Concetti Chiave
- Celestino V, identificato dai primi commentatori come il personaggio che fece il gran rifiuto, è rappresentato tra gli spiriti nudi in antiche miniature con la tiara papale.
- Nel Trecento, l'opinione su Celestino V cambiò drasticamente, influenzata da fattori politici e religiosi, oltre che dall'apologia di Petrarca nel suo "De vita solitaria".
- Pier da Morrone, nato intorno al 1210, fu eletto papa il 5 luglio 1294, ma la sua inesperienza lo portò a decidere di rinunciare al papato dopo pochi mesi.
- La rinuncia di Celestino V avvenne il 13 dicembre 1294, sotto la pressione del cardinale Caetani, che temeva un uso politico della sua figura da parte degli oppositori.
- Dopo la rinuncia, Celestino V tornò alla vita eremitica, ma fu imprigionato da Bonifacio VIII nel castello di Fumone, dove morì nel maggio del 1296.
"...vidi e conobbi l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto" (vv. 59-60)
Indice
Identificazione di Celestino V
Assai probabilmente Celestino V. Per altri: Pilato, o Esaù, o Giuliano l'Apostata, o altri ancora. I primi commentatori del Trecento non ebbero esitazioni e lo identificarono con Pier da Morrone, papa Celestino V; un riflesso di questa sicurezza si può avere nelle miniature dei codici più antichi in cui si vede rappresentato ingenuamente, ma significativamente, tra gli spiriti che corrono nudi dietro l'insegna, uno con la tiara in capo, be individuabile tra gli altri.
Dubbi e interpretazioni nel Trecento
Nella seconda metà del secolo cominciano i primi dubbi, che giungono poi, alla fine del Trecento, alla recisa negazione di Benvenuto da Imola. A mutare radicalmente l'opinione dei primi commentatori non fu solo la temperie politica e religiosa profondamente cambiata nella seconda metà del secolo ed un più accondiscendente ossequio all'autorità ecclesiastica, ma anche il peso dell'autorità letteraria di Petrarca, che nel De vita solitaria fece un'aperta apologia di papa Celestino V, con evidente intenzione polemica nei confronti di Dante, o almeno di quella interpretazione.
Le altre identificazioni (Esaù, Pilato, Giuliano l'Apostata, Giano della Bella, Vieri de' Cerchi ecc...) convincono assai poco, anche se l'interpretazione dei primi commentatori, ripresa e sostenuta da molti moderni, possa avere qualche ombra (tra cui, la più pesante, la canonizzazione di Celestino nel 1313).
Vita e rinuncia di Celestino V
Pier da Morrone, di modesta famiglia, nato a Isernia o a S. Angelo di Limosano intorno al 1210, fece vita eremitica fino al 5 luglio 1294, quando, dopo una lunga vacanza del soglio pontificio (dal 4 luglio 1292, morte di Nicolò V) fu eletto papa dal conclave riunito a Perugia. Dopo un momento di indecisione, accettò: fu consacrato vescovo all'Aquila a metà agosto e fu incoronato pontefice il 29 di quel mese con nome di Celestino V. Non si recò né a Perugia né a Roma, ma fissò la residenza a Napoli (la sua nomina avvenne anche per le pressioni esercitate sul conclave da Carlo II d'Angiò).
La sua inesperienza, le trame che si svolgevano intorno a lui, gli fecero comprendere ben presto la propria incapacità e, nonostante l'opposizione di Carlo d'Angiò, decise di rinunciare alla tiara. pare lo istigasse alla rinuncia il cardinal Caetani che, come celebre canonista, Celestino aveva interpellato. Dopo alterne pressioni (si parlò pure d'inganni da parte del Caetani) il 13 dicembre dello stesso anno (1294), Celestino, riunito il concistoro, rinunciò al papato. Il 24 dicembre il cardinal Caetani gli succedeva col nome di Bonifazio VIII.
Conseguenze della rinuncia
Celestino, ritornato Pier da Morrone, volle riprendere la vira eremitica, ma Bonifacio, temendo che potesse diventare, ad opera di oppositori, strumento di ribellione, lo fece rinchiudere e custodire nel castello di Fumone, dove morì nel maggio del 1296.
N.B. vidi e conobbi, non significa necessariamente che Dante conoscesse di persona colui che egli vede, perché la formula è riferibile anche a persone ignote.
Domande da interrogazione
- Chi è l'ombra di cui parla Dante nel suo verso riguardante il "gran rifiuto"?
- Quali sono le principali interpretazioni riguardo all'identità dell'ombra nel Trecento?
- Qual è la storia di vita e rinuncia di Celestino V?
- Quali furono le conseguenze della rinuncia di Celestino V?
L'ombra è comunemente identificata con Celestino V, il papa che rinunciò al suo incarico per viltà, come indicato nei versi 59-60.
Inizialmente, i commentatori del Trecento identificarono l'ombra con Celestino V, ma successivamente emersero dubbi e altre interpretazioni, come quella di Pilato o Esaù, influenzate da cambiamenti politici e religiosi.
Pier da Morrone, eletto papa nel 1294, rinunciò alla tiara nel dicembre dello stesso anno a causa della sua inesperienza e delle pressioni esterne, tornando poi alla vita eremitica.
Dopo la rinuncia, Celestino V fu rinchiuso nel castello di Fumone da Bonifacio VIII, temendo che potesse diventare un simbolo di opposizione, e morì lì nel maggio del 1296.