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Concetti Chiave

  • L'umanesimo sposta l'attenzione dalle regole spirituali a quelle comportamentali nella vita quotidiana, come dimostrano il "Cortegiano" e il "Galateo".
  • Il "Cortegiano" è un'opera dialogica ambientata a Urbino, dove si approfondiscono le qualità del cortigiano ideale attraverso conversazioni tra personaggi illustri.
  • Il cortigiano perfetto deve possedere competenze nelle armi, cultura, e abilità artistiche, con particolare enfasi su autocontrollo, misura e la virtù della "sprezzatura".
  • La "sprezzatura" è definita come l'arte di apparire naturale nonostante l'impegno e lo studio, contrastando l'affettazione e l'esibizionismo.
  • Nel "Cortegiano", il cortigiano è visto come un consigliere del principe, con il compito di guidarlo verso il bene e la giustizia nelle corti rinascimentali.

L'Umanesimo e i Manuali di Comportamento

Con l’umanesimo le regole di condotta non riguardano più la spiritualità, ma riguardano il modo di comportarsi nella vita quotidiana, reale. Non c’era più un influsso etico o spirituale. Ecco che allora in questo periodo nascono due testi, che sono il Cortegiano di Baldesar Castiglione e il Galateo di Monisgnor dalla Casa. Questi manuali trattano del modo di comportarsi a corte, che non è quel comportamento eticamente corretto volto a raggiungere la salvezza spirituale di Dante, ma è un modo di comportarsi con gli altri uomini. L’humanitas è un rapporto di uomo con uomo. Ecco allora che nascono questi testi, che sono dei manuali didascalici su come appunto essere dei perfetti uomini di corte.

Il Cortegiano: Dialogo e Cultura

Il Cortegiano è un trattato dialogico: in questi circoli c’è un rapporto di amicizia e di confronto continuo, quindi il dialogo rappresenta in modo molto chiaro questo confronto, questo esporre le proprie opinioni, ascoltare quelle degli altri. Molti trattati di questo periodo quindi sono di tipo dialogico. Il testo è ambientato a Urbino, dove Baldesar Castiglione aveva vissuto. Qui si decide come trascorrere una serata, quale gioco fare per passare la serata (chiaro richiamo al Decameron). Uno dei cortigiani, Federico Fregoso, propone l’idea di descrivere il perfetto cortigiano. La conversazione dura 4 serate e si svolge presso le stanze private della duchessa di Urbino, Elisabetta. Anche qua l’atmosfera è molto rarefatta, e ricorsa quella della cornice del Decameron: una vita di corte isolata e lontana dagli impegni politici. fra gli interlocutori ci sono dei personaggi famosi, quasi a ricreare ancora il circolo culturale e di amicizia che legava gli umanisti. Troviamo: Bembo (che scrisse “Le prose della volgar lingua”, ponendo le basi della lingua italiana), Giuliano de Medici e Ludovico di Canossa. Non c’è Castiglione, che non partecipa in prima persona alle conversazioni, perché finge di essere in Inghilterra in quel periodo.

Le Qualità del Cortigiano Perfetto

Il cortigiano perfetto viene delineato così: deve essere esperto nelle armi, ma deve anche essere colto, a livello filosofico e artistico. Deve sapere suonare e danzare. Ma le qualità più importanti sono l’autocontrollo, la misura e l’equilibrio. I difetti peggiori invece sono l’esibizionismo e l’affettazione. Secondo Baldesar Castiglione la virtù migliore è la “sprezzatura” (neologismo), cioè la capacità di far sembrare naturale qualcosa che invece è stato costruito con grande fatica e grande studio. Per esempio parlare con naturalezza di un argomento, come se la cosa venisse spontanea, naturale, quando magari invece è frutto di lunghi studi, di fatica, di impegno. La sprezzatura quindi è il contrario dell’affettazione e dell’esibizionismo, perché fa sembrare naturale una profonda cultura che invece si è maturata con lo studio.

Il Ruolo del Cortigiano nelle Corti

Molto importante è il IV libro, dove si parla del rapporto fra il principe e il cortigiano e si dice che il cortigiano deve consigliare il principe e indirizzarlo verso il bene, la giustizia e la pace. Anche questa idea corrisponde alla nuova realtà delle corti del periodo dell’umanesimo e del rinascimento. Ci sono moltissime corti e moltissimi personaggi politici, che vengono aiutati e sostenuti da dei consiglieri, che sono proprio questi perfetti cortigiani che Baldesar Castiglione sta cercando di delineare. I cortigiani quindi sono anche dei funzionari, sono veri e propri funzionari del principe.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale cambiamento nelle regole di condotta durante l'Umanesimo?
  2. Con l'Umanesimo, le regole di condotta si spostano dalla spiritualità alla vita quotidiana, focalizzandosi sul comportamento interpersonale piuttosto che sull'etica religiosa, come evidenziato dai testi "Il Cortegiano" e "Il Galateo".

  3. Qual è la struttura del "Cortegiano" di Castiglione?
  4. "Il Cortegiano" è un trattato dialogico ambientato a Urbino, dove i cortigiani discutono su come descrivere il perfetto cortigiano in un'atmosfera di amicizia e confronto, simile a quella del "Decameron".

  5. Quali sono le qualità essenziali del cortigiano perfetto secondo Castiglione?
  6. Il cortigiano perfetto deve essere esperto nelle armi, colto, e possedere autocontrollo, misura ed equilibrio, con la "sprezzatura" come virtù principale, che implica far sembrare naturale ciò che è frutto di studio e impegno.

  7. Che ruolo svolge il cortigiano nelle corti rinascimentali?
  8. Il cortigiano ha un ruolo fondamentale come consigliere del principe, indirizzandolo verso il bene, la giustizia e la pace, diventando così un funzionario importante all'interno delle corti del periodo.

  9. Come si differenziano i manuali di comportamento umanisti da quelli precedenti?
  10. I manuali di comportamento umanisti, come "Il Cortegiano" e "Il Galateo", si concentrano su interazioni sociali e comportamenti a corte, piuttosto che su norme etiche religiose, riflettendo un cambiamento verso relazioni umane più pratiche e quotidiane.

Domande e risposte

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