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Concetti Chiave

  • La piccola nave del protagonista simboleggia il suo viaggio verso la purificazione e la salvezza, lasciando dietro di sé un mare insidioso.
  • Il dialogo con Catone evidenzia il rispetto per le leggi divine e l'importanza della guida di Virgilio nella missione del protagonista.
  • La visione delle quattro stelle rappresenta un simbolo di luce divina e speranza, visibile solo ai primi uomini, con il cielo che gioisce per la loro presenza.
  • Catone acconsente al passaggio del protagonista, mostrando un legame con il Paradiso attraverso l'intercessione di Virgilio e l'amore per sua moglie Marzia.
  • Il protagonista sperimenta una trasformazione interiore, passando dalla tristezza dell'Inferno alla gioia e alla luce, simbolizzata dal colore naturale rivelato da Virgilio.

1-6 • Per solcare (correr) acque più tranquille (miglior) ormai alza le sue vele la piccola nave del mio Chgegno, che si lascia alle spalle un mare così insidioso (sì crudele) (come l'Inferno); e canterò di quel secondo regno dell'oltretomba dove l'anima dell'uomo (umano spirito) si purifica (si purga) dal peccato e diventa degna di salire in Paradiso (al Ciel).

Che cos'è l'Invocazione alle Muse?

7-12 • Ma a questo punto la mia poesia che finora ha cantato la morte spirituale (morta poesì) si innalzi (resurga), o sacre Muse, poiché (poi che), in quanto poeta, sono a voi devoto (vostro); e a questo punto Calliope si levi (surga) un poco (alquanto) in mio aiuto, accompagnando (seguitando) il mio canto con quella melodia musicale (suono) a causa della quale (di cui) le sciagurate (misere) Piche avvertirono (sentiro) con tale violenza la sconfitta (lo colpo tal) che persero la speranza del (disperar) perdono.

13-21 Un piacevole (Dolce) colore azzurro come lo zaffiro orientale, che era contenuto (s'accoglieva)nella limpidezza (sereno aspetto) dell'aria (mezzo),pura fino all'orizzonte (primo giro), ridiede (ricominciò) gioia (diletto) ai miei occhi, non appena io (tosto ch'io) uscii fuori dell'aria oscura (aura morta)(dell'inferno) che mi aveva rattristato (contristati) gli occhi e l'anima. canto 1 del Purgatorio di DanteIl bel pianeta (Venere) che induce (conforta) ad amare illuminava (faceva rider) tutta la zona orientale del cielo, offuscando (velando) n la sua luce la costellazione dei pesci che gli era vicina (in sua scorta).

22-27 Io mi voltai verso destra, e fissai la mia attenzione (puosi mente) al polo antartico (altro), e vidi quattro stelle non viste mai da alcuno se non dai primi uomini (gente)(Adamo d Eva). Il cielo sembrva gioire della loro luce:oh emisfero settentroinale spoglio di quella luce, dal momento che (poi che) sei (se') privato della possibilità di contemplarle (mirar quelle)!

28-36 Non appena io (Com' io) ebbi cessato (fui partito) di guardare quelle stelle (da loro sguardo), rivolgendomi un poco verso il polo settentrionale (altro), là da dove (onde) l'Orsa Maggiore ('l Carro) era già scomparsa, vidi accanto a me un vecchio (veglio) solitario, degno nel suo aspetto (in vista) di tanta venerazione (reverenza) che nessun (alcun)figlio ne deve (dee) al padre una più grande (più). Portava una barba lunga e brizzolata (di pel bianco mista), simile ai suoi capelli, dei quali scendevano (cadeva) sul suo petto due lunghe ciocche (doppia lista).

37-39 ' I raggi delle quattro stelle (luci) sante adornavano (fregiavan) con la loro luce (di lume) il suo volto, al punto (sì) che io lo vedevo ('l vedea) come se il sole fosse di fronte (davante) a lui.

Dialogo con Catone

40-48 «Chi siete voi che, risalendo in direzione opposta (contro) al corso del fiume sotterraneo (cieco), siete fuggiti dalla prigione eterna (dell'Inferno)?», egli (el) disse, muovendo la sua venerabile barba (oneste piume). «Chi vi ha guidati, o che cosa (che) vi illuminò (fu lucerna) il percorso, nell'uscire (uscendo) fuori del buio (notte) profondo che rende (fa) sempre oscura (nera) la voragine (valle) infernale? Le leggi dell'Inferno (abisso) sono state a tal punto (così) infrante (rotte) da voi? Oppure in Paradiso (Ciel) è stato stabilito (mutato) un nuovo decreto (consiglio), grazie al quale (che) voi, pur essendo dannati, venite davanti (a) alle rocce (grotte)del monte di cui sono custode (mie)?».

