Concetti Chiave
- La città del topo rappresenta la realtà distopica, caratterizzata da una vita frenetica e competitiva, mentre la città della rondine simboleggia un'utopia desiderata di libertà e armonia.
- La profezia della Sibilla annuncia l'arrivo della città della rondine, dove gli individui si librano nel cielo d'estate, liberandosi dalle negatività e celebrando la vita.
- Il dualismo tra le città è evidente nella figura del pipistrello, simbolo di un stadio intermedio che riflette le imperfezioni del presente e la necessità di un miglioramento continuo.
- Calvino identifica l'utopia della città della rondine con momenti di spontaneità e gratuità, dove le azioni disinteressate possono portare a cambiamenti positivi e inaspettati.
- Il testo invita a riconoscere i difetti e le limitazioni del presente, mantenendo l'umiltà necessaria per perseguire un ideale di miglioramento verso la città della rondine.
La città del topo e della rondine
Nasce quasi come l’Egloga di Virgilio, nella prospettiva dell’età dell’oro, la città reale è quella del topo, mentre il sogno si incarna nell’allegoria della città della rondine: città distopica e utopica. La Sibilla dice di vedere entrambe le due città, la Marozia di oggi è la città del topo, “dove tutti corrono in cunicoli di piombo come branchi di topi che si strappano di sotto i denti gli avanzi caduti dai denti dei topi più minacciosi”.
La profezia della Sibilla
Ma la città della rondine, che si può classificare come una città nascosta, del cielo e del desiderio, sta per arrivare “tutti voleranno come le rondini nel cielo d’estate, esibendosi in volteggi ad ali ferme, sgombrando l’aria da zanzare e moscerini”.
Il dualismo e la città del pipistrello
Il dualismo è riconoscibile anche qui, dal punto di vista spaziale e temporale, Marco Polo ritorna e gli annunciano che la profezia di Sibilla si è avverata ma lui, guardandosi intorno non la riconosce. “Le ali che ho visto in giro sono quelle d’ombrelli diffidenti sotto i quali palpebre pesanti s’abbassano sugli sguardi; gente che crede di volare c’è”, la profezia è stata quindi male interpretata e l’età dell’oro si è realizzata solo in parte, quello che appare non è infatti la terra promessa, semmai è la “città del pipistrello”, che non è altro che un topo con le ali. Questo significa che la città cui possiamo legittimamente aspettarci di realizzare, è una via di mezzo tra le due città del topo e della rondine, proprio perché siamo ad uno stadio intermedio [del pipistrello], dobbiamo continuare a sforzarci di muovere in quella direzione, non dobbiamo illuderci di aver realizzato la nostra metamorfosi, bensì avere l’umiltà di riconoscere i difetti che continuano a persistere in questo sforzo di miglioramento.
L'utopia della città della rondine
Calvino ci dà un ulteriore suggerimento, ha un’idea chiara e legata all’utopia della città della rondine, di cui dice “nel cielo d’estate si chiamano come in gioco, quando meno te lo aspetti vedi aprirsi uno spiraglio di una città diversa, che scompare poco dopo. Forse tutto sta a sapere quali parole pronunciate, quali gesti compiere, oppure basta che qualcuno faccia qualcosa per il solo piacere di farla e perché il suo piacere diventi quello altrui”. I miglioramenti avvengono quindi quasi senza volerlo, senza un’intenzione precisa, quando si fa qualcosa di gratuito per il solo gusto di farlo e sapendo di far piacere a qualcun altro, ci avviciniamo alla città della rondine.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato delle due città, quella del topo e quella della rondine?
- Come viene interpretata la profezia della Sibilla da Marco Polo?
- Qual è l'importanza dell'umiltà nel processo di miglioramento secondo il testo?
- Come si può avvicinarsi alla città della rondine secondo Calvino?
La città del topo rappresenta la realtà distopica, caratterizzata da corse frenetiche e lotte per la sopravvivenza, mentre la città della rondine simboleggia un ideale utopico di libertà e bellezza, dove le persone volano nel cielo come rondini (testo).
Marco Polo scopre che la profezia della Sibilla è stata male interpretata; ciò che appare non è la terra promessa, ma una "città del pipistrello", un compromesso tra la città del topo e quella della rondine, evidenziando la necessità di riconoscere i difetti nel nostro sforzo di miglioramento (testo).
L'umiltà è fondamentale per riconoscere i difetti persistenti nel nostro cammino verso il miglioramento; dobbiamo continuare a sforzarci di progredire senza illuderci di aver già raggiunto la metamorfosi desiderata (testo).
Calvino suggerisce che i miglioramenti avvengono in modo spontaneo, quando si compiono azioni gratuite per il piacere di farlo e per il bene altrui; questo atteggiamento ci avvicina alla città della rondine (testo).