Indice

  1. Il tema della strada
  2. La scelta di Renzo
  3. Personaggi lungo il percorso
  4. La curiosità dell'oste
  5. Il mercante e la polifonia

Il tema della strada

In questo capitolo, il tema predominante è quello della strada, concretizzato dalla figura di Renzo in cammino. Al centro del racconto abbiamo il protagonista in fuga, ora più che mai legato alla strada. Il giovane sempre divenuto il tipo stesso dell’uomo in cammino, lungo gli itinerari che attraversano la società in fermento, verso la salvezza o verso la rovina. Il tema della strada solca tutto il capitolo, dalla ricerca iniziale della via fino al sentiero a zig e zag che si snoda a margine della strada maestra, come il destino tortuoso di Renzo, gestito dalla Provvidenza. Ancora una volta, è il personaggio stesso a scegliere la sua sorte errabonda. Preferendola alla sicurezza degli asili che gli sono indicati e del convento dove potrebbe finalmente approdare e ritrovare un periodo di serenità; in questo modo, egli conferma il suo ruolo di portatore del racconto, sempre in movimento verso avventure e ambienti nuovi, anche se frequentemente lontani dalle mete prefissate.

La scelta di Renzo

Renzo preferisce il rischio della fuga alla sicurezza dell’asilo come è già successo nel capitolo precedente quando ha voluto esporsi alle incognite della sommossa piuttosto che attendere nel convento di Porta Orientale. Una scelta analoga si ritrova più volte nel corso del romanzo. In accordo con la sua aria da coraggioso, Renzo preferisce l’avventura alla quiete, la trasgressione all’accettazione dei limiti, anche se questi ultimi gli garantirebbero la tranquillità. Ad un certo punto, la tensione sembra placarsi nella ripetizione di gesti, di tono quasi fiabesco e nell’istaurarsi di nuove abitudini (cammina, cammina…. trova cascine, trova villaggi…., tira innanzi….). Ad un certo punto, l’isolamento dell’ambiente (= la casuccia solitaria con la vecchia che fila in solitudine) permette una pausa di quiete nell’itinerario di Renzo dalla folla di Milano alla gente di Gorgonzola.

Personaggi lungo il percorso

I numerosi personaggi presenti lungo il percorso per arrivare a Bergamo, a volte corrispondono a tipi già familiari al lettore (l’oste, gli avventori dell’osteria). Essi smorzano l’aspetto avventuroso della fuga e ne illuminano uno più profondo: il cammino dell’intelligenza di Renzo, la sua maturazione attraverso l’esperienza che gli ha insegnato a destreggiarsi fra le insidie, a tacere e soprattutto a osservare.

La curiosità dell'oste

Da sottolineare la curiosità dell’oste che torna ad essere in leitmotiv degli itinerari avventurosi di Renzo che, nelle osterie, si complicano di nuove insidie anziché trovare la quiete. In un contesto di situazioni insolite e sempre nuove, entrano così degli elementi che si ripetono, come se fossero dei clichés umoristici per il lettore che è ormai abituato a riconoscerli: dietro la dissimulazione dell’oste si disegna sempre l’ambiente ciarliero degli avventori che gremiscono l’osteria e i discorsi rischiosi si si intrecciano sempre con il tema del “vino sincero”.

Il mercante e la polifonia

Il mercante, tutto immerso nel suo riferire i fatti, ha la funzione di informare sugli avvenimenti intercorsi e di accrescere la suspense, rendendo così sempre presente la minaccia di morte che incombe su Renzo. Nel suo discorso confluiscono motivi frequenti mel racconto: l’equivoco a proposito del protagonista,, la deformazione della verità causata dalle dicerie, la riduzione della storia nei limiti dell’interesse privato. Si tratta di un nuovo momento della “polifonia” del romanzo che riprende i fatti narrati nei capitoli XII e XIII, filtrandoli attraverso un altro punto di vista, opposto, questa volta, a quello del popolo, con un linguaggio che corrisponde ad un orizzonte sociale e morale del tutto diverso. La realtà degli stessi avvenimenti si frantuma così in concetti e discorsi fra loro inconciliabili. La parole dell’uomo che vede i responsabili da punire nella lega fra i navarrini (ossia i Francesi) e il popolo e che teme solo per il suo fondaco, trovano la rispettiva pietra di paragone nel silenzio di Renzo, che ha denunciato un’altra “lega” e sconta le conseguenze della sua sete di giustizia.

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