Concetti Chiave

  • Calvino nacque a Cuba e si trasferì in Italia all'età di 2 anni, studiando agraria a Torino e Firenze, ma senza successo accademico.
  • Durante la Resistenza, si unì al Partito comunista e iniziò la sua carriera editoriale con Einaudi, dirigendo collane letterarie e scrivendo romanzi ispirati alla lotta partigiana.
  • Il soggiorno a Parigi dal 1967 al 1980 lo rese uno scrittore riconosciuto a livello internazionale, influenzato dalla semiologia e dal gruppo Oulipo, che introdusse vincoli matematici nella sua narrativa.
  • Tornato in Italia nel 1980, Calvino rifletté sul ruolo dell'intellettuale in un contesto sociale in cambiamento, come evidenziato nel romanzo "Palomar".
  • La sua filosofia letteraria enfatizzava una narrativa semplice e lineare, con un uso di simboli e allegorie per esplorare il tempo presente attraverso la fantasia.

Infanzia e formazione accademica

Nacque il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, a Cuba, dove il padre Giacomo dirigeva una stazione di agricoltura sperimentale, ma alla sola età di 2 anni la famiglia rientrò in Italia per stabilirsi a Sanremo. Dopo il diploma liceale nel 1941 si iscrisse alla facoltà di Agraria a Torino, dove il padre agronomo insegnava agricoltura tropicale, Calvino si trasferì poi alla facoltà di Agraria e Scienze forestali a Firenze, in entrambi i casi però condusse gli studi con scarso successo.

Esperienza partigiana e carriera editoriale

Nel frattempo, con la caduta del fascismo il 25 luglio 1943 e la lotta di liberazione, fecero maturare in lui la decisione di entrare nel Partito comunista italiano e di unirsi alle formazioni partigiane che operavano sulle Alpi Marittime, tra Piemonte e Liguria, combattere contro il nazifascismo fu un’esperienza determinante sia per la sua militanza politica che per il suo mutamento di interessi culturali: dopo la guerra frequentò la facoltà di Lettere dell’Università di Torino. La casa editrice Einaudi, fu la più grande officina culturale della Torino del secondo dopoguerra, Calvino cominciò la sua collaborazione con oro come addetto all’ufficio stampa, con questo ingresso ebbe per lui inizio un esaltante periodo di lavoro editoriale: diresse la collana “Piccola Biblioteca Scientifico-letteraria” e, con Elio Vittorini, la serie sperimentale “Gettoni”. La stagione dei romanzi ispirata alla lotta partigiana, che va dal “Sentiero dei nidi di ragno” ai racconti di “Ultimo viene il corvo” lasciò ben presto il posto a una nuova fase di ricerca narrativa giocata sul doppio binario del racconto fiabesco e della critica, in parallelo a questi interessi elaborò una linea narrativa con cui intendeva analizzare alcuni aspetti della società contemporanea: il fenomeno dell’espansione urbanistica con “La speculazione edilizia”, le contraddizioni del processo di industrializzazione e i conseguenti problemi di inquinamento con “La nuvola di smog”.

Trasferimento a Parigi e influenze letterarie

Nel 1967, dopo la morte di Vittorini, si traferì a Parigi fino al 1980, ormai era uno scrittore affermato non solo presso la critica, ma anche tra il grande pubblico, la sua vita nella capitale francese non soltanto gli conferì la statura di autore internazionale, ma gli permise anche di entrare in contatto con un particolare tipo di sensibilità letteraria che coltivava interessi per la semiologia del francese Barthes. Attraverso lo scrittore Raymond Queneau, Calvino entrò nel gruppo di autori che aderivano all’Oulipo, ossia il Laboratorio di creazione potenziale, un cenacolo di intellettuali accumunati dall’idea che la creazione narrativa dovesse essere sottoposta a vincoli di origine matematica oppure regole formali e strutturali riconducibili a giochi di natura enigmistica, come i lipogrammi [testi in cui vengono omesse tutte le parole che contengono una determinata lettera]. I frutti di questa esperienza sono rintracciabili nel ciclo di libri strutturati “a incastro” o secondo dell’arte combinatoria che mostrano una rigorosa organizzazione fondata sull’equilibrio e simmetria.

