mortale. Dall’Italia all’Egitto, dal Manzanarre al Reno era talmente veloce nell’equazione dei propri progetti, che l’idea non era ne ancora balenata, dallo stretto di Messina al fiume russo Don le sue vittorie vanno da un mare all’altro. E’ stata una vera gloria o fasulla? Noi qua, ci incliniamo alla volontà di Dio che volle stampare in lui una vastissima impronta. La pericolosa e trepida gioia di un gran disegno, l’ansia di un cuore che serve, ma non è docile pensando a quando ebbe avuto il suo regno e riceve un premio che sarebbe stato folle soltanto sperando. Egli provò ogni cosa, il massimo pericolo trovò la fuga perché fuggì in Russia, ma provò anche la vittoria,trovò la reggia e l’esilio. Due volte nella polvere fu idolatrato e posto come un Dio, Ma egli sommessamente lo guardarono, egli stabilì in silenzio, eliminò tutte le guerre e si impose come un arbitro fra due secoli. E sparì improvvisamente chiudendo nell’isola di Sant’Elena simbolo di smisurata invidia e di profonda pietà di inestinguibile odio e di amore indomato. Così come l’onda s’avvolge e pesa sulla testa del naufrago, l’onda sulla quale soltanto poco prima la vista del malcapitato scorrevano alti per cercare di vedere approdi lontani inutilmente così su quell’anima scese il peso delle memorie. Oh quante volte egli iniziò a scrivere le proprie memorie a quelli che sarebbero giunti dopo, e la mano cade stanca su quelle pagine che parlavano di eternità. Quante volte al tramonto di un giorno in cui non era accaduto nulla, chinati a terra gli occhi fulminei, chiuse al petto le braccia, rimase fermo e fu assalito dal ricordo delle sue imprese straordinarie. E ripensò agli accampamenti spostati in fretta, alle trincee nemiche bersagliate dai cannoni, il luccicare di spade, il galoppo dei cavalli, i comandi urlati sul campo di battaglia e l’ubbidienza. Forse il suo spirito affannato se piegò davanti allo strazio del ricordo e forse disperò ma sicuramente dal cielo giunse la mano di Dio che lo trasportò pietosamente in un’area più respirabile. Questa mano l’avviò per il sentiero della speranza alle regioni celesti, verso il premio che supera ogni desiderio, dove il silenzio e le tenebre sospirano nell’odio.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale dell'ode "Il cinque Maggio"?
  2. L'ode "Il cinque Maggio" celebra la morte di Napoleone, riflettendo sulle sue eroiche imprese e sul suo impatto storico, con una struttura che si divide in tre momenti: la morte, i ricordi e il trionfo di Dio su di lui.

  3. Come viene descritta la reazione del mondo alla morte di Napoleone?
  4. Il mondo rimane colpito e attonito dalla notizia della morte di Napoleone, simile a un cadavere immobile, mentre la terra riflette sull'inevitabilità del destino e sull'assenza di una figura così grande.

  5. Quali contrasti emergono nella vita di Napoleone secondo l'ode?
  6. L'ode evidenzia i contrasti nella vita di Napoleone, tra gloria e sconfitta, vittoria e esilio, mostrando come egli sia stato idolatrato e, allo stesso tempo, abbia affrontato momenti di grande solitudine e riflessione.

  7. In che modo l'ode rappresenta il rapporto tra Napoleone e Dio?
  8. L'ode sottolinea che, nonostante le sue conquiste, Napoleone è soggetto alla volontà di Dio, che ha lasciato un'impronta indelebile nella sua vita, culminando nel suo destino finale di isolamento e riflessione sull'eternità.

  9. Qual è il significato del ricordo nella vita di Napoleone secondo il testo?
  10. Il ricordo gioca un ruolo cruciale nella vita di Napoleone, evocando nostalgia e riflessione sulle sue imprese straordinarie, mentre la sua anima è pesantemente influenzata dalle memorie di un passato glorioso e tormentato.

Domande e risposte

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