Concetti Chiave
- Perpetua apre la porta a Tonio, mentre Lucia e Renzo si nascondono per assistere al matrimonio, ma don Abbondio, spaventato, interrompe Lucia.
- A causa delle grida di don Abbondio, Ambrogio il sagrestano suona le campane, attirando l'attenzione dei paesani e disturbando i bravi che cercano Lucia.
- Renzo e Lucia, per sfuggire ai bravi, decidono di fuggire verso il convento, accompagnati da Menico, che viene premiato con una moneta.
- Il padre Cristoforo informa i fuggitivi che non possono restare nel paese e organizza la loro fuga verso Monza e Milano.
- Il capitolo si chiude con un momento toccante in cui Lucia piange mentre lascia il suo paese, esprimendo la sua tristezza per la separazione.
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Perpetua, avuto il permesso di
don Abbondio, scende ad aprire a Tonio e, vista Agnese, si trattiene a parlare con lei, seguendola e svoltando in un vicoletto a fianco, mentre
Lucia e
Renzo, al convenuto colpo di tosse della madre, salgono in silenzio dietro Tonio e Gervaso e si fermano fuori della stanza del curato quando i due entrano. Ad un segnale poi di Tonio, Renzo e Lucia entrano anch'essi "pian piano, in punta di piedi" e si nascondono dietro i due
fratelli, finché don Abbondio, alzati gli occhi per consegnare la ricevuta a Tonio, se li vede davanti. Renzo riesce a dire intera la formula del matrimonio, ma Lucia ne è impedita dal curato che, con un prontezza ispirata dalla paura, le getta sulla testa il tappetto e si mette a urlare e a chiamare Perpetua. Costei era stata trascinata lontano da Agnese che abilmente aveva iniziato un lusinghiero discorso sui pretendenti alla mano dell'anziana domestica. Ma intanto Ambrogio, il sagrestano, sentendo le grida di don Abbondio, si precipita dal letto, corre al campanile e "suona a martello". I gravi rintocchi, mentre richiamano a casa Perpetua e svegliano molti paesani, scompigliano anche i bravi che, col Griso, erano penetrati nella casa di Lucia, trovandola vuota. Agnese si ritrova con due sposi in fuga: poco dopo essi incontrano Menico, che narra che la casa Mondella è invasa dai bravi e che il padre Cristoforo ha mandato a dire di andare subito al convento. Vi si dirigono insieme a Menico che, poi, viene rimandato a casa con una bella moneta nuova di zecca. I paesani intanto cercano di spiegarsi le strane cose avvenute in quella notte, ma tutto è messo a tacere da alcun bravi che intimano al console di non "ciarlare" se gli è "cara la speranza di morir di malattia". Arrivati i tre fuggitivi al convento, il padre Cristoforo dice loro che non possono più rimanere in paese: le due donne andranno a Monza in un monastero e Renzo a Milano con una sua lettere per il padre Bonaventura del convento dei cappuccini. Dopo avere pregato insieme, i tre si accomiatano tristemente da
fra Cristoforo e salgono sulla barca che stava aspettandoli sulla riva del lago. Lucia, "seduta nel fondo della barca, posò il braccio sulla sponda, posò sul braccio la fronte, come per dormire, e pianse segretamente". "Addio, monti sorgenti dalle acque, ed elevati al cielo...".
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Perpetua nel capitolo ottavo dei "Promessi Sposi"?
Perpetua, dopo aver ricevuto il permesso di don Abbondio, scende ad aprire a Tonio e interagisce con Agnese, dimostrando il suo ruolo di intermediaria e testimone nella vicenda che coinvolge Lucia e Renzo.
- Come reagisce don Abbondio all'arrivo di Renzo e Lucia?
Don Abbondio, spaventato, cerca di impedire a Lucia di pronunciare la formula del matrimonio, gettandole un tappetto sulla testa e chiamando Perpetua per chiedere aiuto, rivelando la sua paura e indecisione.
- Qual è la situazione che affrontano Renzo e Lucia dopo l'interruzione del matrimonio?
Dopo l'interruzione, Renzo e Lucia, insieme ad Agnese, scoprono che la casa Mondella è invasa dai bravi e ricevono l'ordine dal padre Cristoforo di lasciare il paese per la loro sicurezza.
- Quali sono le emozioni di Lucia alla fine del capitolo?
Lucia, mentre si trova sulla barca in partenza, esprime la sua tristezza e nostalgia per la sua terra, piangendo segretamente e salutando i monti, simbolo della sua vita precedente, evidenziando il dolore della separazione.