Concetti Chiave

  • Renzo, in preda all'ebbrezza, manifesta gesti sempre più scomposti mentre cerca di alzarsi, dimostrando la sua difficoltà nel mantenere l'equilibrio.
  • L'episodio dell'oste che avvicina il lume al viso di Renzo è paragonato in modo ironico al mito di Psiche ed Eros, evidenziando un contrasto tra la solennità mitologica e la situazione comica.
  • L'oste, esperto nel suo mestiere, stabilisce regole di comportamento per proteggere se stesso e la sua attività, evitando di ascoltare discorsi politici per non attirare problemi.
  • L'espressione “reo buon uomo” rappresenta un ossimoro, descrivendo un individuo colpevole ma ingenuo, come nel caso di Renzo, che viene identificato da uno sbirro.
  • Il notaio criminale, inizialmente paternalistico, si rivela ipocrita nel suo tentativo di arrestare Renzo, cercando di mantenere un'apparenza di gentilezza per evitare il tumulto della folla.

1) Spiegare come i gesti di Renzo diventino sempre più scomposti.

2) La funzione ironica del paragone mitologico

3) Indicare le norme di comportamento che l’oste ha elaborato sulla base della propria esperienza.

4) Che cosa significa l’espressione “reo buon uomo”?

5) Quali sentimenti prova l’oste nei confronti di Renzo? Condivide le accuse che gli vengono rivolte dal notaio?

6) Che cosa significa “notaio criminale”

7) Specificare i reati di cui Renzo viene accusato dal notaio nel colloquio con l’oste?

8) Sottolineare il cambiamento del modo di fare del notaio nei confronti di Renzo.

9) Quali sono le reazioni di Renzo dal risveglio alla fuga?

10) Che cosa sono i “manichini”?

Indice

  1. Gesti scomposti di Renzo
  2. Paragone mitologico ironico
  3. Norme di comportamento dell'oste
  4. Significato di 'reo buon uomo'
  5. Sentimenti dell'oste verso Renzo
  6. Definizione di 'notaio criminale'
  7. Cambiamento del notaio verso Renzo
  8. Reazioni di Renzo al risveglio
  9. Significato di 'manichini'

Gesti scomposti di Renzo

1) Ormai, Renzo è ubriaco fradicio. Dopo vari tentativi l’oste arriva infine a convincerlo a raggiungere la camera e a coricarsi. Non riuscendo ad alzarsi autonomamente, egli si appoggia con le mani al tavolo, facendo forza inutilmente, ma barcolla. Alla fine, sorretto dall’oste si mette in piedi. Da notare la successione di verbi tronchi (tentò…… sospirò….. barcollò…. Si rizzò) che mimano la fatica con cui Renzo cerca di alzarsi; per quanto incastrato fra la panca ed il tavolo, Renzo deve comunque essere sostenuto dall’oste che alla meglio lo trascina verso la porta della scala che conduce al piano superiore. Tenta di mantenersi in equilibrio ma inutilmente e tende la mano verso l’oste per prendergli la guancia in segno di riconoscenza. L’ebbrezza rafforza nel giovane quella disposizione all’amicizia che già era emersa nel crocchio, portandolo a vedere in sconosciuti suoi possibili alleati come, nel caso della falsa guida con cui si confida. L’oste fa di nuovo un tentativo per fargli dire le generalità, ma Renzo, in modo scomposto, si mette a gridare che egli fa parte di coloro che intendono opprimere il popolo. Alla fine, dopo averlo aiutato a sbottonarsi la camicia, riesce a coricare Renzo che cade in un sonno profondo.

Paragone mitologico ironico

2) Renzo steso sul letto si è addormentato e l’oste gli avvicina il lume al viso, facendo schermo con la mano. Lo scrittore assimila il gesto dell’oste a quello di Psiche, nelle “Metamorfosi” di Apuleio, che è salvata ed amata da Eros. Tuttavia Eros si avvicina a Psiche soltanto nelle tenebre e le vieta di conoscerlo direttamente con gli occhi. Psiche infrange il divieto e una notte cerca di spiare le fattezze del suo amante, ma una goccia d’olio, cadendo, risveglia Amore che abbandona la sposa. e questo provoca la fuga di Eros; la ragazza potrà di nuovo raggiungerlo solo superando delle dure prove e conquista l’immortalità. L’episodio vuole rappresentare l’anima che vuol conoscere nelle forme di un oggetto esterno ciò che in essa opera. La similitudine mitologica riveste un carattere ironico; infatti, l’oste ricopre il ruolo solenne di Psiche e Renzo, ubriaco, quello di Eros. Si tratta di due figure mitologiche presenti nella letteratura classica che il Manzoni degrada in modo ironico

