Concetti Chiave
- La fasciatura dei piedi, tradizione cinese, consisteva nel piegare i piedi delle donne per raggiungere lunghezze tra 7 e 12 centimetri, iniziata nel 900 d.C. per ottenere favori imperiali.
- Le bambine di famiglie ricche venivano fasciate precocemente, causando invalidità e alti tassi di mortalità a causa di infezioni e sofferenze fisiche e psichiche.
- La pratica si diffuse anche in Occidente tra le classi elevate e fu ufficialmente abolita negli anni venti del Novecento, nonostante fosse già stata oggetto di tentativi di abolizione dall'Ottocento.
- Nonostante il divieto, molte donne, specialmente quelle svantaggiate, continuarono a fasciare i piedi per aumentare la loro desiderabilità e migliorare le possibilità di matrimonio.
- La fasciatura era percepita da molte come un simbolo di valore femminile, nonostante fosse una forma di sottomissione e sofferenza.
Quali sono le origini della fasciatura dei piedi?
La fasciatura dei piedi è una pratica cinese attuata sulle donne. La pianta dei piedi veniva piegata e mantenuta di una lunghezza compresa tra i 7 e i 12 centimetri. La leggenda afferma che la prima donna a fasciarsi i piedi fu una concubina imperiale nel 900 d.C. per ottenere il favore del re.
Implicazioni sociali e rischi
Le bambine appartenenti a famiglie ricche venivano fasciate presto, ciò poteva avvenire tra i 2 anni e gli 8 anni mentre per le piccole nate da famiglie povere la fasciatura aveva tempi più tardi e questo perché i piedi si trasformavano in veri e propri moncherini rendendo la donna invalida per tutta la vita e impedendole di lavorare.
Dal punto di vista sociale, più i piedini di una donna erano piccoli più ella aveva valore e diventava desiderabile. Molte bambine però non riuscivano a sopravvivere alla fasciatura infatti il rischio di infezioni era altissimo e la sofferenza provata poteva causare danni psichici permanenti.
Per questi piccoli piedini vi erano delle scarpette adatte che avevano anche la funzione di non far tornare gli arti delle loro misure originarie. Ancora oggi è possibile trovare in vendita alcune di queste calzature.
Diffusione e abolizione della pratica
La pratica nacque in Cina ma si diffuse anche in Occidente tra le donne appartenenti alle classi elevate.
La fasciatura dei piedi fu abolita attorno agli anni venti del Novecento da un decreto ufficiale anche se già a partire dall'Ottocento erano stati fatti dei tentativi per eliminare definitivamente questa pratica. Le donne più svantaggiate dal punto di vista sociale ed economico però, nonostante il divieto, continuavano a fasciare i piedi per rendersi più desiderabili e avere più speranza di sposare un buon partito.
I piedini prendono il nome di gigli d'oro.
Percezione culturale della fasciatura
È difficile pensare che queste donne non consideravano la fasciatura come un segno di schiavitù e sottomissione, la maggior parte sottoponeva spontaneamente le figlie a questa tortura credendo che il piedino piccolo regalasse davvero più valore alla donna.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della pratica della fasciatura dei piedi in Cina?
- Quali erano le implicazioni sociali della fasciatura dei piedi?
- Quando e perché è stata abolita la fasciatura dei piedi?
La fasciatura dei piedi è una tradizione cinese che risale al 900 d.C., iniziata da una concubina imperiale per attrarre il favore del re, e prevedeva la riduzione della lunghezza dei piedi a 7-12 centimetri.
I piedi più piccoli aumentavano il valore sociale di una donna, rendendola più desiderabile, ma la pratica comportava gravi rischi per la salute, inclusi infezioni e danni psichici, con molte bambine che non sopravvivevano alla fasciatura.
La fasciatura dei piedi fu abolita negli anni venti del Novecento tramite un decreto ufficiale, ma tentativi di eliminarla erano già iniziati nell'Ottocento; tuttavia, molte donne continuavano a praticarla per aumentare le loro possibilità di matrimonio.