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Concetti Chiave

  • Le "certa et solennia verba" erano fondamentali per la validità dei contratti verbali romani, essenziali per creare obbligazioni unilaterali.
  • La stipulatio, inizialmente riservata ai cittadini romani, è stata estesa anche a stranieri, facilitando comunicazioni in diverse lingue.
  • Il contratto richiede un dialogo contestuale tra le parti, evidenziando l'importanza della contemporaneità nell'atto di stipulazione.
  • Limitazioni escludevano cittadini muti, sordi o sordomuti dalla stipulatio, necessitando l'assistenza di uno schiavo per la loro partecipazione.
  • Il formalismo della stipulatio funge da garanzia per l'obbligazione, consentendo la validità del contratto anche in assenza di una causa esplicita.

Importanza delle parole certe

Certa et solennia verba (parole certe e solenni) erano un requisito fondamentale per qualunque cittadino romano che avesse intenzione di dar vita a una qualsiasi forma contrattuale di natura verbale, basata appunto sulle parole (verba).
Il contratto verbale è unilaterale perché, sotto il profilo degli effetti, sorge un’obbligazione solo in capo ad una parte: il reus promittendi. Tale contratto è formale perché la sua applicazione richiede l’obbligo di pronunciare certa et solennia verba.

Evoluzione e accessibilità della stipulatio

Originariamente tale contratto era riservato solo ai cittadini romani, i quali potevano farlo valere esclusivamente tramite la pronuncia della parola spondère; in seguito, i romani estesero la possibilità di applicare tale contratto anche a soggetti stranieri, che parlavano dunque lingue diverse dal latino. La stipulatio si basa su uno schema tipico-dialogico poiché esso è costituito da un dialogo tra il reus stipulandi e il reus promittendi: domanda e risposta devono avvenire contestualmente, tanto che si parla di «unitas actus», cioè di unità (contemporaneità) dell’atto. Tale contemporaneità implica la necessaria presenza delle parti al momento della conclusione del contratto.

Formalismo e limitazioni della stipulatio

Al contratto di stipulatio non erano ammessi coloro i quali avessero dei limiti nel parlare e nel sentire: cittadini muti, sordi o sordomuti. Affinché potessero realizzare la stipulatio, essi erano assistiti da uno schiavo.

Il formalismo estremo della stipulatio è un requisito fondamentale del contratto tipico: tale formalità funge da garanzia sostitutiva della latenza della causa; il contratto verbale, dunque, può avvenire anche quando la causa è latente, poiché la sua presenza è sopperita dall’uso del formalismo (certa et solennia verba).

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza delle "certa et solennia verba" nel contratto verbale romano?
  2. Le "certa et solennia verba" sono fondamentali per la validità del contratto verbale romano, poiché la loro pronuncia è necessaria per creare un'obbligazione unilaterale a carico del reus promittendi.

  3. Come è evoluta l'accessibilità della stipulatio nel diritto romano?
  4. Inizialmente riservata ai cittadini romani, la stipulatio è stata estesa anche a soggetti stranieri, permettendo così l'applicazione del contratto anche a chi parlava lingue diverse dal latino, mantenendo però la necessità di un dialogo contestuale tra le parti.

  5. Quali limitazioni esistevano per la stipulatio riguardo ai contraenti?
  6. Non potevano stipulare contratti coloro che avevano limitazioni nel parlare e nel sentire, come i cittadini muti o sordi; in questi casi, era necessaria l'assistenza di uno schiavo per facilitare la stipulatio.

Domande e risposte

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