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Concetti Chiave

  • Max Weber collega il calvinismo allo sviluppo precoce di società capitalistiche, notando che le aree calviniste hanno prosperato più rapidamente rispetto a quelle cattoliche e luterane.
  • La morale cattolica considera la ricchezza come un ostacolo alla salvezza, mentre il calvinismo non la colpevolizza, promuovendo un'etica del lavoro e il reinvestimento economico.
  • Le società calviniste del ‘600 impongono rigide norme di comportamento, limitando la libertà individuale e enfatizzando la responsabilità personale, creando un forte senso di controllo sociale.
  • Il calvinismo si diffonde in Svizzera, Francia, Paesi Bassi, Europa orientale e Scozia, dove ha trovato spazi di libertà religiosa e ha influenzato conflitti sociali e politici.
  • L'elezione dei pastori da parte delle comunità calviniste introduce elementi di democrazia, in contrasto con le gerarchie monarchiche, generando tensioni e guerre in varie regioni europee.

Weber e il calvinismo

All’inizio del ‘900 Max Weber, grande sociologo autore de L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, ha messo in relazione il fatto che laddove ha preso piede il calvinismo si sono sviluppate società capitalistiche in maniera più precoce rispetto ad altre aree geografiche, dove invece c’erano in prevalenza cattolici e luterani. Questo nesso tra calvinismo e capitalismo è stato a lungo contestato dagli storici, perché si sono trovate molte eccezioni (p.e. la Lombardia, che per tutta l’età moderna e quella contemporanea è sempre stata uno dei propulsori dell’economia europea, non è mai stata in maggioranza calvinista). Gli esempi portati da Weber erano sostanzialmente Inghilterra e Paesi Bassi.

Critiche e verità

Sebbene le critiche, un certo fondamento di verità esiste, perché effettivamente la morale cattolica sottolinea molto la difficoltà per una persona ricca di salvarsi l’anima («È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei cieli» (Mt 19,24): c’è una colpevolizzazione della ricchezza che nel calvinismo non esiste.

Libertà e controllo

Sebbene meno favorevole per i ricchi, nella Chiesa cattolica c’è una maggiore libertà di costumi rispetto alle società calviniste che si sviluppano nel ‘600. In queste società, spesso oggetto dei ritratti di Vermeer, anche le famiglie più ricche (che, ad esempio, potrebbero permettersi di commettere al Vermeer o al Rembrandt dei quadri da tenere in casa, come spesso le nature morte, in quanto l’arte del ‘600 ha in questi posti una committenza perlopiù laica e non ecclesiastica ) non sfoggiano la propria ricchezza: è vietato il gioco, il bere, il vestirsi in maniera sgargiante. La ricchezza viene tutta reinvestita nell’attività produttiva, perché il successo mondano, anziché sfoggiato, va utilizzato per il lavoro stesso: c’è una fortissima etica del lavoro. Per certi versi, l’atteggiamento religioso può davvero aver contribuito ad un certo sviluppo di tipo economico. Questi divieti trovano fondamento nella mancanza del sacramento della penitenza: una volta commesso un peccato, azione che offende il Signore, da un lato si dimostra la propria improbabile predestinazione, che probabilmente non si appartiene alla schiera dei santi ma a quella dei malvagi, dall’altro non c’è rimedio, perché mancano i tre momenti della confessione, cioè pentimento, penitenza e perdono. Questa mancanza alimenta enormi sensi di colpa, problemi particolarmente legati alla psiche, dovuti a questo radicamento molto forte nella morale della responsabilità personale, che non trovando vie d’uscita comporta una società dai comportamenti molto controllati.

Qual è la diffusione del calvinismo?

