Concetti Chiave

  • Il Barone Rampante è un racconto d’avventura che integra elementi storici come la Rivoluzione Francese e la figura di Napoleone Bonaparte.
  • Il protagonista, Cosimo Piovasco di Rondò, decide di vivere sugli alberi a partire dall’età di dodici anni, rimanendo coerente nella sua scelta per tutta la vita.
  • La narrazione è caratterizzata da una focalizzazione interna, con il punto di vista del fratello Biagio che conferisce un alone di mistero a Cosimo.
  • Il racconto esplora temi di isolamento e ricerca di libertà, utilizzando la vita sugli alberi come allegoria della condizione umana contemporanea.
  • Lo stile di scrittura è scorrevole e colloquiale, con un tono umoristico che coinvolge il lettore e rende la lettura avvincente.

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Scheda de "Il barone rampante"

Titolo: Il barone rampante
Autore: Italo Calvino
Genere: Il Barone Rampante è un racconto d’avventura. Tuttavia vi compaiono alcuni elementi storici come La Rivoluzione Francese, La Restaurazione e Napoleone Bonaparte, il quale svolge una breve apparizione all’interno della storia.
Tempo: La vicenda inizia il 15 giugno 1767 e termina nel 1832 circa. Si svolge nell’arco della vita di Cosimo. I fatti scorrono sotto i nostri occhi con la stessa velocità con cui stiamo leggendo il testo. L’epoca è un periodo storico poiché vengono menzionati La Rivoluzione Francese, La restaurazione, Napoleone Bonaparte e la Campagna che fece in Russia.
Ambiente: I fatti narrati si svolgono a Ombrosa, un paese immaginario della riviera ligure, sugli alberi e a Olivabassa. Questi luoghi sono descritti abbastanza ampiamente. Sono tutti luoghi aperti e che acquistano un ruolo fondamentale nella narrazione.

Protagonista
Il protagonista del racconto è Cosimo Piovasco di Rondò. È un ragazzo figlio di un barone e di una generalessa e la sua caratteristica principale è quella della coerenza perché non cambierà mai idea sulla sua decisione di ribellione. Egli era esile, con le gambe arcuate e le braccia lunghe, molto agile ed ingegnoso. È anche molto testardo ed ha uno strano modo di superare le difficoltà: quello di nascondersi sugli alberi; è introverso, disubbidiente e talvolta bugiardo, ma sa portare a termine quello che incomincia con una grande forza di volontà. Culturalmente è molto colto, legge, conosce molte lingue ed è intelligente. Sale sugli alberi all’età di dodici anni e vi rimane fino a sessantacinque anni, età in cui muore.

Personaggi secondari
Viola: dapprima bambina con la quale Cosimo giocava e, spesso, veniva “preso in giro” e dopo donna della quale si innamorerà e con la quale vivrà una complicata e intensa relazione, con molte incomprensioni. Viola è un personaggio egocentrico, estroverso e imprevedibile, in grado di mettere in imbarazzo chiunque, come ha fatto con Cosimo. Sotto sotto, in lei, si nota una certa solitudine.
Ariminio Piovasco di Rondò: padre di Cosimo. È definito uomo noioso perché la sua vita è dominata da pensieri stonati, si interessa ad alleanze con i potentati vicini e lontani. Cerca più volte di persuadere suo figlio a scendere dagli alberi.
Generalessa Corradina di Rondò: moglie del barone e madre di Cosimo. Ella è figlia del generale Konrad von Kurtewitz che aveva occupato le loro terre. È una donnetta con la pelle rosata e il naso in su e ha una paterna passione militare; si dimostra comprensiva ed è forse l’unica che approva il comportamento di Cosimo.
Biagio: fratello minore di Cosimo, che deve la propria importanza per il fatto d’essere l’io narrante delle vicende. All’età della ribellione del fratello, aveva appena otto anni, e di conseguenza, nonostante avesse promesso a Cosimo di dargli manforte in qualunque situazione, non aveva avuto il coraggio di abbandonare le comodità familiari.
Battista: la sorella di Cosimo; è definita la monaca della casa e il suo animo triste si esplica soprattutto in cucina poiché è molto abile nel cucinare.
Cavalier Enea Silvio Carrega: zio di Cosimo, amministratore e idraulico dei poderi, fratello illegittimo di Arminio; omino calvo con la barba nera, taciturno e timido.
Abate Fauchelafleur: un vecchietto secco e grinzoso, scappato dalla sua terra natale per scampare a un processo dell’Inquisizione. Ha un carattere rigoroso.
Gian Gei Brughi: brigante temuto da tutti; la sua passione è leggere che trasmette anche a Cosimo quando si incontrano sopra gli alberi.
Ursula: figlia di don Frederico, ragazza con occhi di bellissimo color pervinca e carnagione profumata di cui Cosimo si innamora.

