Concetti Chiave
- Il protagonista, il visconte Medardo, vive un'incompletezza esistenziale, diviso tra le sue due metà, il Buono e il Gramo, che rappresentano forze opposte.
- Il romanzo presenta un microcosmo di personaggi imperfetti, come vedove e orfani, che rispecchiano la stessa incompletezza del visconte e arricchiscono la narrazione.
- Il dottor Trelawney, personaggio eccentricamente poco interessato alla medicina, aggiunge un tocco di ironia e critica sociale al racconto.
- Pamela, l'oggetto dell'affetto dei due mezzi visconti, non giustifica il loro amore, evidenziando l'assurdità delle loro rivalità.
- Calvino propone un dualismo interpretativo, con un livello narrativo accessibile e un secondo livello allegorico che invita a riflettere sulle complessità dell'animo umano.
Indice
Qual è l'incompletezza del protagonista?
Il protagonista del romanzo è caratterizzato da un tratto peculiare: l'incompletezza. Il visconte Medardo, infatti, non esiste più come uomo completo, ma agisce, pensa e prova emozioni attraverso le sue due metà divise: il Buono e il Gramo. Di fatto, il visconte si presenta come due personaggi distinti e contrapposti tra loro, che solo a conclusione del romanzo ritroveranno la loro unità iniziale. Nella loro descrizione, Calvino esaspera in modo esemplare questa contrapposizione: ciascuna metà, infatti, manifesta in modo eccessivo la natura che la caratterizza. E così il Gramo è cinico e totalmente malvagio, mentre il Buono è generoso e disponibile con il prossimo fino a diventare insopportabile e invadente.
Il microcosmo dei personaggi
Attorno al protagonista si muove un microcosmo di altri personaggi che hanno come comun denominatore l'essere tanto imperfetti e incompleti quanto il visconte: vedove, orfani, malati, mendicanti, donne adultere, bevitori incalliti.
Spiccano in particolare due personaggi: il dottor Trelawney, che ha nome e cittadinanza di uno dei personaggi del celebre romanzo L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson (probabilmente una divertita citazione di Calvino), e la contadina Pamela.
• Trelawney è un medico che, invece di essere spinto dall'amore per la ragione e per la scienza, è scarsamente interessato alla medicina e ha comportamenti spesso stravaganti (ad esempio, prova «ritrosia a metter piede nelle case altrui e ad avvicinare malati che non sapeva cos'avessero»).
› Pamela è la ragazza di cui sono innamorati entrambi i mezzi visconti, ma la sua descrizione non sembra affatto giustificare né il loro amore incondizionato né il duello finale tra il Gramo e il Buono. Pamela rimane una «rustica ragazza» a cui «della lettura non importava niente e se ne stava sdraiata in panciolle».
Il dualismo interpretativo
L'autore riesce così a operare uno sdoppiamento dei piani interpretativi:
• un primo livello puramente narrativo, semplice e comprensibile a tutti i lettori;
• un secondo livello allegorico-simbolico che apre una riflessione profonda sulla natura dell'animo umano e che richiede una più attenta interpretazione.
Se seguiamo le indicazioni di Calvino, ne consegue che il significato dell'allegoria del romanzo non sta tanto nella contrapposizione fra Bene e Male, quanto nella necessità di essere consapevoli delle tensioni contrapposte insite nell'animo umano. Nel finale del romanzo, quando viene ricomposta l'unità del visconte dimezzato, l'idea che si possa realizzare l'"uomo intero", privo di contraddizioni, viene presentata come un utopia. Calvino, infatti, scrive con ironia: «Forse ci s'aspettava che, tornato intero il visconte, s'aprisse un'epoca di felicità meravigliosa; ma è chiaro che non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo». In questo modo egli lascia al lettore, che forse si aspettava una conclusione simile a quella di una fiaba, una suggestione da approfondire.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'incompletezza del protagonista nel romanzo?
- Come si caratterizza il microcosmo dei personaggi attorno al protagonista?
- Qual è il dualismo interpretativo presente nel romanzo?
- Qual è la conclusione ironica che Calvino propone riguardo all'unità del visconte?
Il visconte Medardo rappresenta l'incompletezza umana, essendo diviso in due metà opposte: il Buono e il Gramo. Questa dualità evidenzia le contraddizioni dell'animo umano, che solo alla fine del romanzo ritrova la sua unità, ma non senza una riflessione sulla difficoltà di raggiungere un'umanità completa.
I personaggi che circondano il visconte sono altrettanto imperfetti e incompleti, includendo vedove, orfani e malati. Tra di loro spiccano il dottor Trelawney, un medico stravagante e poco interessato alla medicina, e Pamela, una ragazza rustica che suscita l'amore dei due visconti, ma la cui descrizione non giustifica tale affetto.
Il romanzo offre un doppio livello di lettura: uno narrativo, accessibile a tutti, e uno allegorico-simbolico, che invita a riflettere sulla complessità dell'animo umano. Calvino suggerisce che la contrapposizione tra Bene e Male non è l'essenza del racconto, ma piuttosto la consapevolezza delle tensioni interne all'essere umano.
Calvino conclude che il ritorno del visconte alla sua forma intera non garantisce la felicità universale, evidenziando che non basta un individuo completo per risolvere le contraddizioni del mondo. Questa riflessione lascia il lettore con un interrogativo profondo sulla natura della completezza umana.