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Concetti Chiave

  • La certezza del diritto è un principio fondamentale che bilancia i diritti del lavoratore, imponendo limiti alle sue difese.
  • I termini di decadenza, irremovibili e improrogabili, garantiscono che i diritti possano essere azionati solo entro scadenze specifiche.
  • I diritti dei lavoratori sono soggetti a termini di prescrizione abbreviati, che possono essere presuntivi o estintivi.
  • I termini presuntivi limitano l'azionabilità dei diritti economici, imponendo un onere di prova al lavoratore per dimostrare la mancata retribuzione.
  • Secondo l'articolo 2103 del Codice civile, un lavoratore che svolge mansioni superiori per sei mesi acquisisce il diritto di eseguire quelle mansioni.

Certezza del diritto

L’ordinamento giuridico tutela un valore fondamentale nei rapporti giuridici di carattere economico: si tratta della certezza del diritto. Tale principio controbilancia il meccanismo di efficacia dei diritti del lavoratore: esso pone un limite alle difese del dipendente.
La prima disposizione che tutela la certezza giuridica dei rapporti economici è rappresentata dai termini di decadenza, irremovibili e improrogabili. In via generale, il termine di decadenza garantisce l’azionabilità di un diritto entro un termine predefinito che in nessun caso può essere derogato.

In secondo luogo, i diritti del lavoratore sono soggetti ai termini di prescrizione che, nel mondo del lavoro, sono abbreviati: esistono termini di prescrizione presuntiva (molto brevi) e termini di prescrizione estintiva (più ampi).

Termini presuntivi e oneri del lavoratore

Per garantire la certezza giuridica dei rapporti economico-sociali, la giurisprudenza ha introno termini entro i quali si presume che il diritto sia stato soddisfatto: i termini presuntivi (che generalmente vanno da uno a tre anni), riguardano l’ambito delle retribuzioni. Se, ad esempio, il lavoratore ha diritto a un compenso retributivo che non viene erogato entro un anno, il diritto ritiene in automatico il pagamento avvenuto. Spetterà al lavoratore dimostrare che la retribuzione in realtà non ha avuto luogo. I termini presuntivi limitano enormemente l’azionabilità dei diritti di carattere economico: i termini prescrizionali possono decorrere anche nell’ambito del rapporto di lavoro. Se, ad esempio, alla cessazione di tale rapporto, il lavoratore verifica che i turni straordinari non gli sono stati retribuiti, egli può richiedere tale retribuzione al datore di lavoro, il quale potrà addurre la prescrizione del termine presuntivo. A questo punto sorge in capo al lavoratore l’onere di presentare la prova, difficile da acquisire, della mancata retribuzione. L’articolo 2103 del Codice civile prevede che, il lavoratore adibito per un certo tempo (sei mesi) a mansioni superiori, acquista il diritto a eseguire le suddette mansioni.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio fondamentale che regola i rapporti giuridici di carattere economico?
  2. Il principio fondamentale è la certezza del diritto, che limita le difese del dipendente e garantisce l'azionabilità dei diritti entro termini di decadenza irremovibili e improrogabili.

  3. Come influiscono i termini presuntivi sui diritti del lavoratore?
  4. I termini presuntivi, che variano da uno a tre anni, presuppongono che un diritto sia stato soddisfatto se non viene esercitato entro il termine stabilito, imponendo al lavoratore l'onere di dimostrare la mancata erogazione della retribuzione.

  5. Qual è l'importanza dell'articolo 2103 del Codice civile nel contesto lavorativo?
  6. L'articolo 2103 stabilisce che un lavoratore che svolge mansioni superiori per sei mesi acquisisce il diritto di continuare a eseguire tali mansioni, contribuendo così alla certezza giuridica nei rapporti di lavoro.

Domande e risposte

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