Norme di comportamento dell'oste

3) L’oste è un personaggio che conosce bene il proprio mestiere ed ha tanta esperienza.. Innanzitutto, prima di uscire per recarsi al palazzo di giustizia, dà delle raccomandazioni a sua moglie, per altro ugualmente esperta: se gli avventori fanno accenno ai personaggi politici, esiste una regola di vita sempre valida, ossia far vista di non sentire. In alcuni casi si tratta di spie, se ci si esprime contraddicendo, ci possono essere conseguente negative immediate, mentre se si dà la ragione le conseguenze possono essere successive. Inoltre, prima di uscire prende il cappello e un randello, cioè fa attenzione a salvaguardare sua la sua rispettabilità che la sicurezza personale.

Significato di 'reo buon uomo'

4) L’espressione “reo buon uomo” significa un uomo colpevole, ma ingenuo. Dal punto di vista retorico si tratta di un ossimoro, cioè dell’accostamento di due termini,. “reo” e “buono” che, di pe sé, sono inconciliabili. Durante il comizio, Renzo è stato individuato da un’ individuo che servirà da guida al giovane e che dice di chiamarsi Ambrogio Fusella. In realtà è uno sbirro che il compito di individuare fra il popolo in rivolta una vittima che non faccia chiasso e che serba soltanto da esempio per incutere paura.

Sentimenti dell'oste verso Renzo

5) Nei confronti di Renzo, nell’oste coesistono sentimenti opposti. Egli riconosce subito nel giovane un montanaro molto ingenuo, ma anche un individuo pericoloso perché è entrato nel suo locale accompagnato da uno sbirro, il sedicente Ambrogio Fusella. Esprime preoccupazione e una sorta di irritazione per il fatto che col suo comportamento e le sue idee da “rivoltoso”, gli potrebbe causare dei guai. Lo denuncia perché pensa al suo interesse personale, per prudenza, e non vuole finire nei guai per non aver adempiuto a quanto ordinato nelle grida quando nel suo locale si presente un qualsiasi rivoltoso. Contemporaneamente, egli prova per Renzo una forma di inclinazione paterna perché pensa che sia sì colpevole di qualcosa, ma pur sempre ingenuamente .

Definizione di 'notaio criminale'

6) Nel Seicento, il notaio criminale era un cancelliere penale dei tempi moderni. Esso era addetto all’ufficio dove si trattavano le cause criminali.
7) Renzo viene accusato di aver guidato il tumulto e di aver tenuto un discorso che incitava alla sommossa oltre ad avere agito difformemente da quanto ordinato dalle rida. Il comportamento del notaio nei confronti di Renzo è chiaramente paternalistico, ma in realtà nasconde la volontà di arrestarlo.

Cambiamento del notaio verso Renzo

8) Allo spuntar del giorno del 12 novembre, il notaio criminale si reca alla locanda della Luna piena, accompagnato da due sbirri; il suo intento è di arrestare con la forza Renzo che considera un individuo pericoloso e su cui pesa l’accusa di agitatore di popolo. Tuttavia, avendo paura che la folla venuta a sapere dell’arresto, riprenda il tumulto con maggior violenza, tratta Renzo in modo garbato; gli parla di formalità e non di arresto, precisa che la questione durerà poco e presto sarà rilasciato. Da persona impaurita chiede anche al giovane di uscire dalla locanda in silenzio, quasi di nascosto. Renzo reagisce e ad un certo punto chiede di essere condotto da Ferrer che gli deve riconoscenza. Una richiesta simile in altre circostanze sarebbe stata improponibile e avrebbe suscitato ilarità, ma non nel notaio. Da un lato, egli cerca di contenere l’irruenza degli sbirri, d’all’altro fa attenzione al rumore che proviene dalla strada e che sembra aumentare. Di conseguenza il suo scopo è quello di condurre via Renzo senza atti violenti, senza che nessuno se ne accorga. I termini con cui il notaio si rivolge a Renzo sono dunque quasi affettuosi e tesi a sdrammatizzare: “Bravo figliuolo, bravo!”, “Sbrigatevi figliuolo!” Anche quando gli sbirri mettono le manette a Renzo, il notaio, alla protesta del giovane, risponde con calma che bisogna avere pazienza, che essi fanno il loro dovere e che presto egli sarà libero di andarsene.

