Concetti Chiave
- Nel 1599, Caravaggio riceve un'importante commissione dal Cardinale Del Monte per dipingere tre tele nella cappella di San Luigi dei Francesi, segnando una svolta nella sua carriera.
- La tela del Martirio di San Matteo è caratterizzata da una composizione drammatica, con una piattaforma inclinata e una luce che evidenzia i protagonisti mentre la folla fugge inorridita.
- San Matteo, nel dipinto, cerca di difendersi assumendo una posizione simile alla Croce, con un angelo che porge la palma del martirio dall'alto, accentuando il terrore della scena.
- Caravaggio inserisce il proprio autoritratto nella scena, ispirandosi ai grandi maestri del passato, come Raffaello e Leonardo, per rappresentare la sua presenza come testimone oculare.
- Il dipinto segna l'abbandono dei tratti del tardo Cinquecento, con una nuova espressione artistica centrata su una gestione innovativa della luce e delle emozioni.
L'incarico del Cardinale Del Monte
Nel 1599, grazie all’interessamento del Cardinale Del Monte, Caravaggio ottiene l’incarico di dipingere tre tele per la cappella di Mathieu Cointrel, all’interno della chiesa di San Luigi dei Francesi, vicinissima al palazzo del cardinale. L’incarico prevedeva una tela centrale e due tele laterali. Sull’altare sarebbe stata collocata L'ispirazione di San Matteo, sul lato destro il Martirio di San Matteo e su quello sinistro la Vocazione di san Matteo. Si tratta della commissione più importante affidata all’artista che segna anche una svolta epocale nella storia della pittura sacra; infatti, da questo momento in poi, Caravaggio abbandonerà definitivamente gli ultimi retaggi del tardo Cinquecento, di cui alcuni elementi, come i nudi in primo piano, sono ancora presenti, per arrivare ad una espressione del tutto nuovo che trova il suo fondamento in una gestione tutta particolare della luce.
La drammatica scena del Martirio
Della tela esistono tre successive elaborazioni, ma questa è la più drammatica e la più ricca di personaggi. La scena si svolge sopra una piattaforma inclinata verso lo spettatore. La luce mette in evidenza il sicario, il Santo e il bambino, mentre la folla degli astanti, nell’ombra, sta fuggendo inorridita dalla brutale esecuzione. S. Matteo cerca disperatamente di difendersi, assumendo una posizione che ricorda la Croce, il chierichetto sta scappando, gridando dallo spavento. Dall’alto si affaccia un angelo che da una nuvola porge la palma del martirio a Matteo. Tutto lo spazio compositivo a disposizione viene utilizzato e dai gesti scomposti e dalle posture dei vari personaggi si intuisce tutto l'orrore e la tensione per essere testimoni di una scena simile.
L'autoritratto di Caravaggio
Nel gruppo dei personaggi sconvolti da quanto sta accadendo e presi quasi da una forza centrifuga, Caravaggio, rifacendosi a Raffaello e a Leonardo, ha voluto lasciare il proprio autoritratto come se fosse stato un testimone oculare: è l’uomo che si trova a sinistra del carnefice, con la barba corta, con i capelli trascurati ed il viso segnato da rughe. Ha un’espressione tesa e pensierosa e quasi è seminascosto dall’oscurità dello sfondo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'incarico ricevuto da Caravaggio nel 1599?
- Come viene rappresentato il Martirio di San Matteo nella tela di Caravaggio?
- In che modo Caravaggio si è autorappresentato nel Martirio di San Matteo?
L'incarico del Cardinale Del Monte per dipingere tre tele nella cappella di Mathieu Cointrel segna una svolta epocale nella storia della pittura sacra, poiché Caravaggio abbandona i retaggi del tardo Cinquecento per sviluppare una nuova espressione artistica basata su una particolare gestione della luce.
La scena del Martirio di San Matteo è drammatica e ricca di personaggi, con una composizione che evidenzia il sicario, il Santo e un bambino, mentre la folla inorridita fugge nell'ombra. La tensione e l'orrore della scena sono accentuati dai gesti e dalle posture dei personaggi.
Caravaggio si è autorappresentato come un testimone oculare della scena, posizionandosi a sinistra del carnefice con un'espressione tesa e pensierosa, quasi seminascosto dall'oscurità, richiamando l'arte di Raffaello e Leonardo.