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Concetti Chiave

  • Giovanni Verga, originario di Catania, è considerato il massimo esponente del verismo, un movimento che propone una narrazione oggettiva e realista.
  • La novella "La chiave d’oro" è ambientata a Santa Margherita, in Sicilia, alla fine dell'Ottocento, con un narratore esterno che offre un punto di vista oggettivo.
  • La trama inizia con un gruppo di persone che recitano il rosario e vengono interrotti da un confronto armato con dei ladri, introducendo tensione nell'ambientazione.
  • Surfareddu, un assassino, si difende durante un attacco da parte di ladri, colpendo uno di loro e scappando per evitare di essere catturato.
  • La corruzione del Giudice emerge quando chiede una chiavetta d'orologio al canonico per garantire un processo favorevole, rivelando la collusione con il potere locale.

Giovanni Verga e il Verismo

La “chiave d’oro” è una novella tratta dalla raccolta “Tutte le novelle” di Giovanni Verga.

Egli è uno scrittore italiano nato a Catania nel 1840 da un’agiata famiglia di proprietari terrieri, è stato il maggior rappresentante di quel movimento letterario chiamato verismo e caratterizzato dal punto di vista esterno cioè un racconto assolutamente oggettivo, raccontato dal narratore che osserva i fatti dall’esterno e quindi ne sa meno di quanto sappia qualunque personaggio. Quindi vi è un effetto realista e oggettivo che caratterizza il testo narrativo assieme alla prevalenza di numerosi dialoghi. Nei suoi romanzi, Verga fa notare molto spesso la sua solidarietà verso i contadini siciliani.

Ambientazione e Stile Narrativo

In questa novella ambientata a Santa Margherita, in Sicilia, alla fine dell’ottocento e precisamente la notte del 31 agosto, il narratore è esterno perché la vicenda è narrata in terza persona e anche il punto di vista è esterno perché come dicevo prima, si tratta di un testo che segue il movimento letterario chiamato verismo.

In questa novella ci sono un certo numero di dialoghi alternati a sequenze narrative che portano avanti lo sviluppo del racconto con azioni ed avvenimenti.

L'Inizio della Storia

La storia inizia con un’esposizione e il narratore ci presenta un gruppo di persone che stavano recitando il rosario con il canonico, quando udirono una schioppettata seguita da un’altra come risposta. All’improvviso poi sentono bussare alla porta e il canonico esclama di non aprire, ma quando sentono che è Surfareddu, aprono accogliendolo in casa.

Il Confronto con i Ladri

Il canonico preoccupato, chiese cos’era successo e Surfareddu, che era un assassino, gli raccontò che mentre era sulla porta a prendere un po’ d’aria, sentì un rumore nel frutteto e così insieme al cane Bellina e lo schioppo in mano, andò in silenzio a vedere cosa stava succedendo. Era il 31 agosto, ultimo giorno di lavoro di Surfareddu. Dopo che Bellina si era appartata dietro ad un grosso noce, uno dei ladri sparò a Surfareddu il quale rispose con un altro colpo cogliendo in pieno uno dei tre ladri. Preoccupati sia il Canonico che Surfareddu, l’assassino se ne andò di nascosto, su consiglio del suo padrone, ai Grilli.

La Risoluzione e la Corruzione

La mattina seguente, il canonico insieme a tutti i contadini andò nel frutteto e vide steso per terra il ladro tutto imbrattato di sangue. Dopo avergli dato l’assoluzione, arrivò il Giudice con la forza e voleva arrestare il Canonico, ma grazie ai numerosissimi testimoni, venne “assolto”. Sul tardi, le donne invitarono il signor Giudice a mangiare qualcosa e mentre se ne leccava le dita, il cancelliere stese un breve verbale e alcuni uomini sotterrarono il morto sotto un vecchio ulivo malato.

Il giorno dopo venne comunicato al Canonico che il Giudice aveva perso una chiavetta d’orologio nel frutteto, ma ciò non era vero, si trattava di auto-corruzione da parte del Giudice perché se il Canonico gli avesse procurato una chiavetta, al processo sarebbe andato tutto liscio e allora il Canonico procurò la chiavetta al Giudice grazie ad un amico di Caltagirone che gliela fece arrivare e, detto fatto, il processo filò liscio e Surfareddu tornò a lavorare dal Canonico.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale della novella "La chiave d'oro" di Giovanni Verga?
  2. Il tema principale è la corruzione e la solidarietà tra i personaggi, evidenziato attraverso la vicenda del canonico e di Surfareddu, un assassino, che si trovano coinvolti in un omicidio e in un processo manipolato (testo).

  3. Come viene rappresentato il punto di vista narrativo nella novella?
  4. Il punto di vista è esterno e oggettivo, tipico del verismo, con un narratore che osserva gli eventi senza conoscere i pensieri dei personaggi, creando un effetto di realismo (testo).

  5. Qual è l'importanza dell'ambientazione nella novella?
  6. L'ambientazione a Santa Margherita, in Sicilia, alla fine dell'ottocento, contribuisce a contestualizzare la storia e a riflettere le dinamiche sociali e culturali dell'epoca, in particolare la vita dei contadini (testo).

  7. Qual è il ruolo del canonico nella storia?
  8. Il canonico funge da figura centrale che, nonostante la sua preoccupazione per l'omicidio, si trova coinvolto in un sistema di corruzione per proteggere Surfareddu e mantenere l'ordine sociale (testo).

  9. Come si conclude la vicenda di Surfareddu?
  10. Surfareddu torna a lavorare dal canonico dopo che il processo si risolve a suo favore grazie alla corruzione del Giudice, evidenziando la complicità tra i personaggi e la manipolazione della giustizia (testo).

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