Capitolo 71 - Paragrafi 286, 287
Saepe etiam salse, quae fieri non possunt, optantur; ut M. Lepidus, cum, ceteris se in campo exercentibus, ipse in herba recubuisset, "vellem hoc esset," inquit "laborare." [...]
Spesso anche con eleganza potresti ridare all'avversario quella stessa cosa, con la quale quello ti sminuisce; per esempio Gaio Lelio, essendogli stato detto di essere nato da una cattiva stirpe, e di essere indegno dei suoi antenati, disse: "Per Ercole! Tu dei tuoi sei degno". Spesso anche le battute scherzose sono dette con serietà, come Marco Cincio nel giorno in cui propose la legge sui doni e sulle offerte, quando C. Centione si presentò e in modo abbastanza oltraggioso chiese: "Perchè la presenti, piccolo Centone?"; "Affinchè tu possa comprare, o Gaio, se vorrai servirtene" disse.
Spesso anche con arguzia sono desiderate cose che non possono accadere; come M. Lepido, quando, mentre gli altri lavoravano nei campi, lui stesso essendo disteso nell'erba disse: "Vorrei che questo fosse lavorare!". [...]