Concetti Chiave
- Morte della Vergine è un'opera controversa di Caravaggio, rifiutata dai Carmelitani Scalzi per il suo approccio irrispettoso alla figura della Vergine, rappresentata subito dopo la morte.
- Il dipinto mostra Maria in una dimensione umana, con i suoi familiari che esprimono un dolore autentico, evidenziando la vulnerabilità della condizione umana.
- La luce nel dipinto "Davide con la testa di Golia" simboleggia la grazia divina, illuminando i volti e creando un contrasto drammatico con il buio che avvolge il gigante sconfitto.
- Caravaggio si autorappresenta come sia David che Golia, riflettendo una doppia autoidentificazione che rappresenta la sua ricerca di redenzione e il conflitto interiore.
- L'atmosfera nei dipinti di Caravaggio è caratterizzata da una religiosità profonda e da una rappresentazione realistica del dolore, portando Dio tra gli uomini in un contesto spoglio e cupo.
Morte della Vergine
• Morte della Vergine (al Louvre): commissionata dai Carmelitani Scalzi, poi rifiutata perché ritenuta irrispettosa della figura della Vergine. Come sempre Caravaggio è anticonformista e rompe gli schemi tradizionali immettendo la sacralità nella realtà. Si raffigura la Madonna subito dopo la morte, con Maddalena e gli Apostoli intorno disperati. Di scandaloso è proprio la Vergine, perché si dice che Caravaggio abbia utilizzato come modello il cadavere di una prostituta affogata nel Tevere.
Quali sono i dettagli del dipinto?
Il corpo di Maria è già irrigidito e si trova su una panca di legno. Il ventre è innaturalmente gonfio (per via dell’annegamento) e assume il significato di perenne scrigno della grazia divina. La morte è in una dimensione umanissima e quotidiana. Sia la Maddalena (che piange in primo piano su una sedia) sia gli Apostoli, addolorati, non hanno niente di diverso dagli umani quando hanno a che fare con il dolore per la morte di una persona cara.
Religiosità e atmosfera
Vi è una profondissima religiosità: Caravaggio cerca di portare Dio fra gli uomini (e non viceversa). Anche qui l’atmosfera è cupa e spoglia. Sull’ancora bello cadavere di Maria vi è un pesante drappo rosso (che indica sangue e violenza). Secondo una prospettiva centrale l’opera è asimmetrica: le linee ideali vanno dalle gambe della Maddalena ai piedi e poi al capo della Vergine per poi arrivare alle teste degli Apostoli.
Luce e spettacolarità
La luce proviene dal retro, forse una finestra, e illumina obliquamente dall’alto a destra al basso. La luce rappresenta la grazia divina. È per questo che illumina con più fermezza i volti dei soggetti e meno le vesti. Il risultato è di grandiosa spettacolarità. Il palcoscenico di Caravaggio non è un teatro (finito), ma la vita, dove in silenzio si consumano il dolore e la sofferenza umani.
Davide con la testa di Golia
•Davide con la testa di Golia è un dipinto ad olio su tela di cm 125 x 100 realizzato tra il 1609 ed il 1610 dal pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio.
È conservato nella Galleria Borghese di Roma.
Gli ultimi mesi di vita Caravaggio li passa a Napoli, dove l'artista si è trasferito nella speranza che gli venga presto accordata la grazia. Il David con la testa di Golia viene dipinto forse alla fine del 1609, e accluso alla domanda di grazia che Caravaggio invia al cardinale [Scipione Borghese, il potente nipote di papa Paolo V]. E a riprova dell'estremo atto di contrizione formulato dall'artista, sulla lama che il giovane stringe in pugno si leggono le lettere "H-AS OS", sigla che riassume il motto agostiniano "Humilitas Occidit Superbiam" (l'umiltà uccise la superbia).