Ritorno in Italia e riflessioni intellettuali

Nel 1980 tornò in Italia, stabilendosi a Roma, ritrovò un paese diverso rispetto a quello che aveva lasciato anni prima, impegnato nella lotta al terrorismo e nel pieno di quella fase di pensamento ideologico ricordata con il nome di riflusso. Nel 1983 uscì “Palomar”, romanzo in cui lo scrittore riflette sul ruolo svolto dall’intellettuale in questo mondo in trasformazione, anche la realtà dell’editoria andava modificandosi, mutando la propria natura da artigianato del libro a industria del libro e una grave crisi aziendale dell’Einaudi determinò il passaggio di Calvino come autore alla casa editrice milanese Garzanti. Trascorse i suoi ultimi anni con l’obiettivo di raccogliere i suoi testi sparsi, la testimonianza più importante di questa fase di organizzazione sta nelle sei conferenze che avrebbe dovuto tenere presso l’Università di Harvard, negli Stati Uniti, ma il lavoro venne interrotto a causa della sua morte nel 1985.

Stile narrativo e filosofia letteraria

Il gusto di Calvino oscilla tra l’attenzione agli eventi contemporanei, come la Resistenza, e le proiezioni fantastiche verso epoche anteriore o posteriori, come il medioevo di Kublai Khan e Marco Polo, queste digressioni narrative non rappresentano fughe dalla realtà, ma sono un’originale maniera di capire il tempo presente attraverso gli strumenti della fantasia e con un linguaggio fatto di simboli e allegorie. Si schiera a favore di una narrativa semplificata e priva di quegli artifici retorici che rendono difficoltosa la lettura, il bisogno di linearità e la ricerca di una lingua rapida e precisa sono un ideale che inseguirà sempre. Il principio di linearità introduce il concetto di leggerezza vuole indicare la capacità di toccare qualsiasi argomento con la giusta dose di disincanto e ironia. Calvino di può collocare nella categoria degli scrittori di testa, mossi dalla razionalità, il suo approccio con la materia narrata rimane infatti fortemente ancorato ad un procedimento logico-geometrico, scrivere per lui significa mettere ordine nel disordine, distinguendo tra gli scrittori che cedono al labirinto della complessità del reale e quelli che invece si oppongono.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'influenza della lotta partigiana sulla carriera di Calvino?
  2. La partecipazione di Calvino alla lotta partigiana ha segnato un cambiamento significativo nei suoi interessi culturali e politici, portandolo a frequentare la facoltà di Lettere e a scrivere romanzi ispirati alla Resistenza, come "Sentiero dei nidi di ragno" (testo).

  3. Come ha contribuito Calvino alla casa editrice Einaudi?
  4. Calvino ha iniziato a collaborare con Einaudi come addetto all'ufficio stampa, dirigendo successivamente la collana “Piccola Biblioteca Scientifico-letteraria” e la serie “Gettoni”, contribuendo così a un periodo di grande fermento culturale a Torino (testo).

  5. Quali sono le caratteristiche del suo stile narrativo?
  6. Lo stile di Calvino si distingue per la linearità e la ricerca di una lingua rapida e precisa, evitando artifici retorici e cercando di toccare argomenti complessi con leggerezza e ironia (testo).

  7. In che modo il trasferimento a Parigi ha influenzato Calvino?
  8. A Parigi, Calvino ha acquisito una dimensione internazionale come scrittore e ha interagito con il gruppo Oulipo, esplorando la creazione narrativa attraverso vincoli matematici e strutturali, che hanno arricchito la sua opera (testo).

  9. Qual è il significato del romanzo "Palomar" nella carriera di Calvino?
  10. "Palomar", pubblicato nel 1983, riflette le preoccupazioni di Calvino riguardo al ruolo dell'intellettuale in un mondo in cambiamento e segna un momento di transizione nella sua carriera, in un contesto editoriale in evoluzione (testo).

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