Sintesi
La vicenda narrata inizia il 15 giugno 1767, quando il figlio di un nobile Ligure, il Baroncino Cosimo Piovasco di Rondò ancora dodicenne, decide per protesta di andare a rifugiarsi su un albero e di non scendere più. Questa decisione, presa d’impulso, era però stata causata da numerose controversie del giovane e del suo fratello Biagio (il narratore) con il padre Arminio e la sorella Battista. I genitori si accorgono ben presto che l’atto del figlio non è solo una protesta, ma molto di più: Cosimo, infatti, decide che non metterà mai più piede a terra. Da questa profonda convinzione è condizionata tutta la sua vita sugli alberi, che si rivelerà piena d’avventure ma comunque molto simile a quella terrena. Il primo giorno, spostandosi da un ramo all’altro, arriva nel giardino dei d’Ondariva dove conosce la graziosa Viola di cui si innamora, ma che se ne andrà presto. Durante le sue avventure gira su gran parte del territorio ligure spostandosi da ramo in ramo divenendo sempre più abile, e cercando di migliorare la sua condizione con comode invenzioni. Si accompagna di un bassotto di nome Ottimo Massimo che lo aiuta nella caccia e che lo segue fedelmente da terra; Cosimo conosce le bande di ragazzi ladri di frutta, istruisce alla lettura il pericoloso brigante Gian dei Brughi, sconfigge pirati, spegne incendi, si interessa delle correnti di pensiero europee e conosce degli esiliati spagnoli costretti a vivere sugli alberi ad Olivabassa, tra cui Ursula, di cui si innamora ma che è costretto a lasciare terminato il periodo di esilio. Da adulto riceve il titolo di Barone dal padre e trascorre la sua vita procurandosi cibo e interessandosi di tutto ciò che potesse sviluppare la sua cultura, fino a quando un bel giorno torna Viola, cresciuta ma non cambiata nel carattere: da allora i due trascorreranno giornate felici fatte d’incontri amorosi, ma anche litigi e scontri, che porteranno poi alla loro separazione definitiva. Da questa vicenda Cosimo esce distrutto e per un lungo periodo si ammala rischiando la vita. Una volta ripreso, viene iniziato alla Massoneria, e ad altre congregazioni segrete, combatte i gesuiti, fa una specie di quaderno di doglianza, incontra Napoleone Bonaparte e successivamente lo zar di Russia, partecipando attivamente agli scontri nella boscaglia in favore dei francesi. Da vecchio è diventato ormai una persona celebre per la sua stravaganza anche all’estero, ma ormai fatica a muoversi e trascorre le sue giornate sull’albero al centro della piazza di Ombrosa, fino a quando una mongolfiera passa vicino alla cima dell’albero e Cosimo con un balzo vi si attacca, facendo perdere per sempre le sue tracce.

Focalizzazione: è presente una focalizzazione interna perché il narratore essendo interno al racconto apprende i fatti mano a mano che si verificano.