È un quadro assai più violento e sconvolgente della versione di Vienna, generalmente datata 1606-1607, dove David incarna la fredda virtù che trionfa sui malvagi. Qui, invece, il giovane ha una espressione di umana compassione dipinta sul volto, e contempla la testa urlante di Golia senza baldanza.
Interpretazioni psicoanalitiche
È noto che già i biografi seicenteschi individuano nella fisionomia del gigante sconfitto un autoritratto di Caravaggio, fatto questo che ha fornito lo spunto a numerose letture del quadro in chiave psicoanalitica. Il confronto con gli altri supposti autoritratti dell'artista sembrerebbe avvalorare questa ipotesi.
Autoritratto e interpretazioni
Rispetto all'uomo che contempla malinconico il Martirio di san Matteo, Caravaggio appare ora invecchiato e stanco, con pesanti segni sotto gli occhi e la fronte percorsa da rughe. Secondo una recente interpretazione di Sergio Rossi ("Arte come fatica di mente", Lithos editrice, Roma 2012, pp. 110 e ss.) il dipinto sarebbe in realtà un doppio autoritratto, anzi più precisamente una doppia autoidentificazione: il Merisi si rappresenta cioè sia nei panni di Golia che in quelli di David, sorta di immagine idealizzata del pittore adolescente. Lo confermano i confronti tra questa figura, il "Bacchino malato" della Galleria Borghese di Roma e l'uomo raffigurato tra la folla del "Martirio di S. Matteo" in S. Luigi dei Francesi. In sostanza, secondo questa interpretazione, il David-Caravaggio non ancora toccato dal peccato uccide il Golia-Caravaggio ormai peccatore incallito secondo un'ottica espiativa che ben si accorda con il carattere del dipinto, molto probabilmente inviato a Roma al cardinale Scipione Borghese a supporto della domanda di grazia che, paradosso dei paradossi, raggiungerà in effetti Caravaggio proprio insieme alla morte. Tale interpretazione viene formulata anni prima da Giuseppe Resca nel saggio "La spada e la Misericordia"
Buio e luce
Il buio che inghiotte la spalla di David ha la profondità delle tenebre dell'inferno, a stento rischiarate dalla luce della grazia che colpisce violentemente i tratti stravolti di Golia. Alla metà di luglio del 1610 Caravaggio si imbarca su una feluca che lo depositerà a Porto Ercole, ultima tappa delle sue tormentate peregrinazioni.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della scelta di Caravaggio di rappresentare la Vergine subito dopo la morte?
- Come viene rappresentata la luce nel dipinto "Morte della Vergine"?
- Qual è l'importanza del dipinto "Davide con la testa di Golia" nella vita di Caravaggio?
- In che modo Caravaggio si autorappresenta nel dipinto "Davide con la testa di Golia"?
- Qual è il contrasto tra buio e luce nel dipinto "Davide con la testa di Golia"?
Caravaggio rompe gli schemi tradizionali raffigurando la Vergine in un momento di grande umanità, utilizzando un modello controverso per enfatizzare la sacralità nella realtà (Morte della Vergine).
La luce proviene da una fonte retrostante e illumina obliquamente i volti dei soggetti, simboleggiando la grazia divina e creando un effetto di grandiosa spettacolarità (Luce e spettacolarità).
Questo dipinto rappresenta un atto di contrizione dell'artista, con la sigla "H-AS OS" che riassume il motto agostiniano, e viene inviato al cardinale Borghese come parte della sua richiesta di grazia (Davide con la testa di Golia).
Caravaggio si identifica sia con David che con Golia, rappresentando il giovane idealizzato e il peccatore incallito, riflettendo un'ottica espiativa legata alla sua vita e alla sua ricerca di redenzione (Autoritratto e interpretazioni).
Il buio rappresenta le tenebre dell'inferno, mentre la luce illumina i tratti di Golia, creando un forte contrasto che evidenzia la lotta tra il bene e il male, simbolizzando la grazia che interviene nel dramma umano (Buio e luce).