Concetti Chiave
- Nel XVIII secolo, i chimici consideravano inorganica la materia priva di vita e organica quella degli esseri viventi, ritenendo impossibile sintetizzare sostanze organiche in laboratorio.
- Friederich Wohler ha dimostrato nel XIX secolo che le sostanze organiche possono essere create in laboratorio, sintetizzando l'urea e sfatando l'idea della "forza vitale".
- La chimica organica è definita dalla presenza di carbonio, e tutti i composti organici hanno una struttura basata su questo elemento, con oltre un milione di composti conosciuti oggi.
- I composti organici si suddividono in gruppi principali, tra cui idrocarburi, carboidrati, grassi e proteine, ognuno con funzioni specifiche negli organismi viventi e nelle applicazioni industriali.
- Esistono anche composti sintetici creati dall'uomo, che si affiancano alle sostanze organiche naturali, ampliando ulteriormente la varietà di materiali disponibili.
La distinzione tra organico e inorganico
Nell’700, i chimici definivano inorganica tutta la materia priva di vita; consideravano invece organica quella di cui erano composti gli esseri viventi. A quei tempi gli scienziati pensavano che fosse impossibile creare in laboratorio una sostanza organica, perché ritenevano che questa avesse una “forza vitale”.
All’inizio del XIX secolo, un giovane chimico tedesco, Friederich Wohler riuscì per puro caso a sintetizzare l’urea, un composto organico contenuto nell’urina. Da quel momento fu chiaro che le sostanze organiche non possiedono una forza vitale.
La chimica del carbonio
Per identificare le sostanze organiche i chimici hanno scoperto un criterio più sicuro: tutti i composti organici contengono carbonio. Per questo la chimica organica è detta anche chimica del carbonio e i composti organici sono tutti quelli che hanno una struttura a base di carbonio.
I composti organici sono numerosissimi e si dividono in grandi gruppi.
Oggi si conoscono più di un milione di composti organici. La più piccola è quella del metano, la quale contiene un solo atomo di carbonio e quattro di idrogeno. Le più grandi molecole organiche possono invece contenere fino a centinaia di migliaia di atomi.
I gruppi principali dei composti organici
Tutti i composti organici si possono dividere in gruppi. Ci sono:
Gli idrocarburi, che comprendono i combustibili fossili, i solventi e le materie plastiche;
I carboidrati o zuccheri, che comprendono gli zuccheri semplici, importanti come fonte energetica, e i polisaccaridi, come l’amido, il glicogeno e la cellulosa;
I grassi, composti importanti come riserva energetica negli animali e nei semi delle piante, e utilizzati anche nella preparazione di detergenti e saponi;
Le proteine, che costituiscono i “mattoni” di tutti gli organismi viventi.
I composti sintetici
Oltre alle sostanze organiche naturali, esistono moltissime altre sostanze create dall’uomo, che prendono il nome di composti sintetici o di sintesi.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza storica tra sostanze organiche e inorganiche?
- Cosa caratterizza la chimica organica?
- Quali sono i principali gruppi di composti organici?
Nel '700, le sostanze inorganiche erano considerate quelle prive di vita, mentre quelle organiche erano associate agli esseri viventi, ritenute dotate di una "forza vitale". Tuttavia, la sintesi dell'urea da parte di Friederich Wohler nel XIX secolo ha dimostrato che le sostanze organiche non possiedono tale forza (testo).
La chimica organica, nota anche come chimica del carbonio, si basa sul fatto che tutti i composti organici contengono carbonio. Attualmente, si conoscono oltre un milione di composti organici, che variano da semplici come il metano a complessi con centinaia di migliaia di atomi (testo).
I composti organici si dividono in diversi gruppi principali: idrocarburi, carboidrati, grassi e proteine. Questi gruppi comprendono sostanze fondamentali come combustibili fossili, zuccheri, riserve energetiche e i "mattoni" degli organismi viventi (testo).