Punto di vista: il punto di vista è interno, come il narratore. Infatti il libro è scritto in terza persona narrato da Biagio, il fratello di Cosimo. Probabilmente l’autore sceglie questa tecnica perché, se avesse scelto di raccontare con un narratore onnisciente, non avrebbe potuto creare l’alone di mistero che è una delle componenti più importanti della figura di Cosimo.

Fabula e intreccio: In questo racconto la fabula e l’intreccio non coincidono poiché gli avvenimenti narrati non seguono un preciso ordine cronologico, infatti il narratore fa dei flashback (ad esempio quando Biagio rievoca le ore passate da lui e il fratello ad arrampicarsi sugli alberi) e delle anticipazioni (Biagio ci informa sin dall’inizio che Cosimo rimarrà sugli alberi tutta la vita). La fabula e l’intreccio coincidono solo se i fatti sono narrati in ordine logico e cronologico, senza anticipazioni.

Messaggio: L'autore, utilizzando l'allegoria dell'uomo che vive sugli alberi, distaccato da tutti e da tutto ciò che accade, ha voluto raccontare il suo stato d'animo e specialmente la condizione propria di ogni uomo. Quindi, il poeta vuole affermare che, nonostante la vita di un uomo possa essere felice e ricca di avvenimenti, ognuno è comunque solo e chiuso in se stesso. L’immagine di un uomo che si arrampica sulle piante per sfuggire alla solita gente rappresenta in un certo senso l’immagine dell’uomo attuale, che, oppresso molto spesso dal lavoro, dalle persone, o semplicemente dalla noiosa quotidianità, decide di trovare una via di scampo e di evadere.

Stile: Il linguaggio di questo libro è molto scorrevole, privo di lunghe descrizioni o riflessioni per imprimere alla narrazione un senso di velocità. L'autore ha raccontato tutto con un tono umoristico che spinge il lettore a continuare la lettura senza fermarsi. Sono presenti elementi di lingue straniere come il francese ed il tedesco. Il racconto è esposto in tono colloquiale.

Commento: Ho trovato questo libro molto interessante, infatti le cose che mi hanno colpito di più sono la situazione insolita su cui si basa la vicenda, cioè la vita di un uomo sugli alberi, il modo in cui il protagonista cerca di adattarsi a questa vita insolita e i tentativi che fa per vivere civilmente anche in una condizione che non è umana, ma soprattutto la metafora che si nasconde dietro questo racconto, che secondo me rappresenta il distaccamento e la solitudine propri di ogni uomo nei confronti della realtà. Grazie allo stile ho trovato questo racconto avvincente ed entusiasmante; l’idea della storia è originale ed interessante.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale de "Il barone rampante"?
  2. Il tema centrale del racconto è la ricerca di libertà e il distacco dalla società, rappresentato dalla vita di Cosimo sugli alberi, che simboleggia la solitudine e l'alienazione dell'individuo.

  3. Chi è il protagonista e quali sono le sue caratteristiche principali?
  4. Il protagonista è Cosimo Piovasco di Rondò, un ragazzo testardo e ingegnoso, che decide di vivere sugli alberi per ribellarsi alle imposizioni familiari, mostrando coerenza e una grande forza di volontà.

  5. Qual è il contesto storico in cui si svolge la vicenda?
  6. La storia si svolge tra il 1767 e il 1832, in un periodo storico significativo che include eventi come la Rivoluzione Francese e l'epoca di Napoleone Bonaparte, influenzando le avventure di Cosimo.

  7. Qual è il ruolo di Viola nella vita di Cosimo?
  8. Viola è l'amore di Cosimo, con cui vive una relazione complessa e intensa, caratterizzata da incomprensioni e separazioni, rappresentando un elemento chiave nella sua vita e nelle sue avventure.

  9. Qual è il messaggio che Italo Calvino vuole trasmettere attraverso la figura di Cosimo?
  10. Calvino utilizza la figura di Cosimo per esplorare la condizione umana, evidenziando come, nonostante le avventure e le esperienze, ogni individuo rimanga fondamentalmente solo e distaccato dalla realtà circostante.

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