Concetti Chiave

  • Fino all'Ottocento, il Parlamento rappresentava solo una ristretta parte della società, ma con il XX secolo si è evoluto verso il suffragio universale, inizialmente maschile e successivamente femminile.
  • Il suffragio universale ha reso i parlamenti espressioni di tutta la società, segnando l'inizio della democrazia moderna e dando origine al partito politico di massa.
  • I parlamenti storicamente si sono affermati in conflitto con la monarchia, cercando di limitare l'influenza del potere esecutivo identificato con il re.
  • Con il tempo, i parlamenti hanno acquisito il potere di influire sulla formazione dell'esecutivo, trasformandosi da istituzioni dualiste a regimi parlamentari di tipo monista.
  • Il Parliament Act del 1911 ha consolidato la preminenza della Camera dei Comuni, riducendo il ruolo della Camera dei Lord e migliorando la rappresentatività del Parlamento inglese.

Evoluzione del suffragio universale

Fino a buona parte dell’Ottocento, il Parlamento rappresentava una parte limitatissima della società; nel XX secolo, col suo progressivo inarrestabile allargamento sfociò, in tempi diversi nei vari paesi, nel suffragio universale, prima solo maschile, poi anche femminile. In Inghilterra tutto ciò portò anche alla definitiva preminenza della Camera dei Comuni, dovuta proprio alla sua maggiore capacità rappresentativa, formalmente sancita dal Parliament Act del 1911 che ridimensionò il ruolo della Camera dei Lord (o camera alta, da quel momento diventata la «seconda camera»).

Ruolo del parlamento nel XX secolo

Con il suffragio universale i parlamenti diventarono assemblee espressione di tutta la società e crocevia istituzionale dello stato democratico di derivazione liberale (prima del suffragio universale non si può parlare di democrazia in senso moderno). Nello stesso periodo (fine Ottocento, inizi Novecento) nasceva il partito politico di massa che avrebbe profondamente caratterizzato tutto il secolo scorso.

Separazione dei poteri e monarchia

La capacità di rappresentare la società era stata la primigenia funzione dei parlamenti. Se non che essa si rivelò presto difficile a conciliarsi con un’altra funzione: quella di colonna portante del potere esecutivo. L’esecutivo si era fino ad allora storicamente identificato con il re (non si dimentichi che alla fine del XIX secolo in Europa c’erano solo monarchie, eccezion fatta per Francia e Svizzera): nei secoli precedenti, infatti, i parlamenti avevano affermato il proprio ruolo in conflitto costante con la monarchia. Ciò spiega la tendenza, in quel periodo, a concepire in modo rigido la separazione dei poteri: serviva a evitare che i ministri del re potessero condizionare troppo i rappresentanti della nazione. Ma poi i parlamenti, come già quello inglese, affermarono tutti, sia pure in forme e tempi diversi, il potere di influire sulla formazione dell’esecutivo. Fino al punto in cui il regime monarchico costituzionale, dopo la lunga fase detta dualista, diventò regime parlamentare di tipo monista perché l’esecutivo dipendeva ormai dal rapporto fiduciario instaurato col parlamento.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'evoluzione del suffragio universale nel XX secolo?
  2. Nel XX secolo, il suffragio universale si è progressivamente esteso, inizialmente includendo solo gli uomini e successivamente anche le donne, trasformando i parlamenti in rappresentazioni di tutta la società e segnando l'inizio della democrazia moderna (come evidenziato nel testo).

  3. Qual è il ruolo del Parlamento nel contesto della democrazia liberale?
  4. Con l'introduzione del suffragio universale, i parlamenti sono diventati il crocevia istituzionale dello stato democratico, rappresentando l'intera società e dando vita a partiti politici di massa che hanno caratterizzato il secolo scorso (come descritto nel testo).

  5. Come si è evoluta la separazione dei poteri in relazione alla monarchia?
  6. Inizialmente, la separazione dei poteri era concepita rigidamente per evitare l'influenza dell'esecutivo monarchico sui rappresentanti della nazione, ma nel tempo i parlamenti hanno acquisito il potere di influenzare l'esecutivo, portando alla transizione verso un regime parlamentare di tipo monista (come spiegato nel testo).

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