Concetti Chiave
- Dante invoca Apollo per ricevere sostegno nella scrittura della terza cantica, simboleggiando un legame con la divinità e la Grazia divina.
- Le metafore e le similitudini sono utilizzate per rendere vividi concetti complessi, come la Grazia paragonata a un vaso e la luce del sole a un lago.
- Il paragone tra la salita di Dante verso il Paradiso e il movimento di un fiume sottolinea la naturalezza del suo percorso ascensionale.
- Lo sguardo di Beatrice è paragonato a quello di un'aquila, evidenziando la sua intensità e la potenza del suo sguardo.
- L'istinto infuso da Dio è rappresentato attraverso la metafora della corda, mentre l'aspirazione verso i piaceri terreni è paragonata alla caduta del fulmine.
vv.
Invocazione ad Apollo
13-36 - Dante si rivolge ad Apollo perché gli fornisca il suo aiuto nella stesura della terza cantica. Il dio Apollo è l’allegoria di Gesù Cristo.
v.
Metafore e similitudini
14 – Colui che riceve la Grazia divina è paragonato ad un vaso. Uso della metafora
vv. 19-21- Dante invoca la forza di Apollo affinché gli offra il suo sostegno nella stesura del Paradiso e chiede che egli utilizzi la stessa forza che ha dimostrato nella gara con Marsia. Similitudine
vv. 25-26 – Il termine “legno” sta ad indicare l’alloro che, con le sue foglie indica la gloria conseguita con la poesia. In questi due versi troviamo quindi la metonimia e la metafora.
v. 36 . Il nome proprio Cirra, che è una delle due cime del Parnaso, in questo verso indica il dio Apollo. Si tratta di una metonimia.
v. 38 - “Lucerna del mondo”! è una parafrasi che sta ad indicare il sole.
v. 41 - “la mondana cera” è una parafrasi che indica la materia del mondo, il termine “cera” dà l’impressione di una materia facile da plasmare.
v.
Paragoni e allegorie
48 – Lo sguardo di Beatrice è paragonato allo sguardo acuto di un’aquila intenta a fissare intensamente il sole. Paragone
v. 60 - Lo sfavillare del sole è paragonato allo sfavillare di un pezzo di ferro incandescente, che esce dalla forgia, pronto per essere lavorato. Paragone
vv.
Similitudini e metafore
67-69 – Nel contemplare Beatrice, Dante trasuma, cioè esce dai limiti umani, come successe a Glauco che fu trasformato in divinità marina, dopo aver mangiato un’erba miracolosa, come narra Ovidio nelle Metamorfosi. Si tratta di una similitudine.
vv.79-81 – La luce del sole è talmente immensa che non può nemmeno essere paragonata ad un grande lago formatosi, in seguito alla pioggia o al confluire di un corso d’acqua. Paragone
vv.
Movimento e ascensione
92-93 – Il movimento ascensionale di Dante e paragonato al movimento del fulmine che cade sulla terra. In questo caso è da notare la struttura antitetica fra il moto di allontanamento del fulmine dalla sua sede naturale e quello di avvicinamento dell’anima a Dio. Paragone
vv. 122-114 Il fine di tutte le creature è indicato dal termine “porti”, mentre lo spazio dell’universo è raffigurato dal termine “mar”. Si tratta di due metafore.
vv.
Istinto e natura
125-126 L’istinto infuso da Dio ogni creatura è rappresentata dalla corda da cui derivano, nel verso successivo, i due termini “segno” e “scocca”. Si tratta di una metafora.
vv. 133-135 L’istinto naturale invece di indirizzarsi verso Dio, può aspirare verso i piaceri terreni; nello stesso modo succede che il fulmine cada sulla terra e qui si scarichi, invece di indirizzarsi verso la sfera del fuoco. Similitudine
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Ascesa e paragoni
136-141 Abbiamo il paragone fra la salita di Dante verso il Paradiso e lo scorrere di un fiume. Entrambi sono considerati eventi naturali perché l’ascesa di Dante è naturale come lo scendere a valle di un fiume. Neui due versi abbiamo un altro paragone: Dante seduto immobile nel Purgatorio desterebbe stupore come una fiamma ardente, ma immobile. In questo caso, il secondo termine di paragone rappresenta un evento impossibile e prende, per questo, il nome di adynaton
Domande da interrogazione
- Perché Dante invoca Apollo all'inizio della terza cantica?
- Qual è il significato della metafora del vaso nella Grazia divina?
- Come viene rappresentata la gloria poetica attraverso il termine "legno"?
- In che modo Dante paragona il suo movimento ascensionale?
- Qual è il significato del paragone tra la salita di Dante e lo scorrere di un fiume?
Dante si rivolge ad Apollo per ricevere aiuto nella stesura del Paradiso, considerandolo un'allegoria di Gesù Cristo (vv. 13-36).
Colui che riceve la Grazia divina è paragonato a un vaso, evidenziando l'importanza di essere aperti a tale dono (v. 14).
Il termine "legno" si riferisce all'alloro, simbolo della gloria conseguita con la poesia, utilizzando metonimia e metafora (vv. 25-26).
Dante paragona il suo movimento ascensionale a quello del fulmine, evidenziando l'antitesi tra il suo avvicinamento a Dio e il moto di allontanamento del fulmine dalla sua sede naturale (vv. 92-93).
La salita di Dante verso il Paradiso è paragonata al naturale scorrere di un fiume, sottolineando che entrambi i movimenti sono eventi naturali (vv. 136-141).