Il calvinismo si diffonde in primo luogo in Svizzera, luogo in cui lo stesso Calvino aveva predicato, poi in alcune aree della Francia, soprattutto in Francia meridionale e occidentale (aree che conserveranno delle specificità politiche fino alla Rivoluzione francese), in cui i calvinisti prendono il nome di ugonotti (termine la cui origine resta ignota, si pensa ad un predicatore che si chiamasse Hugo, oppure a un convento di Sant’Ugo dove essi si sarebbero riuniti), nei Paesi Bassi e nei paesi dell’Europa orientale, in cui il calvinismo è una presenza significativa perché lì si vanno a rifugiare e predicano molti dei predicatori che abbandonavano le aree cattoliche; siccome il controllo della Chiesa su territori come quello ungherese, in parte o dentro l’Impero turco, oppure quello polacco, dove vigeva una monarchia elettiva (anarchia dei nobili), era inferiore o assente, era effettivamente possibile praticare e professare la propria religione religiosa senza essere perseguitati. Un’altra importante area di diffusione del calvinismo è il Regno di Scozia, che diventa calvinista nel giro di pochi anni con la conversione di tutti i sovrani scozzesi e c’è una progressiva penetrazione dei princìpi del calvinismo nella Chiesa anglicana, quindi in Inghilterra.

Conflitti e democrazia

Tra la seconda metà del ‘500 fino alla metà del ‘600, è importante segnalare che in tutte le aree in cui arrivano i calvinisti scoppiano guerre per diversi fattori, accumunati dal fatto che il calvinismo abbia introdotto degli elementi di democrazia: i calvinisti tendono ad eleggere i pastori all’interno delle comunità, a nominarli dal basso. Questo atteggiamento confligge radicalmente con il sistema delle monarchie europee di età moderna, è un atteggiamento mentale che, prima ancora di scontrarsi praticamente col potere politico, si scontra con i princìpi sui quali il potere politico si fonda: tutto il potere politico di età moderna è una struttura gerarchica nella quale si suppone che il potere venga dall’alto, da Dio e che poi passi all’Impero e quindi al re, da questi ai grandi nobili e poi in una catena a scendere fino al terzo Stato. L’idea che ci siano degli ambiti della società in cui, invece, la situazione di chi comanda viene dal basso sovverte la mentalità stessa dell’epoca, mettendo in difficoltà quelle aree. Tant’è che nella seconda metà del ‘500 i Paesi Bassi, che nella suddivisione dell’Impero di Carlo V erano finiti nel ramo spagnolo della successione, insorgeranno contro il sovrano Filippo II di Spagna; sempre in quegl’anni scoppiano in Francia le Guerre di religione; in Inghilterra quello religioso è uno degli elementi che portano alla Prima Rivoluzione Inglese nel ‘600; nell’Europa centro-orientale e nell’Impero la penetrazione del calvinismo, un po’ più tarda rispetto agli altri paesi, sarà una della cause dello scoppio della Guerra dei Trent’anni.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra calvinismo e sviluppo del capitalismo secondo Max Weber?
  2. Max Weber sostiene che il calvinismo ha favorito lo sviluppo precoce di società capitalistiche, in particolare in Inghilterra e Paesi Bassi, rispetto a aree con maggioranza cattolica e luterana, sebbene ci siano eccezioni come la Lombardia.

  3. Qual è la differenza tra la morale cattolica e quella calvinista riguardo alla ricchezza?
  4. La morale cattolica tende a colpevolizzare la ricchezza, mentre nel calvinismo non esiste questa colpevolizzazione, il che ha influenzato le attitudini verso il lavoro e il successo economico.

  5. Come influisce il calvinismo sulla libertà di costumi rispetto alla Chiesa cattolica?
  6. Nelle società calviniste del '600, c'è una maggiore restrizione dei costumi rispetto alla Chiesa cattolica, con divieti su gioco, alcol e abbigliamento sgargiante, promuovendo un'etica del lavoro e un reinvestimento della ricchezza.

  7. In quali aree si è diffuso il calvinismo e quali sono le sue caratteristiche?
  8. Il calvinismo si è diffuso in Svizzera, Francia, Paesi Bassi, Europa orientale e Scozia, dove ha trovato rifugio e libertà di pratica, specialmente in territori con controllo ecclesiastico debole.

  9. Qual è l'impatto del calvinismo sui conflitti e sulla democrazia in Europa?
  10. Il calvinismo ha introdotto elementi di democrazia, come l'elezione dei pastori, che hanno conflitto con le monarchie europee, contribuendo a guerre religiose e tensioni politiche, come nelle Guerre di religione in Francia e nella Prima Rivoluzione Inglese.

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