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Concetti Chiave

  • Lo scrittore, nato ad Acquapendente nel 1724, iniziò la sua carriera poetica durante gli studi nel seminario di Montefiascone, caratterizzandosi per un approccio giocoso alla poesia.
  • Estromesso da Roma nel 1764, trovò accoglienza a Firenze come poeta di corte e successivamente si trasferì a Vienna nel 1770, diventando poeta cesareo.
  • Le sue opere principali includono "Novelle galanti" e il "Poema tartaro", quest'ultimo un'opera satirica pubblicata nel 1787, influenzata dai suoi viaggi a Pietroburgo e Costantinopoli.
  • Nell'ultimo periodo della sua vita a Parigi, rifletté criticamente sui cambiamenti politici e sociali in Europa, esprimendo dissenso verso il regime napoleonico.
  • La sua opera si distingue per un passaggio dall'edonismo arcadico-rococò a una maggiore consapevolezza dei problemi sociali e politici contemporanei.

Origini e primi anni

Scrittore (Acquapendente, Viterbo, 1724-Parigi 1803). Di origini modeste, compi gli studi nel seminario di Montefiascone, dove prese gli ordini. Fece le prime prove di poesia in chiave prevalentemente giocosa.

Carriera a Firenze e Vienna

Nel 1764, estromesso da Roma per la spregiudicatezza dei costumi, fu a Firenze d accolto granduca Leopoldo, che lo nominò poeta di corte; sono per gran parte di questo periodo le Poesie liriche (1769). Nel 1770 si trasferi a Vienna, su invito di Giuseppe II, e vi rimase sino al divenendovi poeta cesareo (come Metastasio).

Viaggi e opere maggiori

Appartengono a questo periodo le Novelle galanti, racconti in versi di argomento: i melodrammi giocosi (Gublai, Gran Can de' Tartari, Re Teodoro in Venezia, ecc.). La permanenza a Vienna fu interrotta da viaggi e soggiorni, comenel 1778 a Pietroburgo presso Caterina II e nel 1788 a Costantinopoli; e da tali esperienze derivano alcune fra le opere maggiori di C., il Poema tartaro (satirico, sui limiti del despo-illuminato), di dodici canti in ottave, apparso nel 1787, e la Relazione di un viaggio a Costantinopoli.

Ultimi anni e riflessioni

Nel 1796 C. lasciò Vienna. Trascorse l'ultimo periodo della sua vita a Parigi, in posizione di dignitoso dissenso rispetto al potere napoleonico. Nel 1802 usciDc Gli animali parlanti, un poemain26 cantiin sesta rima, penetrante riflessione, in chiave allegorico-favolistica, sui decisivi rivolgimenti che erano intervenuti nell'Europa del trascorso decennio. Nell'opera di C. si possono riconoscere essenzialmente due mo- menti: nel primo, che culmina nelle Poesieliricheeha un'ultima eco nelle Novelle galanti, l'adesione all'edonismo arcadico-rococò perviene alla franca e illuministicamente consapevole celebrazione dei valori liberatori dell'eros;

nel secondo, che al precedente si connette, emerge un'attenzione alla realtà politica-sociale contemporanea, considerata nei suoi nodi problematici. Intorno l'ottocento assumerà l'opera grande notorietà.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le origini e i primi passi nella carriera di C.?
  2. C. nacque ad Acquapendente nel 1724 e, dopo aver studiato nel seminario di Montefiascone, intraprese la carriera di scrittore, iniziando a scrivere poesie in chiave giocosa.

  3. Quali eventi segnarono la carriera di C. a Firenze e Vienna?
  4. Estromesso da Roma nel 1764, C. fu accolto a Firenze dal granduca Leopoldo, che lo nominò poeta di corte. Successivamente, nel 1770, si trasferì a Vienna su invito di Giuseppe II, diventando poeta cesareo.

  5. Come si sviluppò il pensiero di C. negli ultimi anni della sua vita?
  6. Negli ultimi anni, C. visse a Parigi in dissenso rispetto al potere napoleonico. La sua opera "Gli animali parlanti" del 1802 riflette una profonda analisi dei cambiamenti sociali e politici in Europa, evidenziando un passaggio dall'edonismo a una maggiore attenzione alla realtà contemporanea.

Domande e risposte

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