Virgilio spiega la missione

49-57 Allora Virgilio, la mia guida (duca), mi afferò (diè di piglio), e con parole, con le mani e con cenni mi fece piegare le ginocchia e abbassare gli occhi in segno di reverenza (reverenti mi fé le gambe e 'l ciglio). Poi (Poscia) gli (lui) rispose: «Non sono venuto qui di mia iniziativa (Da me): dal Paradiso (del Ciel) scese una donna, per le cui preghiere (prieghi) soccor-si (sovvenni) costui con la (de la) mia compagnia. Ma dal momento che (da ch') è tuo desiderio (voler) che ti sia spiegata più ampiamente (più si spieghi di) la nostra condizione quale essa veramente è (è vera), il mio volere non può essere tale che la spiegazione ti sia negata (a te si nieghi).

58-66 Costui non vide mai il giorno della morte fisi-ca (l'ultima sera); ma per la sua colpa (follia) fu così vicino alla morte spirituale (le), che sarebbe passato (a volger era) pochissimo tempo (perché egli si perdesse nella dannazione). Così (Sì) come io ho già detto, fui mandato in suo aiuto (ad esso) per salvarlo (lui campare); e non vi (lì) era altra via di scampo che questa per la quale io mi sono incamminato (messo). Gli (lui)ho mostrato finora tutte le anime dannate (gente ria); e ora ho intenzione (intendo) di mostrargli quegli spi-riti che si purificano (purgan sé) sotto la tua autorità (balia).

67-72 Come io l'abbia guidato (l'ho tratto) fin qui, sarebbe (saria) lungo riferirtelo (a dirti); dal cielo (de l'alto) scende una forza (virtù) che mi aiuta a condurlo a vederti e ad ascoltarti. Ora ti prego (ti piaccia) di accogliere benevolmente (gradir) il suo arrivo (venuta): egli va cercando la libertà, che è così preziosa (sì cara), come sa chi per essa rinuncia (rifiuta) alla vita.

73-75 lo sai bene ('l sai), perché (ché) per la libertà (per lei) non ti dispiacque (non ti fu amara)affrontare la morte volontaria in Utica, dove lasciasti il tuo corpo (vesta) che nel giorno del Giudizio uni-versale (al gran dì) sarà così luminoso (sì chiara).

76-84 Le eterne leggi (editti) di Dio non sono state violate (guasti) da (per) noi, perché costui è vivo e io non sono sottoposto alla giurisdizione (me non lega) di Minosse; ma sono un'anima del Limbo, il cerchio infernale dove risplendono (son) gli occhi puri (casti) di tua moglie Marzia, che nel suo aspetto ('n vista) sembra ancora pregarti, o animo venerabile (santo petto), che tu la consideri sempre come tua moglie (per tua la tegni): in nome del (per lo) suo amore dun-que esaudisci il nostro desiderio (a noi ti piega) Idi proseguire). Lasciaci (Lasciane) andare per le sette cornici (regni) poste sotto la tua custodia (tuoi); rin-grazierò Marzia (grazie riporterò a lei) per la tua benevolenza (di te), se ti degni di essere ricordato (mentovato) laggiù nel Limbo».

Catone concede il permesso

85-93 «Marzia mi fu tanto cara (piacque tanto a li occhi miei) finché io vissi (mentre ch'i' fu') sulla terra (di là)», disse allora Catone (elli), «che le concessi Gei) tutti i favori che (quante grazie) ella volle (volse) da me. Tuttavia, ora che essa risiede (dimora) al di là dell'Acheronte, il fiume infernale (mal fiume) (cioè nel Limbo), non può più avere influenza (muover) su di me, in forza di (per) quella legge che fu stabilita (fatta) quan-do io uscii fuori. Ma se una donna del Paradiso (Ciel) ti induce ad andare (move) e ti guida (regge), come tu dici (di'), non c'è bisogno (non c'è mestier) di usare lusinghe: è pienamente sufficiente (bastisi ben) che tu me lo richieda (mi richegge) in suo nome (per lei).

