Concetti Chiave
- Cardarelli, nato a Tarquinia nel 1887, iniziò la sua carriera come amanuense a Roma, collaborando con quotidiani e riviste letterarie.
- Durante la Prima Guerra Mondiale, pubblicò opere significative come "Prologhi" nel 1916 e "Viaggi nel tempo" tra il 1919 e il 1920, diventando direttore della rivista "Ronda".
- La raccolta "Favole e Memorie" del 1925 riunì opere precedenti, mentre "Il sole a picco" gli valse il premio Bagutta negli anni '20.
- Lo stile di Cardarelli è fortemente influenzato dai vociani, con elementi di frammentismo e scrittura diaristica, ispirati da autori come Baudelaire e Nietzsche.
- Rispetto ai contemporanei vociani, la poetica di Cardarelli si distingue per uno stile nitido e meditativo, privo di interpretazioni simboliste profonde.
Inizio della carriera di Cardarelli
Cardarelli nacque a Tarquinia nel 1887 con il nome anagrafico di Nazareno, la sua carriera iniziò con il trasferimento a Roma, qui infatti divenne amanuense di uno studio legale ma cominciò anche a collaborare con quotidiani come il sindacalista “L’azione” e il socialista “Avanti!”. Nel 1910, dalla relazione con la scrittrice Sibilla Aleramo dieci anni maggiore rispetto a lui, iniziò ad essere introdotto nell’ambiente letterario diventando giornalista ricorrente delle riviste fiorentine “Il Marzocco” e “La voce” ma anche con la romana “Lirica”.
Pubblicazioni e collaborazioni letterarie
Durante la prima guerra mondiale venne esonerato dalla leva a causa di una menomazione al braccio sinistro, questo gli permise di continuare a concentrarsi principalmente sulla sua carriera letteraria, tanto che in pieno conflitto venne pubblicato “Prologhi” nel 1916. Tra il 1919 e il 1920 invece venne pubblicato per Vallecchi la prosa “Viaggi nel tempo” oltre che alla fervente collaborazione con la “Ronda”, tanto che Cardarelli assunse la funzione di direttore fino alla sua chiusura definitiva, avvenuta nel 1923.
Fondamentale fu poi la pubblicazione, due anni dopo, della raccolta “Favole e Memorie” che andava a raccogliere volumi precedentemente pubblicati, ovvero “Memoria della mia infanzia” tra il 1922 e il 1923, ma anche “Favole della Genesi” tra il 1919 e il 1920. A fine anni venti, si assistette anche alla pubblicazione di un’altra raccolta di prose con “Il sole a picco”, grazie al quale ricevette il premio Bagutta, anche se l’opera complessiva venne pubblicata nel 1958 con “Poesie”. Il suo primo libro venne pubblicato a Milano nel 1916 presso lo studio editoriale lombardo con il titolo di “Prologhi”, una raccolta di trenta componimenti lirici, di cui quattordici in versi e sedici in prosa, divisi nell’arco di sei sezioni.
Influenze e stile poetico
Forte è l’impatto dei vociani sullo stile di Cardarelli e quindi, di conseguenza, sulla sua matrice poetica, i questo caso si nota ad esempio nel frammentismo di testi poetici e testi in prosa, che prende esempio dai poemetti in prosa di Charles Baudelaire e di Arthur Rimbaud, oltre che la scrittura aforistica del filosofo Friedrich Nietzsche. L’influenza vociana si nota inoltre per il taglio diaristico che si focalizza spesso sulla riflessione di particolari eventi della propria vita in tono meditativo, l’unica cosa che sembra differenziare la poetica di Cardarelli da quella dei colleghi vociani e lo stile nitido, lontano da profonde interpretazione di matrice simbolista.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il primo passo nella carriera letteraria di Cardarelli?
- Quali opere significative ha pubblicato Cardarelli durante la sua carriera?
- Quali influenze hanno caratterizzato lo stile poetico di Cardarelli?
Cardarelli iniziò la sua carriera letteraria trasferendosi a Roma, dove lavorò come amanuense in uno studio legale e collaborò con quotidiani come “L’azione” e “Avanti!”, entrando così in contatto con l'ambiente letterario.
Tra le opere significative di Cardarelli ci sono “Prologhi” (1916), “Viaggi nel tempo” (1919-1920), e la raccolta “Favole e Memorie” (1925), che raccoglie scritti precedenti, oltre a “Il sole a picco”, per il quale ricevette il premio Bagutta.
Lo stile poetico di Cardarelli è fortemente influenzato dai vociani, con elementi di frammentismo e scrittura aforistica, ispirandosi a autori come Baudelaire e Nietzsche, ma mantenendo uno stile nitido e meditativo, distintivo rispetto ai suoi contemporanei.