Concetti Chiave
- Nel canto 23 del Paradiso, San Bernardo eleva una preghiera a Maria, chiedendo il suo intervento per permettere a Dante di rivelare la sua visione divina.
- Dante, immerso nella luce divina, non riesce a esprimere ciò che ha contemplato, mantenendo solo un profondo senso di dolcezza.
- La visione di Dio si presenta a Dante in tre cerchi colorati, rappresentando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, invitando alla riflessione sull'essenza divina.
- Nonostante il suo desiderio di esprimere la grandezza di Dio, Dante si sente limitato, invocando il lume divino per comprendere meglio la sua visione.
- La Grazia divina potenzia le capacità cognitive di Dante, che è spinto oltre i confini umani, rivelando l'amore di Dio come forza motrice del suo desiderio.
Indice
La Preghiera di San Bernardo
Giunti a questo punto dell’opera, in maniera più precisa ci troviamo in quello che è il canto 23 del Paradiso della Divina commedia di Dante Alighieri. Quella che era la figura di Bernardo, molto importante e rilevante in questo canto della Divina Commedia, rivolge a Maria una preghiera, nella quale la madre di Dio è elogiata come la più alta fra le creature, umile nobilitatrice della natura umana. Il santo la supplica di intercedere presso Dio perché Dante possa sollevare lo sguardo in alto, conservando le sue capacità relazionali ed espressive, in modo da poter rivelare in Terra ciò di cui è stato testimone. Tutti i beati che stavano ad abitare questo ambiente del Paradiso, si uniscono alla sua supplica, tenendo le mani giunte. Maria accoglie quella che era la preghiera tenendo gli occhi fissi in quelli di san Bernardo; poi questo esorta con un cenno Dante a rivolgere lo sguardo direttamente a Dio.
L'Incontro con la Luce Divina
La forza dell'apparizione è tale da impedire a Dante di ricordare o esprimere in versi quanto abbia contemplato: tutte le immagini si dileguano, lasciando soltanto un semplicissimo ma allo stesso tempo profondo senso di dolcezza come avviene in chi, soltanto dopo aver sognato, non conserva in sé nulla più di una mera sensazione.
Il poeta chiede solo che gli sia concesso sufficiente vigore poetico da riuscire a trasmettere ai posteri almeno piccoli frammenti della grandezza di Dio.
Tenendo fisso lo sguardo nella luce che lo investe in questo punto del canto, Dante riesce ad addentrarsi nell'essenza divina. Di questa grandiosa visione conserva non il ricordo, ma un senso di piacere: egli spiega infatti che pochi attimi gli hanno procurato un oblio più profondo di quanto venticinque secoli abbiano fatto per l'impresa degli Argonauti agli occhi di Nettuno. L'incontro con la luce divina, precisa il poeta, impedisce a chi osserva di distogliere lo sguardo, perché il bene si raccoglie tutto in essa e al di fuori ogni cosa è imperfetta.
La Visione dei Tre Cerchi
Grazie alle sue facoltà visive accresciute, Dante riesce a vedere l'essenza di Dio modificarsi in tre cerchi di tre colori ma della stessa sostanza. Il primo è il Padre, che si riflette nel secondo, il Figlio, e il terzo, che arde come un fuoco, è quello che è rappresentato dallo Spirito Santo. Di fronte a tale visione, il poeta lamenta ancora la scarsa forza espressiva delle sue parole e invoca il lume divino.
Il pellegrino scorge all'interno del cerchio riflesso la figura umana; così, come il matematico si sforza di trovare la formula della quadratura del cerchio, cerca di comprendere il rapporto tra l'immagine e l'uomo.
La Grazia Divina e la Mente di Dante
Le capacità di Dante non sono però all'altezza della visione, così la sua mente è colpita e illuminata dal fulmine della Grazia divina, che porta oltre i limiti umani le sue facoltà cognitive. Ma ormai Dio, forza motrice degli astri, con il proprio amore fa ruotare con movimento uniforme e perfetto il desiderio e la volontà del poeta.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di San Bernardo nella Preghiera di San Bernardo?
- Come descrive Dante l'incontro con la luce divina?
- Cosa rappresentano i tre cerchi che Dante osserva?
- In che modo la Grazia divina influisce sulla mente di Dante?
- Qual è il significato della figura umana all'interno del cerchio riflesso?
San Bernardo, nel canto 23 del Paradiso, supplica Maria di intercedere presso Dio affinché Dante possa esprimere ciò di cui è stato testimone, con l'unione dei beati che lo accompagnano nella preghiera.
Dante trova difficile esprimere in versi l'esperienza della luce divina, descrivendo un profondo senso di dolcezza e oblio, simile a quello di un sogno, che lo porta a desiderare di trasmettere la grandezza di Dio.
I tre cerchi di colori diversi rappresentano la Trinità: il primo è il Padre, il secondo il Figlio, e il terzo, ardente come un fuoco, è lo Spirito Santo, riflettendo l'essenza divina.
La Grazia divina illumina e potenzia le facoltà cognitive di Dante, permettendogli di percepire oltre i limiti umani, mentre Dio guida il suo desiderio e la sua volontà.
La figura umana nel cerchio riflesso simboleggia il tentativo di Dante di comprendere il rapporto tra l'immagine divina e l'uomo, simile alla ricerca del matematico per la quadratura del cerchio.