94-99 Prosegui (Va) dunque, e provvedi a (fa che) cingere (ricinghe) la vita di costui con un (d'un) giunco liscio (schietto) e a lavargli il viso, in modo da (sì ch') cancellare (stinghe) di lì (quindi) ogni sporcizia; perché (ché) non sarebbe decoroso (si converria) comparire davanti al primo servitore (ministro) di Dio, che è uno degli angeli (di quei) del Paradiso, con gli occhi offu-scati (sorpriso) da qualche impurità (alcuna nebbia).

100-108 Quest'isola solitaria (isoletta) tutt'intorno nella sua parte più bassa (ad imo ad imo), laggiù nel punto (colà) dove le onde del mare la colpiscono, produce (porta) dei (di) giunchi sulla molle fanghiglia (limo):nessun'altra pianta che producesse (facesse) rami fron-dosi (fronda) o avesse un tronco rigido (indurasse) vi potrebbe (puote) crescere (aver vita), perché (però ch') non si piega (non seconda) ai colpi delle onde. In segui-to (Poscia) il vostro ritorno (reddita) non sia da questa parte (di qua); il sole, che ormai sta sorgendo (surge), vi mostrerà (mosterrà) come incamminarvi (prendere) sul monte per una salita più agevole (lieve)».

109-114 Dopo aver detto ciò(così), Catone scomparve;e io mi rialzai senza parlare e mi accostai strettamente (tutto mi ritrssi) alla mia guida (duca), e rivolsi (drizzai) i miei occhi verso di lui. Egli (Virgilio) incominciò: «Figliolo, segui i miei passi: vogliamoci indietro, perché da questa parte questa pianura scende (dichina) verso il suo punto più basso.

115-120 Il chiarore dell'alba vinceva il buio dell'ultima ora della notte che fuggiva davanti a essa, così (si) che, pur da lontano, riuscii a distinguere il tremolio delle onde del mare (il tremolar de la marina). Noi camminavamo attraverso (per) la solitaria pianura come chi ritorna verso la strada smarrita e sente di camminare inutilmente (in vano) finché non l'abbia ritrovata.

121-129 Quando noi giungemmo là dove la rugiada resiste al calore del sole, perché si trova in un luogo dove, all'ombra, evapora molto lentamente, Virgilio, il mio maestro, poser delicatamente (soavemente) entrambe (ambo) le mani aperte sulla tenera erba: per cui io, che compresi subito il motivo del suo gesto, rivolsi verso di lui le mie guance rigate di lacrime; lì Virgilio mi rese interamente visibile quel colore naturale che l'Inferno mi aveva nascosto.

130-136 Raggiungemmo poi la spiaggia solitaria, che non vide mai solcare le sue acque da parte di un uomo che poi sia stato capace di tornare. Là Virgilio mi cinse i fianchi così come volle Catone: oh meraviglia! infatti l'umile pianta ricrebbe immediatamente tale quale egli, scegliendola, la colse nello stesso luogo dal quale l'aveva strappata.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'Invocazione alle Muse nel contesto della poesia?
  2. L'Invocazione alle Muse rappresenta un momento cruciale in cui il poeta chiede ispirazione e aiuto per continuare il suo canto, sottolineando la sua devozione verso le Muse e il desiderio di elevare la sua poesia (7-12).

  3. Che ruolo ha Catone nel dialogo con Virgilio e il protagonista?
  4. Catone, custode del monte, interroga il protagonista e Virgilio riguardo alla loro presenza, mostrando una grande venerazione e stabilendo le leggi dell'Inferno che devono essere rispettate (40-48).

  5. Come viene descritta la bellezza del cielo e delle stelle?
  6. Il cielo è descritto come un luogo di gioia, con un azzurro simile a uno zaffiro e quattro stelle mai viste prima, simbolo di speranza e meraviglia (13-22).

  7. Qual è la missione di Virgilio nei confronti del protagonista?
  8. Virgilio è stato mandato per guidare il protagonista verso la salvezza, mostrando le anime dannate e quelle in purificazione, con l'intento di condurlo verso la libertà (49-66).

  9. Qual è l'importanza del giunco e del lavaggio del viso per il protagonista?
  10. Il giunco e il lavaggio del viso simboleggiano la purificazione necessaria per presentarsi davanti a Catone, rappresentando un atto di rispetto e preparazione per il viaggio verso il Paradiso (94-100).

Domande e risposte

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