Concetti Chiave
- La successione dei papi nell'Inferno evidenzia la simonia, con l'idea che i papi viventi nel 1300 condividano la stessa colpa del predecessore Niccolò.
- La diffusione della simonia è pericolosa, con punizioni che non si limitano al fondo della bolgia, ma coinvolgono anche i pendii, pieni di peccatori.
- Il contrappasso per i simoniaci è evidente, con il poeta che utilizza l'autoironia e giochi di parole per evidenziare la loro cupidigia e il danno alla Chiesa.
- Adriano V, nel Purgatorio, subisce una pena simile, giacendo a terra con gli occhi fissi sulle cose terrene, rappresentando l'avidità degli avari.
- Il richiamo ai sicari nella pena dei simoniaci suggerisce una connessione tra cupidigia e dannazione, sottolineando l'atteggiamento di ascolto del poeta nei loro confronti.
Indice
La successione dei papi
Quando uno dei papi arriva nella buca a essi riservata, il precedente sprofonda, e il nuovo arrivato resta coi piedi fuori dalla buca. Dopo Niccolò, a tirar calci, a spingere saranno Bonifazio e Clemente. Questa invenzione non solo permette al poeta di collocare al loro posto d'infamia papi ancor vivi nel 1300, assai più dello stesso Niccolò oggetto del suo sdegno, ma ci trasmette con la forza della figurazione il suo convincimento che la simonia - finché Dio non provveda a rimettere ordine - era pressoché inscindibile dal papato dei suoi tempi.
La diffusione della simonia
La pericolosità della simonia è correlativa anche alla sua diffusione: alla punizione non è sufficiente il solo fondo della bolgia: anche le coste, cioè i due pendii, sono fittamente forate; e il fondo è arto (42), cioè stretto, non tanto in assoluto, ma rispetto al gran numero di biche che contiene. Analoga la situazione per il peccato generale dell'avarizia, sia nel cerchio infernale, sia nel girone del Purgatorio, dove i due poeti, perché i troppi peccatori stesi per terra ne occupano quasi tutta la larghezza, son costretti a tenersi stretti alla parete.
Il contrappasso dei simoniaci
Quanto al contrappasso, questa volta la fantasia dei lettori non ha dovuto fare grandi sforzi per escogitare molte plausibili rispondenze tra peccato e pena; tuttavia è sufficiente e prudente attenersi alla parola dello stesso poeta. Non tanto alle parole di Niccolò III là dove egli dice che per cupidigia di far ricca la sua famiglia ha messo in borsa sulla terra l'avere e qui nell'Inferno sé stesso (71-72): questa espressione non è che un amato gioco di parole, simile a quello che immediatamente lo precede sul proprio cognome (lui, un Orsini, non fu propriamente un papa; ma restò un figliuol de l'orsa, sollecita solo dei suoi orsatti): più che definizione del contrappasso, è uno scatto d'autoironia con cui il papa dannato infierisce contro sé stesso, colpendo in sé gli altri papi simoniaci.
Il contrappasso di Adriano V
Piuttosto è da considerare come chiarisce l'analogo contrappasso Adriano V nel girone del Purgatorio: la pena di quegli avari, legati mani e piedi, è di giacere a terra tutti volti in giù: e ciò perché il loro occhio non s'aderse / in alto essendo fisso a le cose terrene. Si aggiunga che sia la connessione simonia-pozzo, sia l'invenzione della successione di peccatori nella medesima sede punitiva non erano estranei alla tradizione escatologica medievale. Infine, a proposto della pena dei simoniaci, il poeta richiama (49-51) la consimile pena terrena dei sicari, cioè degli omicidi per danaro: si potrebbe pensare che, secondo il poeta, anche i simoniaci in un certo senso uccidevano per cupidigia la Chiesa e l'umanità; ma forse ciò è troppo sottile: il richiamo ai sicari nasce semplicemente dalla somiglianza materiale delle due pene, e soprattutto da quella dell'atteggiamento di Dante chinato presso il capofitto per parlargli e ascoltarlo, con la posizione del frate che si china ad ascoltare l'ultima confessione del sicario già capofitto nella bocca del suo supplizio.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della successione dei papi nella rappresentazione poetica?
- Come viene descritta la diffusione della simonia nell'Inferno?
- Qual è il contrappasso dei simoniaci secondo il poeta?
- In che modo Adriano V rappresenta il contrappasso nel Purgatorio?
- Qual è il legame tra simonia e la pena dei sicari?
La successione dei papi, con il nuovo papa che resta coi piedi fuori dalla buca mentre il precedente sprofonda, simboleggia la condanna dei papi simoniaci, evidenziando la convinzione del poeta che la simonia fosse intrinsecamente legata al papato del suo tempo.
La simonia è rappresentata come un peccato pericoloso e diffuso, con il fondo della bolgia e i pendii fittamente forati, suggerendo che la punizione non è sufficiente a contenere il gran numero di peccatori coinvolti.
Il contrappasso dei simoniaci è illustrato attraverso la loro condanna a sprofondare, con un gioco di parole che riflette l'autoironia di Niccolò III, evidenziando la cupidigia che ha portato alla loro dannazione.
Adriano V, nel Purgatorio, subisce una pena di giacere a terra, legato mani e piedi, simboleggiando la sua fissazione sulle cose terrene e la sua avarizia, in contrasto con la condanna dei simoniaci.
Il poeta stabilisce un parallelo tra la pena dei simoniaci e quella dei sicari, suggerendo che entrambi, per motivi di cupidigia, infliggono danno alla Chiesa e all'umanità, evidenziando la gravità dei loro peccati.