Concetti Chiave
- I conflitti italo-etiopi si svolsero in diverse fasi tra il 1894 e il 1941, evidenziando le tensioni tra Italia ed Etiopia e l'intervento di forze alleate durante la Seconda Guerra Mondiale.
- Il Trattato di Uccialli del 1889, firmato tra Italia ed Etiopia, conteneva ambiguità che portarono alla rottura dei rapporti tra le due nazioni nel 1893.
- La sconfitta italiana ad Adua nel 1896 segnò la fine delle aspirazioni italiane di stabilire un protettorato sull'Etiopia, forzando un accordo di pace.
- La conquista dell'Etiopia nel 1935-1936 fu facilitata da un massiccio impegno logistico e dall'uso di armi proibite, culminando nella caduta di Addis Abeba.
- Durante la Seconda Guerra Mondiale, il dominio italiano in Africa Orientale terminò con la capitolazione del Duca d'Aosta nel 1941, a seguito dell'avanzata delle forze britanniche e francesi.
Conflitti italo-etiopi
Con questo termine si indicano i conflitti che opposero gli Italiani agli Etiopi (1894-1896 e 1935-1936), poi agli alleati britannici e francesi durante la seconda guerra mondiale (1940-1941).
Trattato di Uccialli
Dopo la sua installazione in Eritrea (1885) e Somalia (1888), l'Italia cercò di riunire questi due territori, il che implicava l'invasione dell'Etiopia su cui l'Italia cercò di stabilire il suo "protettorato". Due colonne militari italiane furono massacrate dagli Etiopi a Dogali e Saganeiti; questo fallimento portò dapprima l'Italia a trattare con il Negus, il re d'Etiopia, Menelik con il Trattato di Uccialli del 1889. Il trattato fu redatto in italiano e in aramaico, ma le due versioni erano diverse: in base al testo italiano l’Etiopia diventava un vero e proprio protettorato dell’Italia, mentre in aramaico era scritto che il negus, a sua discrezione avrebbe potuto ricorrere al sostegno italiano solo e qualora lo avesse ritenuto necessario. Nel 1893, Menelik denunciò l’ambiguità del trattato e ruppe con Roma.
Sconfitta italiana ad Adua
L’Italia inviò quindi un esercito di 30.000 uomini, comandato da Baratieri; dopo aver ottenuto successi a Coatit e Addigrat, nel gennaio-marzo 1895), ma fu pesantemente sconfitto ad Amba Alagi il 7 dicembre dello stesso anno e ad Adua il 1º marzo 1896) dagli Etiopi che avevano mobilitato 150.000 uomini. Questa grave sconfitta costrinse l'Italia a rinunciare alle sue intenzioni di protettorato etiope e la pace fu firmata ad Addis Abeba il 26 ottobre 1896.
Conquista italiana dell'Etiopia
Mussolini, determinato a conquistare l’Etiopia e a fondare un Impero, aprì le ostilità il 3 ottobre 1935. L'esercito italiano, con 10 divisioni (tra cui 5 di camicie nere e un folto corpo di truppe indigene reclutate in particolare in Eritrea), sostenuto da 10 gruppi corazzati e 11 squadroni dell'aviazione, attaccò le forze etiopi dall'Eritrea e dalla Somalia, le forze etiopi, radunate intorno ai 4.000 uomini della guardia del nuovo negus, Haile Selassiè.
Il maresciallo De Bono occupò Adua, poi Aksum e Maqalié. Poco dopo, però, mentre De Bono fu sostituito da Badoglio, gli Etiopi riuscirono a respingere le avanguardie italiane nelle due battaglie di Tembien. Gli italiani raccolsero quindi 280.000 uomini e riuscirono ad aggirare e dislocare il fronte etiope nel febbraio 1936. In un exploit finale, il Negus, che aveva raccolto 40.000 uomini, sfondò gli avamposti italiani al lago Ashangi, ma si arenò sulle linee principali e dovette rifugiarsi nelle montagne.
Resistenza etiope e caduta di Addis Abeba
Nel frattempo, una colonna motorizzata italiana lasciò Asmara e occupò Om Ager, poi Gondar. Il negus fuggì a Gibuti il 1º maggio 1936 e il 5 maggio Addis Abeba cadde. Il 10 maggio le forze italiane provenienti dall'Eritrea si incrociarono con quelle somale, comandate da Graziani, la cui ultima offensiva, condotta in aprile ad Harar e Dagamedo, aveva permesso la rottura del fronte orientale. Badoglio, a cui successe Graziani, fu nominato viceré d'Etiopia.
L’esercito italiano dovette il loro successo sia ad un immenso sforzo logistico che al ruolo di primo piano dell’ aviazione e dei carri armati. Come tale – e a parte l'uso da parte degli Italiani di gas da combattimento proibiti dal diritto internazionale – questa campagna prefigura i combattimenti della seconda guerra mondiale.
Seconda guerra mondiale in Africa orientale
Nell'agosto 1940, il Duca d'Aosta, comandante in capo dell’ Africa Orientale Italiana, occupò la Somalia britannica, evacuata dagli inglesi, arrivò fino a Kassala (Sudan) e minacciò Nairobi (Kenya). Ma nel novembre dello stesso anno, le truppe britanniche, comandate da Cunningham, dal Kenya entrarono nella Somalia italiana, dove occuparono Kismaayo e Mogadiscio nel febbraio 1941, ed entrarono ad Addis Abeba, la capitale dell'Etiopia, il 5 aprile.
Continuando la loro marcia verso nord per incontrare le forze del generale William Platt, che, provenienti dal Sudan e rinforzate da elementi francesi, avevano invaso l'Eritrea, costrinsero il duca d'Aosta, che si era rifugiato sull'altopiano di Amba Alagi, a capitolare il 19 maggio con i suoi 7.000 uomini. L'avanzata degli Alleati era stata facilitata dall'esistenza di molti resistenti, formatisi fin dall'inizio dell'occupazione italiana.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali conflitti tra Italia ed Etiopia?
- Che ruolo ebbe il Trattato di Uccialli nel conflitto italo-etiopico?
- Quali furono le conseguenze della sconfitta italiana ad Adua?
- Come si sviluppò la conquista italiana dell'Etiopia sotto Mussolini?
- Quale fu il ruolo della resistenza etiope durante l'occupazione italiana?
I conflitti italo-etiopi si verificarono in due periodi principali: dal 1894 al 1896 e dal 1935 al 1936, con l'Italia che affrontò anche gli alleati britannici e francesi durante la seconda guerra mondiale (1940-1941).
Il Trattato di Uccialli del 1889, redatto in versioni diverse, portò a un malinteso tra Italia ed Etiopia, con l'Italia che considerava l'Etiopia un protettorato, mentre il Negus Menelik interpretava il trattato in modo diverso, portando alla rottura con Roma nel 1893.
La sconfitta italiana ad Adua il 1º marzo 1896 costrinse l'Italia a rinunciare alle sue ambizioni di protettorato sull'Etiopia e portò alla firma di un trattato di pace ad Addis Abeba il 26 ottobre 1896.
Mussolini avviò la conquista dell'Etiopia il 3 ottobre 1935, utilizzando un esercito di 280.000 uomini e attaccando le forze etiopi, ma incontrò resistenza nelle battaglie di Tembien prima di riuscire a occupare Addis Abeba nel maggio 1936.
La resistenza etiope, che si formò fin dall'inizio dell'occupazione italiana, facilitò l'avanzata delle truppe britanniche nel 1941, contribuendo alla caduta dell'occupazione italiana in Etiopia e alla capitolazione del Duca d'Aosta.