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Concetti Chiave

  • Le regole del pensiero di Cartesio si concentrano su poche linee guida chiare, in contrasto con la complessità della logica scolastica.
  • La prima regola, dell'evidenza, richiede di accettare solo ciò che è evidente e di evitare conclusioni affrettate, enfatizzando la necessità di chiarezza e distinzione.
  • La seconda regola impone di analizzare i problemi dividendo le questioni in parti più semplici per facilitarne la comprensione e la risoluzione.
  • La terza regola stabilisce un approccio ordinato, risalendo dal semplice al complesso e utilizzando ipotesi per strutturare la conoscenza.
  • La quarta regola riguarda l'enumerazione, che funge da strumento di controllo per garantire un'analisi completa e sistematica senza omissioni.

Le regole di Lullo e Cartesio

È bene che le regole siano poche, cosa che non è propria della logica, ma piuttosto del pensiero di Lullo. Logica affinata dai secoli di Scolastica, ma resa disciplina infeconda e puramente formalistica. Poche regole, che sono quindi più chiare e facili da osservare. Ne cita quattro, da non mancare mai di rispettare. Tra il 1619 e il 1629 aveva appunto scritto Le Regole, dove ne enuclea 21 in un’opera incompleta. Le 4 regole del Discorso sono poi tratte per sottrazione da queste originarie, nell’ennesima opera di semplificazione.

La prima regola: evidenza e chiarezza

La prima regola è quella dell’evidenza, cioè non accogliere mai nessuna cosa come vera che non sia evidente. L’evidenza ha a che fare naturalmente con il tema della visione. Ma vedere sensibile, o mistico, o nessuno dei due? Cartesio ci dice che bisogna evitare con cura la fretta nelle conclusioni, a favore della precisione, cioè evitare di passare da un principio ad un altro senza considerare tutti i passaggi, senza sottoporre il ragionamento al necessario esame. L’antidoto alla precipitazione è la circospezione. Per quanto riguarda la prevenzione, si ha l’esaminare le cose senza sottoporle ad esame, cioè esaminare dei giudizi mantenendo le idee ricevute a cui crediamo per educazione ed esperienza. L’antidoto a ciò è il dubbio. Chiarezza e distinzione, con sullo sfondo il tema della luce e del vedere attraverso di essa. La chiarezza di un’idea è quell’idea illuminata, e perchè distinta per esempio da sogno e dal ricordo. Una presenza immediata alla mente. Distinta in quanto non sovrapposta ad altre cose, ma separata dalla confusione di idee. Quindi idee chiare e distinte in questi due sensi, idee che contengono solo ciò che gli appartiene. Così da superare dubbio ed errore.

La seconda e terza regola: analisi e ordine

La seconda regola è la regola dell’analisi. Di fronte ad un problema, un ostacolo, è necessari dividerlo per poi semplificare e giungere ad una conclusione. Dividere e separare è il primo significato del metodo analitico.

La terza regola impone, una volta diviso in parti semplici, di procedere con ordine dal semplice stesso per poi risalire gradualmente alla conoscenza del più complesso. Aggiunge poi che è necessario anche supporre un ordine dove sembra non esserci. L’uso delle ipotesi è possibile anche quando non si è sicuri che sia effettivamente così, ma si può utilizzare per vedere se può funzionare, purchè sia un’ipotesi chiara e distinta. Un ordine anche finto dunque, artificiale.

La quarta regola: enumerazione e controllo

La quarta è la regola dell’enumerazione, con un riferimento alle matematiche, cioè contare, sempre senza salti. La numerazione stessa è uno strumento di controllo dell’ordine, dato che non bastava il risalire dal semplice al complesso, ora con la numerazione si può fare un controllo di quanto già fatto, dei vari passaggi. Così da non dimenticarne alcuno. Numerazioni che sono complete, non vi si può tralasciare nulla.

Cartesio contro Aristotele

Con queste quattro regole, Cartesio intende fare fuori le categorie di Aristotele, che erano quell’insieme di categorizzazioni e ordinamento del sapere che ci consentiva, ambito per ambito, di utilizzare una categoria od un altra, un modo di mettere insieme alcuni concetti a seconda dell’oggetto studiato. Cartesio mette fine a tutto questo, alla logica aristotelico-scolastica. Queste quattro semplici regole si inquadrano in quella lunga introduzione ai tre saggi che è il Discorso sul metodo, dove appunto il metodo viene utilizzato, e in qualche modo le regole vanno così a esplicarvisi e chiarificarsi. Cartesio non si pone tanto il problema di cadere nel banale e di dire cose molto semplici, in quanto forse questo passaggio è soltanto introduttivo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della regola dell'evidenza secondo Cartesio?
  2. La regola dell'evidenza impone di non accogliere come vera nessuna cosa che non sia evidente, promuovendo la chiarezza e la distinzione delle idee per superare il dubbio e l'errore.

  3. Come si applica la regola dell'analisi nel metodo cartesiano?
  4. La regola dell'analisi richiede di dividere un problema in parti più semplici per semplificare e giungere a una conclusione, rappresentando il primo passo del metodo analitico.

  5. Qual è il significato della regola dell'ordine nel pensiero di Cartesio?
  6. La regola dell'ordine impone di procedere dal semplice al complesso, suggerendo di supporre un ordine anche quando non è evidente, utilizzando ipotesi chiare e distinte.

  7. In che modo la regola dell'enumerazione contribuisce al metodo cartesiano?
  8. La regola dell'enumerazione serve a controllare l'ordine dei passaggi, garantendo che nessun elemento venga tralasciato, attraverso una numerazione completa e sistematica.

  9. Come si differenzia il metodo di Cartesio da quello di Aristotele?
  10. Cartesio rifiuta le categorie aristoteliche, proponendo un metodo basato su quattro semplici regole che mirano a semplificare e chiarire il sapere, in contrasto con la logica aristotelico-scolastica.

Domande e risposte

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