Concetti Chiave
- S. Bernardo assume il ruolo di guida di Dante nel canto XXXI, rappresentando la contemplazione mistica e la preparazione alla visione di Dio.
- La preghiera di S. Bernardo alla Madonna è un momento cruciale in cui tutti i beati si uniscono per chiedere a Dio la possibilità di rivelare la Sua luce a Dante.
- Dante affronta l'ineffabilità della sua visione divina, cercando di descrivere l'incontro con Dio nonostante la difficoltà di esprimere l'esperienza mistica.
- Nella sua visione, Dante osserva tre cerchi che simboleggiano la Trinità, con un'immagine umana che rappresenta la natura di Cristo, evidenziando il mistero divino.
- La conclusione della Commedia esprime il culmine della grazia divina, sottolineando l'armonia universale e l'inconciliabilità tra le capacità umane e la grazia divina.
La guida di S. Bernardo
Premessa: nel canto XXXI, S. Bernardo sostituisce Beatrice nel ruolo di guida di Dante, in quanto rappresenta la contemplazione mistica. Dante ha acquisito le conoscenze adeguate per la visione di Dio e per la comprensione della struttura del Paradiso, perciò Beatrice non è più necessaria. Ora si trova nell’Empireo, in cui tutte le anime si riuniscono insieme, anime ancora con caratteristiche umane ma perfetti nella visione di Dio.
Preghiera alla Madonna
S. Bernardo eleva un’intensa preghiera di lode alla Madonna e la supplica di concedere a Dante la possibilità di vedere Dio; tutti i beati si uniscono nella preghiera e la Vergine esaudisce la preghiera alzando gli occhi a Dio.
Qual è la visione divina di Dante?
Dante alza lo sguardo verso la luce divina, ma si interrompe per precisare di nuovo l’impossibilità di descrivere la sua visione, dopodiché invoca Dio perché gli dia la forza di raccontare almeno in minima parte ciò che sta vedendo. Inizia la progressiva penetrazione dello sguardo di Dante nella luce di Dio, finché il poeta non si congiunge con Lui e ricorda di aver visto l’unione perfetta di tutte le realtà.
Conclusione della Commedia
Annunciando il termine della narrazione, Dante afferma di aver visto nella luce divina tre cerchi di uguale dimensione e diverso colore, ossia la Trinità; nel secondo cerchio intravede un’immagine umana, che simboleggia la natura umana di Cristo; tenta di penetrare ancora di più quel mistero ma le sue forze vengono meno, quando un lampo della grazia divina soddisfa il suo desiderio; la sua anima si placa beata e si unisce all’armonia universale di Dio.
Termine della Commedia; espressione massima della grazia divina e dell’inconciliabilità delle abilità umane con essa.
Personaggi e luoghi
Luogo
Cielo Decimo (Empireo), rosa dei beati
- Dante
- S. Bernardo: Bernardo di Chiaravalle, nato in Borgogna, entrò nel monastero benedettino di Citaux, seguito da alcuni adepti; tre anni dopo fondò un monastero nuovo e altri 68 prima di morire; grande mistico, molto devoto alla Madonna, intervenne in varie questioni ecclesiastiche, come la lotta contro le eresie e scrisse numerosi testi; divenne figura centrale dopo l’elezione al papato di Eugenio III, suo discepolo.
- Maria Vergine
- Sibilla cumana
- Argonauti
- Nettuno
- Sibilla, antica profetessa cumana, scriveva i suoi responsi su foglie che poi il vento disperdeva, per cui era molto difficile riscostruirli.
- Argonauti guidati da Giasone per primi solcarono le acque del mare su di una nave (Argo) e raggiunsero la mitica regione della Colchide per conquistare il vello d’oro.
Mercoledì 13 aprile 1300.
Temi principali
- Tema dell’ineffabilità
- Tema della conoscenza
- Tema della luce e beatitudine
- Tema della grazia divina
- Tema della fede
- Tema dell’armonia universale
- Tema della preghiera
- Tema della Trinità
Figure retoriche e riferimenti
- Ai vv. 34-36-->riferimento a Cacciaguida, volontà che Dante divulghi il messaggio
- Al v. 49-->riferimento a Beatrice, sorriso che infonde sicurezza
- Ossimoro al v. 2-->umile e alta
- Metafora al v. 15-->volo senz’ali = impossibilità di raggiungere la grazia senza rivolgersi a Maria
- Perifrasi al v. 27-->ultima salute=Dio
- Gioco di consonanti ai vv. 29-30-->plurilinguismo
- Metafora al v. 31-->dislegare le nubi=liberare dal peccato
- Tripla similitudine ai vv. 58-66-->Come il sentimento di un sogno che rimane ma non l’immagine chiara, come la neve che si scioglie al sole, come le foglie con i responsi della Sibilla si sono perse al vento, così la visione di Dio non può essere narrata totalmente attraverso il linguaggio umano
- Paragone ai vv. 94-96-->Nettuno resta stupito nel vedere dalla profondità degli abissi marini l’ombra della prima nave in assolutoevidenziata la sproporzione tra l’unico momento della visione di Dante e i venticinque secoli trascorsi da quel fatto e l’uguaglianza dello stupore di Nettuno a quello di Dante
- Similitudine ai v. 106-108-->l’incapacità di descrivere la visione equivale a quella di parlare di un neonato
- Similitudine al v. 118-->i cerchi si riflettono come gli arcobaleni
- Similitudine al v. 119-->lo spirito santo sembra un fuoco
- Allitterazione della T ai vv.124-126
- Similitudine ai vv. 133-138-->Dante vuole comprendere l’unione tra figura umana e divina così come il matematico tenta di quadrare il cerchio
- Latinismo al v. 135-->indige
- Latinismo al v. 136-->nova
- Metafora al v. 139-->penne=facoltà
- Similitudine al v. 144-->come una ruota che si muove uniformemente il desiderio di Dante si conforma a quello divino
- Perifrasi al v. 145-->amor che move il sole e l’altre stelle = Dio
Non sono presenti riferimenti di questo tipo
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di S. Bernardo nella guida di Dante nel Paradiso?
- Qual è il significato della preghiera alla Madonna elevata da S. Bernardo?
- Come descrive Dante la sua visione divina?
- Qual è la conclusione della Commedia e il suo significato?
- Quali sono i temi principali trattati nel testo?
S. Bernardo sostituisce Beatrice come guida di Dante nel canto XXXI, rappresentando la contemplazione mistica e permettendo a Dante di accedere alla visione di Dio, ora che ha acquisito le necessarie conoscenze (Premessa).
S. Bernardo prega intensamente la Madonna affinché conceda a Dante la possibilità di vedere Dio, e tutti i beati si uniscono a questa supplica, che viene esaudita quando la Vergine alza gli occhi a Dio (Preghiera alla Madonna).
Dante, pur alzando lo sguardo verso la luce divina, riconosce l'impossibilità di descrivere completamente ciò che vede, ma invoca Dio per ricevere la forza di raccontare almeno in parte la sua esperienza mistica (Visione divina di Dante).
Dante conclude la Commedia descrivendo la visione della Trinità attraverso tre cerchi di uguale dimensione e diverso colore, simbolizzando l'unione perfetta di tutte le realtà e l'esperienza della grazia divina (Conclusione della Commedia).
I temi principali includono l'ineffabilità, la conoscenza, la luce e beatitudine, la grazia divina, la fede, l'armonia universale, la preghiera e la Trinità, tutti elementi che si intrecciano nella narrazione di Dante (Temi principali).