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Concetti Chiave

  • All'inizio del 900, il positivismo si afferma con una forte fiducia nella scienza e nello sviluppo tecnologico, nonostante le sfide sociali come malattie e carestie.
  • Il romanzo diventa la forma di scrittura predominante in Italia, ma la sua diffusione è ostacolata dalla mancanza di diritto d'autore e da un'editoria in crescita lenta.
  • La mancanza di unità linguistica in Italia è dovuta all'alto tasso di analfabetismo e alla prevalenza dei dialetti, ma viene contrastata attraverso la scolarizzazione e l'amministrazione pubblica.
  • I poeti maledetti, attivi soprattutto in Francia, si concentrano su emozioni e sensazioni personali, utilizzando metafore e analogie, e vivono vite sregolate in cerca di fuga dalla realtà.
  • Carducci, nato nel 1835, evolve da un impegno politico forte a una fase più introspettiva, vincendo il premio Nobel per la letteratura nel 1906 con opere che riflettono i suoi cambiamenti di ideali.

L'affermazione del positivismo

Ai primi del 900 si afferma il positivismo. Caratterizzato da: industrializzazione, sviluppo della tecnologia, sviluppo della scienza (psicologia, fisiologia, sociologia, evoluzionismo) e della medicina.

Si ha una grandissima fiducia nella scienza e nell’uomo. Tutto è conoscibile e catalogabile.

La società dal punto di vista economico è molto positiva perché fondata sul progresso, mentre dal punto di vista personale sono scoraggiati perché sono ancora presenti morte, malattie, carestie.

Qual è il rapporto tra il romanzo e la cultura in Italia?

Il Romanzo diventa la tipologia di scrittura più comune (gli esponenti sono Flaubert, Manzoni, Ibsen, Tolstoj, Melville). In Italia l’espandersi del romanzo non è così semplice. Non esiste il diritto d’autore (quindi gli scrittori non ne ricavano nulla) e l’editoria si sviluppa lentamente. Nascono nuove tipologie di lavoro come ad esempio il tipografo (In Piazza della Scala). Aprono caffè e salotti dove si diffonde la cultura, si diffondono i romanzi di appendice (ovvero romanzi rosa pubblicati a capitoli, che permettevano anche alle classi meno istruite di poter leggere).

La questione linguistica italiana

In Italia non vi è l’unità linguistica. Le cause sono: l’altissimo numero di analfabeti, la debolezza de sistema scolastico e la prevalenza dei dialetti. Tramite la scolarizzazione, l’amministrazione pubblica, la burocrazie e l’esercito viene arginato il problema. I centri culturali erano Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma.

Nascono le case editrici Sonzogno, Treves, Zanichelli, Ricordi, Le Monnier. O i giornali come il Corriere della Sera, I Sole 24 ore, Il Mattino, Il Messaggero, Il resto del Carlino. Il pubblico chiede informazione.

La produzione letteraria e i poeti maledetti

La produzione di questo periodo si divide in poesia e letteratura. In Europa, specialmente in Francia, si sviluppano i poeti maledetti (Le Vocali – Rimbaud). Basano le loro poesie su una realtà parallela fatta di emozioni e sensazioni, percepibile solo dal poeta e non dalle persone comuni. Utilizzano moltissime analogie, metafore e similitudini. Hanno vite sregolate alla ricerca della fuga dalla vita.

Carducci è un poeta ma viene relegato al Verismo perché tratta oggettivamente argomenti come la società, politica e sentimenti. La sue produzione si divide in due fasi:

    Fase Solare: è oratorio nelle sue poesie, o aspro e polemico nei sui scritti. La luce è predominante.

    Fase Notturna: è introspettivo e cupo causa vecchiaia, morte del figlio, abbandono dell’amante

La vita e le opere di Carducci

Nasce nel 1835 in Versilia, figlio di un medico ateo e socialista. Trascorre la sua adolescenza nella Maremma Toscana (che forgerà il suo carattere duro). Entra nella Normale Superiore di Pisa. Laureato, insegna retorica al ginnasio di San Miniato, ma viene sospeso dall’insegnamento a cause della sue posizioni politiche repubblicane. Nel 1857 pubblica le sue prime liriche, le Rime, influenzato dagli autori latini (Alfieri, Monti, Parini e Foscolo). SI trasferisce a Bologna, dove sostiene una polemica aggressiva contro la Chiesa – espressa nell’Inno a Satana (1863).

Nel 1868 pubblica la raccolta di poesie Levia Gravia. Inizia una fase in cui le idee repubblicane della gioventù vengono abbandonate in favore di un avvicinamento alla monarchia. Infatti, incomincia a lavorare per i Savoia e sostenere che l’Italia non sia pronta ad una repubblica ancora. E’ quindi grato e loda i Savoia per comandare momentaneamente bene il paese. Le nuove poesie, intitolate Rime Nuove, sono ispirate da temi più intimi e autobiografici (fra cui l’amore per Lidia) e da elementi paesaggistici. In questa fase la metrica è sperimentale. Con la raccolta Odi Barbare (1883), Carducci tenta di rendere in versi italiani la metrica latina e greca. Nel 1906 ottiene in premio Nobel per la letteratura. Muore a Bologna nel 1907.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche principali del positivismo all'inizio del 900?
  2. Il positivismo si afferma con una forte fiducia nella scienza e nell'uomo, caratterizzato da industrializzazione, sviluppo della tecnologia e della medicina, ma presenta anche aspetti scoraggianti come la presenza di morte e malattie (testo).

  3. Come si sviluppa il romanzo in Italia rispetto ad altri paesi?
  4. In Italia, il romanzo non si espande facilmente a causa dell'assenza del diritto d'autore e di un'editoria lenta, ma si diffonde attraverso romanzi di appendice e caffè culturali (testo).

  5. Quali sono le cause della mancanza di unità linguistica in Italia?
  6. La mancanza di unità linguistica è dovuta all'alto tasso di analfabetismo, alla debolezza del sistema scolastico e alla prevalenza dei dialetti, ma viene contrastata tramite la scolarizzazione e l'amministrazione pubblica (testo).

  7. Chi sono i poeti maledetti e quali sono le loro caratteristiche?
  8. I poeti maledetti, sviluppatisi in Europa, si concentrano su emozioni e sensazioni, utilizzando analogie e metafore, e conducono vite sregolate in cerca di fuga dalla realtà (testo).

  9. Qual è l'evoluzione della vita e delle opere di Carducci?
  10. Carducci, nato nel 1835, passa da una fase di forte impegno politico e polemico a una fase più introspettiva e autobiografica, culminando con il premio Nobel per la letteratura nel 1906 (testo).

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