In sostanza si può dire che il notaio criminale è un ipocrita, un atteggiamento confermato quando ordine agli sbirri di camminare tra la folla come fossero delle persone per bene che vanno a spasso.

Reazioni di Renzo al risveglio

9) Quando Renzo si risveglia si trova di fronte il notaio criminale e i due sbirri. Sul momento crede di sognare e di vivere un incubo da cui si può uscire solo svegliandosi. Poi subentra l’incredulità e la reazione all’arresto. Fra sé e sé, col pensiero ricerca le cause dell’arresto in quanto è successo il giorno precedente. Poi vestendosi si accorge che nella tasca del farsetto non ha più né denaro né la lettera di presentazione per i Cappuccini. Si dichiara disposto a rendere conto delle sue azioni, ma con fermezza esige che le sue cose gli siano restituite. Nell’insieme, si può affermare che Renzo si comporta con astuzia. Dopo un primo momento di confusione, dovuto ad un brusco risveglio, intuisce subito il pericolo che sta correndo e non esita a prestarsi al gioco del notaio criminale. Anche la lentezza con cui egli si veste fa parte della tattica, poiché dalla strada proviene il ronzio crescente della folla e quindi capisce che è meglio capire come evolverà la situazione. Sceso in strada, capisce che l’unico modo per sfuggire agli sbirri è di attirare l’attenzione della folla con astuzia e lo fa, prima con dei cenni, poi divincolandosi ed infine gridando. Anche la domanda che poi al notaio “Passeremo dal Duomo?” ha una connotazione di scaltrezza perché bisogna ricordare che il giorno prima si era dato appuntamento con i suoi uditori proprio davanti al Duomo ed è su costoro che già conta per sfuggire dalle forze dell’ordine,.

Significato di 'manichini'

10) Il termine “manichini” ha il significato proprio di “polsini”. Con eufemismo, nel Seicento si indicava una sorta manette moderne, costituite da una corda che veniva posta ai polsi dell’arrestato con un pezzetto di legno che veniva fatto girare in modo da assicurare la presa e provocare dolore se veniva opposta resistenza.

Domande da interrogazione

  1. Come si manifestano i gesti scomposti di Renzo durante la sua ebbrezza?
  2. Renzo, ubriaco fradicio, mostra gesti sempre più scomposti, barcollando e cercando di mantenere l'equilibrio, ma finendo per essere sostenuto dall'oste. La sua fatica è evidenziata da una successione di verbi tronchi che mimano il suo stato (tentò, sospirò, barcollò) e culmina nel suo sonno profondo (testo).

  3. Qual è la funzione ironica del paragone mitologico tra l'oste e Psiche?
  4. L'oste, nel suo gesto di avvicinare il lume al viso di Renzo, viene paragonato ironicamente a Psiche, mentre Renzo, ubriaco, assume il ruolo di Eros. Questo paragone mitologico, presente nella letteratura classica, viene degradato in modo ironico, evidenziando la situazione comica e tragica al contempo (testo).

  5. Quali norme di comportamento l'oste segue per gestire i suoi avventori?
  6. L'oste, esperto nel suo mestiere, raccomanda alla moglie di ignorare eventuali riferimenti a personaggi politici e di salvaguardare la propria rispettabilità. Inoltre, è attento a non contraddire gli avventori per evitare conseguenze negative (testo).

  7. Cosa implica l'espressione "reo buon uomo"?
  8. L'espressione "reo buon uomo" si riferisce a un individuo colpevole ma ingenuo, rappresentando un ossimoro. Nel contesto, Renzo viene identificato come tale da un individuo che si finge guida, ma in realtà è uno sbirro (testo).

  9. Quali sentimenti prova l'oste nei confronti di Renzo e come si riflettono nel suo comportamento?
  10. L'oste prova sentimenti contrastanti verso Renzo: riconosce la sua ingenuità ma lo considera anche pericoloso. La sua preoccupazione per possibili guai lo porta a denunciarlo, ma al contempo prova un'inclinazione paterna nei suoi confronti (testo).

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