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Concetti Chiave

  • Dal 1980, le megaproduzioni statunitensi hanno dominato il mercato cinematografico mondiale, riducendo gli spazi per le produzioni locali.
  • Le cinematografie nazionali si sono concentrate su mercati locali, con successo limitato rispetto ai film americani.
  • L'inglese è diventato la lingua dominante a livello culturale, influenzando musica e letteratura in Europa.
  • La maggior parte delle opere musicali e letterarie in Europa proviene da autori anglo-americani, spesso a scapito di opere non anglofone.
  • Le opere di autori italiani, greci o norvegesi faticano a raggiungere un pubblico globale a causa di costi di traduzione elevati e scarso interesse editoriale.

L'ascesa delle megaproduzioni

Il mondo cinematografico ha avuto il trionfo definitivo dagli anni Ottanta in avanti delle megaproduzioni spettacolari che vengono dagli Stati Uniti. Da quegli anni le cinematografie nazionali conservano piccoli spazi di mercato, normalmente un mercato molto locale (per esempio in Italia i film comici dei fratelli Vanzina, di Neri Parenti o, su un piano diverso, di Verdone o di Moretti). Viceversa la parte preponderante del mercato cinematografico è occupata dai film statunitensi, con un dominio raddoppiato dalle videocassette e poi dai dvd.

Qual è l'egemonia della lingua inglese?

Il processo era forzato dall'imporsi, a ogni livello, dell'inglese come lingua dominante. È un'egemonia che deborda in ogni direzione. Anche se ci sono produzioni di musica oppure di letteratura di autori europei di straordinaria qualità, l'ingresso in un negozio di dischi o in una libreria di una qualunque città europea dà la sensazione di essere davanti all'invasione degli ultracorpi: la grandissima maggioranza dei dischi di musica pop, rock o jazz è di provenienza anglo-americana, la stragrande maggioranza dei libri tradotti proviene dall'inglese, spesso anche indipendentemente dalla qualità dell'opera. Successi planetari come quelli del codice da Vinci (romanzo scritto dall'americano Dan Brown e pubblicato nel 2003) o di Harry Potter (saga narrativa scritta dall'inglese Joanne Rowling e composta da sette volumi pubblicati tra il 1997 e il 2007) ben difficilmente possono essere ottenuti da un'opera italiana, o greca, o turca, o norvegese, anche se sono del più eccezionale valore: perché le lingue italiana, o greca, o turca, o norvegese sono scarsamente conosciute fuori dai rispettivi confini nazionali, perché i costi di traduzione diventano, di conseguenza molto alti e perché le case editrici anglo-americani non hanno moltissimi motivi per tradurre libri da altre lingue (specie da lingue dette "marginali" come queste), disponendo già di un esercito di scrittori o di scrittrici in lingua inglese che assicurano testi di buon livello oppure con le caratteristiche giuste per diventare degli smash hits.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto delle megaproduzioni statunitensi sul mercato cinematografico globale?
  2. Le megaproduzioni statunitensi hanno dominato il mercato cinematografico a partire dagli anni Ottanta, riducendo gli spazi per le cinematografie nazionali, che si concentrano su mercati molto locali, come dimostrano i film comici italiani (ad esempio, quelli dei fratelli Vanzina e di Verdone).

  3. In che modo l'inglese ha influenzato la produzione culturale in Europa?
  4. L'inglese è diventato la lingua dominante in vari ambiti culturali, con una netta prevalenza di musica e letteratura anglo-americana, rendendo difficile per opere di altre lingue, come l'italiano o il greco, ottenere visibilità e successo internazionale.

  5. Perché le opere letterarie di autori non anglofoni faticano a raggiungere il mercato globale?
  6. Le opere di autori non anglofoni, nonostante il loro valore, incontrano difficoltà a emergere a causa della scarsa conoscenza delle loro lingue al di fuori dei confini nazionali, dei costi elevati di traduzione e della predominanza di scrittori anglofoni già affermati nel mercato editoriale.

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