Omitto igitur quae de his ipsis, quae de Cotta, quae de Sulpicio, quae modo de Caelio dixeris. hi enim fuerunt certe oratores; quanti autem et quales tu videris. nam illud minus curo, quod congessisti operarios omnes; ut mihi videantur mori voluisse nonnulli, ut a te in oratorum numerum referrentur. Haec cum ille dixisset: longi sermonis initium pepulisti, inquam, Attice, remque commovisti nova disputatione dignam, quam in aliud tempus differamus. Tralascio dunque quel che hai detto sempre di loro, poi di Cotta, di Sulpicio, e da ultimo di Celio. Costoro, infatti, sono stati senza dubbio degli oratori; di quanto e quale talento, vedilo tu. Il fatto, invece, che tu abbia ammassato tutti i manovali dell'eloquenza, quello lo lascio stare; mi vien da pensare che più d'uno avrà voluto morire, per esser messo da te nel novero degli oratori. " Finito che ebbe, osservai: "Quanto hai detto, Attico, dà lo spunto per un lungo ragionamento; hai sollevato una questione che sarebbe meritevole di una nuova discussione: questa rimandiamola a un altro momento.

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