Concetti Chiave

  • La scelta di Cosimo di vivere sugli alberi rappresenta una decisione bizzarra che evolve in un atto consapevole e irrinunciabile nel corso del romanzo.
  • Il rifiuto di Cosimo di mangiare lumache cucinate dalla sorella simboleggia la sua volontà di rinunciare alle convenzioni sociali e di vivere secondo la legge di natura, in linea con il pensiero di Rousseau.
  • Biagio, il fratello minore di Cosimo, funge da narratore e commentatore, contribuendo a delineare la personalità di Cosimo attraverso un punto di vista benevolo e curioso.
  • Il Barone Arminio incarna i valori di una società conservatrice, mentre la madre, una Generalessa austriaca, mostra un carattere autoritario ma anche momenti di tenerezza materna.
  • Cosimo, pur vivendo sugli alberi, dimostra di essere "figlio del suo tempo" e cerca di apprendere dalle opportunità storiche del Settecento, affermando la sua indipendenza fin da giovane.

Indice

  1. Qual è la scelta di Cosimo?
  2. Il rifiuto delle convenzioni
  3. Il barone e la madre
  4. Cosimo e la Storia

Qual è la scelta di Cosimo?

Al centro della storia è la decisione di Cosimo di vivere sugli alberi, una decisione bizzarra e inizialmente quasi casuale, ma che diviene nel corso del romanzo sempre più consapevole e irrinunciabile.

Il rifiuto delle convenzioni

Il rifiuto di sottostare all'imposizione paterna di mangiare delle lumache, cucinate dalla sorella Battista, si trasforma infatti in una scelta di vita, che rappresenta la rinuncia alle strutture del vivere sociale e richiama il messaggio settecentesco della superiorità della legge di natura teorizzata dal filosofo ginevrino Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) rispetto alle convenzioni civili dell'epoca. Cosimo incarna la volontà di non sottostare alle regole e alle imposizioni e di contestare la realtà comune costruendone un'altra, più libera e alternativa.

Nell'intraprendere «un viaggio che può restare senza ritorno», un po' infantilmente Cosimo lo spiega con una metafora: «"Ma io dagli alberi piscio più lontano!" ».

La narrazione dei fatti è affidata a Biagio, fratello minore di Cosimo. Abbiamo, quindi, un punto di vista interno: il narratore non solo è spettatore interessato, ma spesso anche commentatore delle vicende. Nel corso del romanzo la contrapposizione tra i due fratelli contribuisce a marcare alcuni dei tratti più caratteristici della personalità di Cosimo, pur attraverso uno sguardo che si mantiene sostanzialmente benevolo e curioso. È Biagio, infatti, a incalzare Cosimo con domande, a stuzzicarlo per avere informazioni sulla nuova vita che sta organizzando per sé. Inoltre, Biagio è l'unico della famiglia a preoccuparsi di Cosimo quando comincia piovere. Attorno a Cosimo si muove tutta una serie di personaggi che sono sia espressione di una precisa realtà storica sia singolari tipi umani. Nel brano presentato, oltre a Biagio, spiccano la figura del padre di Cosimo, il Barone Arminio, e della madre, la Generalessa.

Il barone e la madre

• Il Barone incarna i valori di una società rigida e conservatrice: si preoccupa che il figlio si comporti da «gentiluomo» e che subito riprenda i doveri che impone il suo «stato». Così, non stupisce che organizzi per Cosimo lezioni "aeree" di latino con grande disagio per l'anziano precettore.

• La madre, una Generalessa austriaca, viene descritta come un personaggio abituato a osservare ogni cosa con il vigile occhio di un comandante sul campo di battaglia. Eppure, in lei si scorge anche un carattere più "umano", che rivela tratti di improvvisa tenerezza e sollecitudine materna.

Secondo volume de I nostri antenati, Il barone rampante è il romanzo più ampio della trilogia. È ambientato nel Settecento, in un'epoca decisamente più vicina alla nostra rispetto al Seicento del visconte dimezzato e al Medioevo del Cavaliere inesistente. La cornice storica in cui si snoda il romanzo è infatti caratterizzata da importanti avvenimenti storici e culturali che hanno profondamente influito sugli sviluppi del pensiero moderno, dall'Illuminismo alla Rivoluzione francese ai mutamenti indotti dalle guerre napoleoniche.

Cosimo e la Storia

Cosimo è davvero "figlio del suo tempo" e pur restando sui suoi amati alberi, sembra avere tutte le intenzioni di cogliere e mettere a frutto le opportunità e gli stimoli offerti dalla Storia, fin da quando, ad appena dodici anni, dichiara «Non intendo obbedirvi, signor padre [...], me ne duole» e «Per essere pochi metri più su, credete che non sarò raggiunto dai buoni insegnamenti?».

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la decisione centrale di Cosimo nel romanzo?
  2. Cosimo decide di vivere sugli alberi, una scelta inizialmente bizzarra che diventa sempre più consapevole e irrinunciabile nel corso della storia.

  3. Come si manifesta il rifiuto delle convenzioni da parte di Cosimo?
  4. Cosimo rifiuta di mangiare lumache cucinate dalla sorella, trasformando questo rifiuto in una scelta di vita che simboleggia la sua volontà di non sottostare alle regole sociali e di abbracciare la legge di natura, come teorizzato da Rousseau.

  5. Qual è il ruolo di Biagio nella narrazione?
  6. Biagio, il fratello minore di Cosimo, funge da narratore e commentatore, ponendo domande e mostrando preoccupazione per Cosimo, il che aiuta a delineare la personalità di Cosimo attraverso il suo sguardo benevolo e curioso.

  7. Come sono rappresentati il padre e la madre di Cosimo?
  8. Il padre, il Barone Arminio, incarna valori conservatori e rigidi, mentre la madre, una Generalessa austriaca, mostra un carattere autoritario ma anche tratti di tenerezza e sollecitudine materna.

  9. In che modo Cosimo si relaziona con il contesto storico del Settecento?
  10. Cosimo, pur vivendo sugli alberi, è "figlio del suo tempo" e cerca di cogliere le opportunità offerte dalla Storia, dimostrando la sua volontà di apprendere e di non obbedire alle imposizioni paterne fin da giovane.

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