Neque enim iam Troicis temporibus tantum laudis in dicendo Ulixi tribuisset Homerus et Nestori, quorum alterum vim habere voluit, alterum suavitatem, nisi iam tum esset honos eloquentiae; neque ipse poeta hic tam [idem] orna tus in dicendo ac plane orator fuisset. cuius etsi incerta sunt tempora, tamen annis multis fuit ante Romulum; si quidem non infra superiorem Lycurgum fuit, a quo est disciplina Lacedaemoniorum astricta legibus. Infatti Omero non avrebbe attribuito, già ai tempi della guerra di Troia, così gran lode alla facondia di Ulisse e di Nestore - dell'uno sottolineava l'energia, dell'altro la piacevolezza -, se l'eloquenza non fosse stata già allora tenuta in onore; né questo stesso poeta sarebbe stato così adorno nello stile, un vero oratore. Anche se la sua epoca è incerta, visse tuttavia molti anni prima di Romolo, se è vero che non fu posteriore al primo Licurgo, quello che codificò con leggi la regola di vita degli Spartani.

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