Concetti Chiave
- Il mandato di cattura del podestà di Lecco segna l'inizio delle disavventure di Renzo e il suo successivo intervento per la fuga.
- Don Rodrigo, venuto a conoscenza del rifugio di Lucia, decide di coinvolgere l'Innominato per portare avanti il suo piano di rapimento.
- Il racconto evidenzia l'indebolimento delle difese attorno a Lucia, ora assistita solo da Gertrude, mentre padre Cristoforo è assente.
- La trama si complica con l'inganno e la manipolazione da parte del conte zio, coinvolto nelle cospirazioni contro i protagonisti.
- Il colloquio con il conte zio mette in luce la meschinità degli interessi personali che prevalgono sui doveri pubblici e sull'integrità morale.
Indice
Il mandato di cattura
Il capitolo XVIII si articola nelle seguenti sequenze narrative:
1) Il mandato di cattura del podestà di Lecco contro Renzo
2) Don Rodrigo viene a sapere dal Griso che Lucia è ospitata in un convento, sotto la protezione della signora
3) Decisione di don Rodrigo di rivolgersi all’Innominato per portare a termine il progetto del rapimento di Lucia
4) Lucia ed Agnese vengono a sapere della fuga di Renzo che si è felicemente conclusa
5) Agnese decide di fare una scappata al paesello ma è presa da sconforto perché Padre Cristoforo che aveva in mente di salutare è fuori sede
6) Presentazione e ruolo del conte zio nella vicenda, sollecitato dal conte Attilio che travisa i fatti
7) Il conte zio promette di dare il proprio aiuto
La congiura contro i promessi
Conclusa, per il momento, la vicenda avventurosa di Renzo, nel racconto si apre una fase intermedia che prepara il dramma di Lucia, al centro dei capitoli XX-XXVII. La narrazione ritorna al paese dei protagonisti e al palazzo di don Rodrigo, come nel capitolo XI, che preludeva alle avventure di Renzo a Milano e per questo, vi si ritrova lo stesso clima della prima parte del romanzo. Infatti, le voci del paese sono sempre sviate dalla verità dei fatti e ancora una volta, contrappongono rigidamente don Rodrigo a Renzo, ignorando la più complessa realtà in cui è entrato il protagonista. Don Rodrigo e il conte Attilio sono sempre all’opera con le loro trame contro Lucia, ora facilitate dall’allontanamento forzato di Renzo e giunte al momento decisivo.
L'indebolimento delle difese
Il racconto dei fatti intercorsi mostra l’indebolimento della comunicazione fra padre Cristoforo, assente dalla scena, e i suoi protetti: alcune notizie sono riferite dal venditore di pesci, ma altre sono cercate inutilmente da Agnese che, con un movimento opposto, si reca a Pescarenico. Anche le difese intorno a Lucia perdono di vigore: la ragazza è ormai assistita soltanto da Gertrude, sempre oscillante fra il bene e il male. Un ulteriore passo indietro nel tempo si ha con la manovra del conte Attilio, ai danni di padre Cristoforo, con l’aiuto del conte zio, che con facilità viene coinvolto nel progetto. Orma la congiura contro i due promessi sposi non si basa più sulla forza bruta dei bravi, ma sul ricorso all’astuzia e all’inganno, e sul mondo di cui fanno parte personaggi ben più importanti di don Rodrigo.
Il colloquio con il conte zio
Il tema è presente nel colloquio con il conte zio. Questa nuova gara di finzioni ferisce l’immagine di Padre Cristoforo, a cui sono attribuiti non, come un ruolo fisso, i mali del passato cioè la condizione di fuorilegge, scampato al patibolo che singolarmente lo accomuna a Renzo, ma anche i mali del suo stesso antagonista, don Rodrigo: l’interesse disonesto per Lucia, l’imposizione della propria volontà a Renzo (paradossalmente, qui, si tratta dell’imposizione di celebrare il matrimonio). Contemporaneamente, l’inganno colpisce anche il conte zio, anche se esso è molto abile nel recitare la propria parte: da ingannatore ingannato, egli esibisce la sua autorità civile e familiare, proprio mentre diventa un malleabile strumento nelle mani del nipote. Il richiamo ai compiti seri, posta alla fine del capitolo, che dovrebbe suggerire considerazione per l’alta carica ricoperta dal conte zio, fa, invece, risaltare la meschinità degli interessi e delle strategie che passano in primo piano e che prevalgono sugli affari dello Stato: quella che dovrebbe essere un’affermazione paradossale (“… mi date più da pensare voi altri due.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del mandato di cattura nel capitolo XVIII?
- Come si evolve la situazione di Lucia nel racconto?
- Qual è la funzione del conte zio nella vicenda?
- In che modo la comunicazione tra i personaggi si indebolisce?
- Qual è il tema centrale del colloquio tra il conte zio e gli altri personaggi?
Il mandato di cattura del podestà di Lecco contro Renzo segna l'inizio delle tensioni e delle trame che si sviluppano nel capitolo, evidenziando la vulnerabilità del protagonista e l'azione di don Rodrigo.
Lucia, inizialmente protetta in un convento, si trova in una situazione di crescente pericolo a causa delle trame di don Rodrigo e del conte Attilio, che mirano al suo rapimento.
Il conte zio, sollecitato dal conte Attilio, si propone di aiutare nella congiura contro Lucia, rivelando la sua duplicità e il suo coinvolgimento in manovre disoneste.
L'assenza di padre Cristoforo e la difficoltà di Agnese nel reperire notizie evidenziano l'indebolimento delle difese intorno a Lucia, rendendola più vulnerabile alle trame avversarie.
Il colloquio mette in luce l'inganno e la meschinità degli interessi personali, mostrando come il conte zio, pur ricoprendo un'importante carica, diventi strumento nelle mani del nipote, evidenziando la corruzione morale dei personaggi.